21/05/2011

I Giovani Democratici dicono SI ai 4 quesiti referendari del 12 e 13 giugno prossimi

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La segreteria provinciale dei Giovani Democratici dice SI ai quattro quesiti referendari del 12 e 13 giugno prossimi. Lo rende noto il segretario provinciale dei GD, Lorenzo Antinora, che comunica: 

I segretari di circolo GD del territorio provinciale sono invitati a prendere contatti con la segreteria per costituire i comitati volti a preparare la mobilitazione per l’appuntamento referendario”.
In merito ai quattro quesiti referendari, queste le considerazioni espresse dal segretario Antinora.

I Giovani Democratici dicono no al nucleare. E'innegabile che restano del tutto irrisolti i problemi di impatto ambientale, sicurezza della popolazione e, in particolare, di smaltimento delle scorie radioattive oltre ad ulteriori aggravi per le tasche dei contribuenti. I Giovani Democratici credono sia necessario che il Governo doti il Paese di un Piano Energetico serio puntando sulle energie rinnovabili”.

Sulla privatizzazione del servizio idrico. I GD hanno condotto una dura opposizione al disegno di privatizzazione forzata del servizio idrico imposto dal governo Berlusconi, approvato a colpi di fiducia con la falsa motivazione di rispondere ad un obbligo comunitario in realtà inesistente. Gli enti locali verrebbero esposti al rischio di soccombere alla forza dei monopoli privati , retti da poche grandi aziende spesso del tutto estranee ai contesti territoriali in cui viene svolto il servizio. A nostro avviso solo grazie ad un intervento legislativo di riforma complessiva del settore è possibile realizzare gli obiettivi irrinunciabili della tutela delle acque, dell’accessibilità per tutti, garantendo l’equità delle tariffe e l'efficienza del servizio.

Sul legittimo impedimento “I deputati del PD hanno votato contro il legittimo impedimento perché riproduce nella sostanza il lodo Alfano, una legge censurata dalla Corte costituzionale.
Al fondo di questa legge non esiste un’esigenza di giustizia e di tutela dei cittadini. Questa norma non ha un carattere generale ed astratto, è solo un meccanismo artificioso di tutela di una sola persona, insomma é un trucco per sottrarla ai procedimenti giudiziari in corso

Il referendum passa se si raggiunge il quorum. Occorre che vadano a votare 25 milioni di italiani. Per questo dobbiamo informare, altrimenti aspettiamoci qualche atto di forza di questo governo.

 

 

 

 

 

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