18/05/2016

Dove sono finiti Viespoli, Orlando e Capezzone?

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Guardando la mappa delle sedici liste in corsa per le elezioni comunali di Benevento, vediamo che solo quattro hanno simboli di partiti e movimenti nazionali. Si tratta del Partito Democratico, di Forza Italia, dell’Udc e dei Cinque Stelle. Le altre dodici sono poli civici che si richiamano al candidato sindaco, oppure raggruppamenti  occasionali di forze eterogenee. In totale siamo a 503 candidati per 32 posti. Ma non c’erano la sfiducia nei partiti e la crisi della politica?

Nel panorama degli aspiranti sindaci balza subito agli occhi che manca il candidato della destra. Dove è finita questa parte politica che nel recente passato ha guidato due amministrazioni comunali? Con chi sono schierati gli eredi di Pasquale Viespoli e Sandro D’Alessandro? Quale strada ha preso quella classe dirigente rappresentata da Nazzareno Orlando, Roberto Capezzone e Luca Ricciardi?

La destra si è sparpagliata in mille rivoli. Un pezzo è finito nelle braccia di Clemente Mastella, un altro cerca di salvare una storia amministrativa, appoggiando Gianfranco Ucci, ed un terzo è approdato sui lidi del centrosinistra, a sostegno di Raffaele Del Vecchio. Dopo la sorprendente vittoria di Viespoli del 1993, gli ex missini, confluiti in Alleanza Nazionale, cominciarono a ragionare in termini di coalizione. Arrivò il bis con Sandro D’Alessandro nel 2001.Il regno degli allievi di Almirante a Palazzo Mosti durò per tredici anni, fino al 2006, quando arrivò Fausto Pepe col centrosinistra unito e vinse al primo turno.

Sulla vicenda beneventana, ovviamente, hanno pesato gli avvenimenti nazionali che hanno scombussolato il campo del centrodestra. “Dopo il fallimento del Popolo della Libertà - rileva Roberto Capezzone - il tentativo di oscurare la destra è perfettamente riuscito a Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Comunque non ho mai creduto che destra e sinistra fossero categorie fisse. Spero che il sacrificio che faccio porti qualcosa di utile per la città. Qui c’è la responsabilità  di qualcuno che credeva di essere l’unico leader della destra”.

Per la verità, già nelle precedenti comunali i rappresentanti di Alleanza Nazionale e del Pdl si presentarono frantumati. La pattuglia guidata da Viespoli, D’Alessandro e Nazzareno Orlando si alleò con Mastella e l’Udc di Gennaro Santamaria, partecipando alla cordata per portare a Palazzo Mosti l’ex presidente della provincia, Carmine Nardone, ex parlamentare comunista. L’ex assessore Capezzone capeggiò, invece, la lista del Pdl, sostenendo il candidato sindaco Raffaele Tibaldi, insieme alla deputata Nunzia De Girolamo.

“Cinque anni fa - ammette Pasquale Viespoli - alleandomi con Mastella, ho commesso un errore, che ho pagato. Ma fu un atto di generosità verso la città. Oggi Benevento aspetta una risposta nuova. Avevo aperto un dialogo per ricompattare il centrodestra, proponendo un solo candidato, una lista ed un programma. Non sono stato ascoltato. Forza Italia, che a livello nazionale rivendica centralità, qui è stata subalterna. Il vero centrodestra è quello rappresentato da Ucci. Quello di Mastella è un progetto centrista”.

Il quadro delle vecchie e tradizionali alleanze appare fortemente scompaginato. I consiglieri del centrodestra, eletti in “Territorio e Libertà” sono stati attratti dalla sirena mastelliana. Tra questi, in particolare, Mario Pasquariello, Luigi De Minico e Nazzareno Orlando, che, pur non essendo candidato, ha fatto sapere di appoggiare l’amico Oberdan Picucci dell’Udc, partito alleato del politico ceppalonese. Con i forzisti, nella stessa coalizione centrista, si presenta, invece, Antonio Capuano.

Questa nuova alleanza viene addirittura presentata da qualcuno come un laboratorio politico esportabile a livello nazionale. “Per me è un rompicapo - ironizza Viespoli - un accordo elettorale senza prospettive e chiarezza programmatica. C’è l’ambiguità dell’Udc di Ciriaco De Mita, che qui sta con Mastella, alla regione con Vincenzo De Luca, a Roma col governo Renzi e a Napoli col Pd di Valeria Valente”. Con Ucci sono candidati i viespoliani Federico Paolucci e Gino Mazza, mentre Capezzone, che più volte aveva dato una mano all’amministrazione uscente, votando soprattutto le delibere per il risanamento dei debiti, è saltato sul carro di Del Vecchio, candidandosi nella lista civica “Benevento al Centro. Dalla Parte Giusta”.

Un’ardita metamorfosi politica ha vissuto anche Raffaele Tibaldi, che nel 2006 fu eletto consigliere comunale nella lista dell’Udeur, partecipando alla vittoria di Pepe. Cinque anni dopo, nel 2011, si candidò a sindaco col Pdl e contro Mastella. Oggi riprova la corsa per la stessa carica, con un polo civico, attaccando Mastella ed il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro.

La frammentazione è stata così lacerante che le forze di opposizione non sono state in grado di proporre  un candidato sindaco espressione dell’esperienza fatta tra i banchi di Palazzo Mosti. Possibile che tra i consiglieri che hanno contrastato energicamente Fausto Pepe non ci fosse un giovane, un nome adeguato a competere con Raffaele Del Vecchio? Per molti del centrodestra il ricorso a Mastella è apparso un po’ come l’ultima spiaggia per scalzare un centrosinistra ricompattato. Così sono scomparsi d’incanto i vecchi rancori e le minacce di querela tra l’ex ministro della giustizia e la berlusconiana De Girolamo.

ANTONIO ESPOSITO

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