20/07/2016

Il virus Zika in Italia c'è ma nessun rischio di epidemia

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I Giochi olimpici di Rio de Janeiro avranno inizio fra due settimane circa. Le autorità sanitarie di tutto il mondo sono preoccupate, non da oggi, per il continuo aumento della circolazione del virus Zika tra la popolazione di alcuni Paesi del Centro e Sud America, Africa e Asia. In Italia a gennaio il ministero della Salute ha emesso una circolare informativa su questo problema.

Iniziamo col dire quello che ad oggi sappiamo. Il virus Zika si diffonde principalmente, ma non esclusivamente, attraverso la puntura di una zanzara infetta del genere Aedes. La zanzara tigre, (Aedes albopictus), presente da noi, potrebbe trasmettere il virus Zika. Un tipo di zanzara ad attività diurna, in particolare primo mattino e tardo pomeriggio.

Tra i Paesi in cui al momento sono in corso epidemie di virus Zika a rapida evoluzione, con trasmissione in aumento o diffusa, ci sono Brasile, Colombia, Suriname, El Salvador, Guiana Francese, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Venezuela.

Poi ci sono Paesi in cui ad oggi vengono segnalati casi e trasmissione sporadica, opportunamente segnalati sui siti del ministero della Salute e della Farnesina. Anche nel resto del mondo l’allerta Zika è alta. Negli Stati Uniti, in alcuni stati come Texas o Florida, si osservano già decine di casi. Così come in Canada. A partire dall’8 maggio a Capo Verde sono stati segnalati oltre settemila casi sospetti di infezione e tre di microcefalia. Probabilmente importato dal Brasile, è la prima circolazione del ceppo asiatico del virus Zika nel continente africano.

Attualmente in Italia sono stati segnalati dei casi importati di virus Zika e un caso autoctono dovuto a trasmissione sessuale. Si stima che il rischio di un’epidemia durante l’estate sia moderato. In circa l’80 per cento dei  casi l’infezione decorre in maniera asintomatica o tutt’al più con sintomi lievi come febbricola, eruzioni cutanee, congiuntivite, mal di testa e dolori articolari, che compaiono tra i 3 e i 12 giorni dopo la puntura della zanzara vettore e possono durare da 2 a 7 giorni. Il piano messo a punto dall’Istituto Superiore di Sanità pone in evidenza l’importanza di una corretta informazione, educazione alla salute, comunicazione del rischio, formazione.

L’infezione contratta durante la gravidanza è stata associata all’insorgenza di gravi complicanze e malformazioni neurologiche congenite. Non esiste un vaccino contro il virus Zika. La protezione individuale - come per esempio l’utilizzo di repellenti per insetti, vestiti chiari e coprenti - resta il mezzo più efficace per prevenire le punture di zanzare. La cosa importante riguarda le donne in gravidanza, che hanno soggiornato in Paesi in cui è stata riportata la trasmissione locale del virus Zika, con l’invito a informarne del loro viaggio il medico curante per essere valutate e monitorate in modo appropriato. Il consiglio resta quello di differire i viaggi non essenziali alle donne in gravidanza, o che cercano una gravidanza, verso zone dove è in corso l’epidemia di virus Zika. Presente in Centro e Sud America, il virus Zika è stato  segnalato anche in molti altri Paesi dell’Asia, dell’Africa e del Pacifico. Per dati più aggiornati ci si rivolga al proprio medico.

Per un elenco completo delle zone a rischio consultare il sito:

http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/zika_virus_infection/zika-outbreak/Pages/epidemiological-situation.aspx

GIANCARLO SCARAMUZZO

giancarloscaramuzzo@libero.it 

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