01/07/2016

Così il prima e il dopo della campagna elettorale

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La rivoluzione Mastella è cominciata. Il primo atto ufficiale dell'ex Ministro non appena eletto alla carica di sindaco di Benevento è stato quello di recarsi alla Basilica Madonna delle Grazie, per porsi umilmente sotto la protezione della Madre di Dio. Atto che ha del coraggio, in questi tempi di cattolicofobia imperante (prendo a prestito le parole di una mia amica).

Poi, il primo giro di saluti e di visite istituzionali. Il nuovo sindaco è andato subito a trovare il primo nato dopo la sua elezione a Benevento, nonché il decano dei giornalisti sanniti, Guerino Pietraroja. Un atto di rispetto per la stampa sannita, che molti altri candidati hanno utilizzato solo come portavoce dei loro molti e dei qualche volta inopportuni comunicati stampa, lesinando come non mai sull'acquisto di spazi pubblicitari, forse perché troppo impegnati ad invadere di manifesti la città, come non si era mai visto prima.

Quella dei manifesti elettorali è già storia a sé. I tanti candidati in lizza ed i loro aspiranti consiglieri hanno letteralmente subissato ogni angolo di Benevento di vele e di manifesti di ogni formato, rimediando in molti così multe per affissione abusiva. Certo è che i giornalisti sanniti, più che nelle altre tornate elettorali, hanno avuto da lavorare, e questo, come è stato detto anche dall'Assostampa Sannita, deve portare all'attenzione dei politici locali l'impegno delle varie testate (e far comprendere che esse non vivono di volontariato).

Ma dicevamo delle altre uscite pubbliche di Mastella. Tra i primi atti vi è stato l'incontro con il prefetto di Benevento, Paola Galeone, ed il passaggio di consegne dal sindaco uscente Fausto Pepe al neoeletto.

Mastella non è però andato a salutare Claudio Ricci, che occupa ancora la poltrona di presidente della Provincia, ma che, sottolinea sempre il nuovo sindaco di Benevento, “sta abusando di un ruolo politico che non ha più” (dopo la sconfitta elettorale a San Giorgio del Sannio, Ricci aveva dichiarato che si sarebbe dimesso dalla presidenza alla Rocca).

Cosa lasciano i dieci anni Pepe-Del Vecchio e cosa lascia questa campagna elettorale?
Sui quotidiani già compaiono le prime valutazioni e riflessioni politiche post voto. La débacle del PD è cosa nota a livello provinciale e nazionale (i 5 Stelle conquistano piazzeforti importanti come Roma e Torino, mentre a Napoli l'elettorato premia di nuovo De Magistris. Ed a Milano il partito di Renzi vince per una manciata di voti).

C'è chi parla di vittoria dell'antipolitica e chi di voto politico contro una politica che ha scontentato i più (la riforma colabrodo sulla scuola e lo scandalo di Banca Etruria sono cronaca di questi mesi).
A Benevento c'è il malcontento diffuso per dieci anni di gestione amministrativa che hanno lasciato. C'è il bilancio consuntivo della giunta Pepe non firmato dal revisore dei conti.

Resterà il ricordo di una campagna elettorale che mai come ora ha schierato tanti aspiranti e tante liste. Il ricordo dell'enorme vuoto programmatico e delle tante offese personali, delle conseguenti battaglie a colpi di querele, di manifesti anti mastelliani spuntati come funghi durante la notte è subito rimossi all'indomani, di insinuazioni e dichiarazioni sulla vita personale e familiare di Mastella, di contrapposizioni tra cultura filocattolica e filomassonica.

Resterà lo strascico di un degrado che è aumentato in quanto a sporcizia e prostituzione. Le contraddizioni della città Unesco che ha visto chiudere tutti i suoi teatri. Il ricordo di dichiarazioni e promesse dell'ultimo minuto. Il profilo tagliente di alcune dichiarazioni, come quella di Mastella: “Non ho badanti. Ci sono sindaci, invece, che le hanno. Il vero candidato sindaco di Benevento è Del Basso-Del Vecchio De Caro, io rispondo ai cittadini e non ho nessuno alle spalle”.

Resteranno i tanti e tanti commenti sui social che si sono susseguiti in queste settimane convulse.
Una utente dice: “Ora chi ritiene di non poter restare può anche andar via. Inutile fare facile ironia. Se non si capisce che alla fine la gente vota chi vuole nel segreto dell'urna è meglio stare zitti. I 5 stelle avanzano. È una realtà. Da noi Marianna Farese avrebbe potuto rappresentare il cambiamento. Anche Mastella in fondo lo è. Ora non resta che vedere. Sperando che l'opposizione non faccia sempre ostruzionismo visto che non sono riusciti a continuare il lavoro di distruzione. Forse non si è capito che i cittadini volevano anche Del Vecchio a casa, come Pepe. Basta con piazze inutili, spine verdi improbabili e fontane per far bagnare le prostitute. Oltre al resto. Benevento ha bisogno e merita altro... Buon lavoro signor sindaco. Diamogli una mano invece di criticare come al solito. Risolleviamo la nostra città”.

Un'altra considerazione viene da Nicola Sguera, docente del “Giannone”, che siederà in consiglio comunale tra i banchi dell'opposizione insieme alla capolista dei Cinque Stelle, Marianna Farese, anch'ella docente. Sguera dice: “Stamattina ho fatto una sola telefonata: a Raffaele Del Vecchio, mai sentito in questi mesi. Indecoroso il modo in cui è stato lasciato solo. Ha vissuto una sconfitta memorabile con compostezza. L'onore delle armi era il minimo gesto che gli dovevo dopo avergliene dette di cotte e di crude. Quello che non tributerò mai all'apparato che gli sta alle spalle. Estote parati!”.

È sempre Sguera ad offrire un altro spunto di riflessione: “Vorrei chiedere agli amici giornalisti, da Danila De Lucia a Bruno Menna, da Billy Nuzzolillo a Carlo Panella, da Enzo Colarusso a Geppino Presta, se e da quanto tempo mancavano professori in Consiglio comunale. Mi sembrerebbe un dato interessante che riguarda me e Marianna Farese, degno di una riflessione”.

Nazzareno Orlando, che è stato per dieci anni all'opposizione, mentre il match elettorale è in corso, posta su Facebook: “NON MI È PIACIUTA QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE! Era cominciata con il confronto tra programmi ed idee per la città... poi qualcuno l’ha voluta trasformare in una squallida rissa basata sull uso incondizionato del fango. Un fango che già tanto male aveva fatto alla nostra città. Il vero problema è racchiuso nel titolo del Mattino di oggi... Ci sarà da smanicarsi e lavorare seriamente... Non ci sono soldi in cassa e la città è in ginocchio. Spero, dunque, che chiunque sarà chiamato a svolgere questo arduo compito lo faccia con grande dedizione ed amore. Di fango non se ne sente più alcun bisogno... di impegno... tanto!!! Spero vinca chi sente dentro se la forza di voler dare il meglio... Benevento lo merita”.

Su Internet ci sono le tante foto della notte della vittoria di Mastella ed una sua dichiarazione: “Mi davano per finito. La vittoria mi ripaga di tante umiliazioni”. Vicino a lui, la moglie Sandra, entusiasta ed innamoratissima di suo marito. Lo abbraccia tra lacrime e sorrisi, in preda agli stati d'animo più disparati.
E sono già in molti a chiedersi: ritornerà Quattro notti di Luna Piena?

LUCIA GANGALE

www.luciagangale.blogspot.com

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