18/05/2016

'Sto già impegnando ministri, sottosegretari e assessori regionali ad aiutarmi a realizzare il mio programma'

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Ambizione, risolutezza e passione, condite da una buona dose di fair play, sono le leve che muovono il 45enne Raffaele Del Vecchio il quale - al grido di “governare la città” - ha in mente l’obiettivo di conquistare lo scranno più prestigioso ma anche più problematico di palazzo Mosti… per la serie onori e oneri.

Una gavetta lunga dieci anni nella duplice veste di vicesindaco e assessore alla Cultura e ora il desiderio di salire a giugno i gradini della casa comunale e indossare la fascia tricolore per avere una più ampia facoltà di movimento nell’aggiustare storture, risolvere problemi e rendere Benevento ancora più bella e appetibile.

“Ci sono tanti progetti che vorrei seguire da sindaco - dichiara nella nostra redazione - anche perché siamo in filiera istituzionale. Sto facendo venire a Benevento assessori regionali, sottosegretari e ministri non per fare passerella, ma per impegnarsi in maniera seria e concreta e io, statene certi, sarò un ‘rompiscatole’ nei loro confronti. Quando mi ci metto d’impegno, infatti, ottengo sempre buoni risultati. Del resto faccio l’amministratore e i problemi della città mi appartengono, anzi me li vado proprio a cercare”.

Ma quale impostazione caratterizzerebbe il mandato di Del Vecchio sindaco?

“Certamente una delle strategie principali di sviluppo della città sarebbe basata sulla cultura del bello in senso lato. Cioè valorizzare, ottimizzare e usufruire appieno di quello che millenni di storia ci hanno regalato come patrimonio culturale materiale e condizionare ad esempio l’urbanistica, la pianificazione del territorio, i servizi ai cittadini e ai turisti proprio in funzione di questo. Vanno bene gli spettacoli, i festival e le kermesse, ma rappresentano solo una parte del progetto complessivo che ho in mente, in cui tutto per me deve risplendere di bellezza”.

Che dire… se Del Vecchio dovesse effettivamente riuscire nel suo intento come minimo godrebbe dell’appellativo di “Raffaele il bello”.

Intanto ammette candidamente e col sorriso sulle labbra gli “acciacchi” di questa campagna elettorale: “Mi sto sgolando, sto perdendo la voce e mi sto pure ingrassando, i colletti delle camicie mi vanno stretti”.

Parimenti non nasconde il timore dell’oblio: “Non ho la presunzione di rimanere nella storia, ma vorrei essere ricordato come un uomo che quando ha amministrato ha lasciato una traccia significativa”.

Parla con orgoglio, inoltre, dell’ultima opera consegnata recentemente ai suoi concittadini: la Spina Verde al Rione Libertà.

“Per realizzarla abbiamo messo in campo le migliori maestranze da un punto di vista tecnico e imprenditoriale, perché la progettazione è nata a Benevento e anche la realizzazione dell’opera è stata fatta da un’impresa del territorio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e mi sento di dire che si tratta del più bel progetto mai realizzato in città da 30/40 anni a questa parte. Adesso lì sorgono due strutture di carattere culturale che abbiamo deciso di dare in gestione a due importanti istituzioni: l’Università del Sannio gestirà la Bibliomediateca dove una parte sarà a disposizione del pubblico, mentre in un’altra verranno spostate le attività di due Dipartimenti. Il Conservatorio ‘Nicola Sala’, invece, si occuperà dell’Auditorium (da 99 posti, ndr) per la didattica, molto probabilmente, di fiati e percussioni”.

“L’altro gioiellino che sorge al Rione Libertà - sottolinea dunque l’assessore alla Cultura - vale a dire il Piccolo Teatro Libertà, realizzato per step già da qualche tempo, ho intenzione di affidarlo a un’associazione privata, mediante regolare bando e, ovviamente, se i miei concittadini vorranno scegliermi come loro sindaco”.

Sempre per il discorso di cui sopra, ovvero, la “cultura del bello”, Raffaele Del Vecchio sostiene di aver provveduto anche ad inoltrare la richiesta per la gestione del patrimonio museale e bibliotecario della Provincia “altrimenti che fine farebbero”.

E sulla ex Caserma Pepicelli annuncia: “Diverrà un centro di addestramento dell’Esercito Italiano. Sono già state effettuate le verifiche del caso ed è negli atti di programmazione, c’è solo da individuare un’area di campagna molto vasta per dare loro modo di svolgere il percorso di guerra e sparare con i cannoni”.

Sugli avversari, poi, il candidato del Pd non si sbilancia anzi dice proprio di non temerli, l’unica sua preoccupazione gli viene dalla sfiducia che la gente nutre verso la politica e che “in questa campagna elettorale alcuni stanno alimentando ad arte con falsità”.

Pur senza nominarli, comunque, il vicesindaco non risparmia qualche stoccata su Mastella, Farese e i 5 Stelle.

Riferito a Mastella: “Va raccontando che rinuncerà all’indennità di sindaco, ma la verità è che non la può prendere, perché non si può cumulare con la pensione da ex parlamentare, quindi non sta rinunciando proprio a nulla e poi dicesse per quale città sente amore dato che cinque anni fa si è candidato come sindaco di Napoli”.

Nei confronti di Farese e i 5 Stelle: “Io penso che i beneventani vogliano un sindaco di Benevento, a me in Valle Caudina non mi facevano candidare. Per amministrare una città, inoltre, ci vuole esperienza, i curriculum professionali servono se fai i colloqui con le aziende. I 5 Stelle per la verità sono molto forti sul simbolo e io vedo anche tanta buona fede e tensione civile da una parte, dall’altra però vedo pure tanti avvoltoi che non hanno trovato spazio e soddisfazione di varia natura altrove”.

Su un eventuale ballottaggio Del Vecchio non si sbottona, ma proferisce un laconico “Vedremo, per me l’elettorato ha sempre ragione”.

Infine, la chiosa: “E’ la prima volta che a Benevento ci sono sette candidati sindaco e finora ho visto solo analizzare problemi… e le soluzioni dove sono? Chi sta facendo intravedere una luce all’interno delle nebbie? La vera differenza è nei programmi ed io sto impegnando molto sui focus tematici, per trovare le soluzioni e calarle in questo particolare spazio finanziario, oltre ad avere come riferimento le persone della cosiddetta filiera istituzionale che insieme alla mia squadra possano subito dare corpo alle idee e ai progetti che abbiamo per la città”.

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it

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