18/08/2016

Tra solitudine e narcisismo... La grande ameba dei social network nell'analisi di Lucio Lonardo

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L'ANTEFATTO

Avvolta nella canicola e nel torpore tipico della vigilia di Ferragosto, la città di Benevento è stata scossa come un fulmine a ciel sereno da un post razzista pubblicato sulla pagina Facebook del neo assessore comunale all’Urbanistica, in quota Forza Italia, Gerardo Giorgione.

A commento di una foto in cui si notano cinque migranti africani mentre fanno un selfie con la scritta “Ragazzi dobbiamo rifarla... E' venuta scura”, il post recita così: “Grazie a quel porco di Renzi... gli italiani senza lavoro e questa gente con i cellulari... portali a casa tua omm e merd... zozzo e sporco tu e quel transessuale di tua moglie”.

Immediatamente Giorgione si è scusato parlando di terribile goliardata fatta a sua insaputa con il suo cellulare mentre era a correre: “Sono stato informato da un amico di questo post. Un amico che proprio perché mi conosce bene era stranito di fronte a tali contenuti. Quel post non è stato scritto da me: ero a correre, e il telefono è rimasto incustodito a casa, dove c'erano mio figlio e alcuni amici...immagino sia stata una goliardata di un gruppo di ragazzini”.

Una goliardata che ha avuto un’eco nazionale ed è costata non poco all’assessore il quale - scusandosi con tutti - ha ritenuto opportuno rimettere la delega nella mani del sindaco Clemente Mastella in attesa del prossimo Consiglio comunale per chiarire ulteriormente la vicenda.

L’ANALISI DI LUCIO LONARDO

Lucio Lonardo, presidente dell’Asia - ma innanzitutto medico chirurgo, specialista in Oncologia, Senologia, Dietologia e in Semeiotica e Diagnostica - prendendo a prestito il caso Giorgione-Renzi, è intervenuto con uno scritto a tratti esilarante e a tratti spietatamente reale sulla pericolosità dei social network.

“Non mi sembra il caso di entrare nel particolare sul caso Giorgione-Renzi nato su FB  in quanto ci sarà tempo e modo per i vari distinguo ma una riflessione va comunque fatta sulla pericolosità di questi social network che necessitano, nel maneggiarli, grande perizia, lucidità e  soprattutto, sembrerebbe, sistemi adeguati di sicurezza a tutela della privacy propria e degli altri utenti.

Hai voglia a cantare con Pavarotti che la calunnia è come un colpo di cannone quando questo mezzo ti offre centinaia di migliaia di piste da bowling con i quali abbattere con un sol colpo altrettante centinaia di migliaia di birilli-utenti per lo più ignari di quanto si va dicendo, a torto o a ragione sul proprio conto. 

La diffusione di tali pratiche, nella maggior parte dei casi, è il desiderio di comunicare, di esprimere le proprie sensazione uscendo dall’isolamento dei recinti in cui oggi la società ci spinge essendosi persa la cultura del contatto umano, della solidarietà spicciola, della condivisione del quotidiano.

Oggi i network sono terreno di conquista per le casalinghe disperate, persone che sentono di dover scrivere stati d’animo, sensazioni, perché manca la capacità di ascolto e quindi nessuno mostra un qualche interesse a richiederle, narcisi del selfie ad ogni costo per ricevere gratifiche e complimenti, narcisi alimentaristi che si selfiano i loro appetitosi manufatti alimentari, i nuovi compagni di merenda!

Per non parlare del proliferare di nickname in cui nascondere, a volte per pudore altre volte per un sibillino gioco delle parti, la propria identità con il rischio di aver flirtato per mesi con Filomena e poi scoprire che trattasi di..Pasquale. Coppie che si sono così composte e altre invece scoppiate per aver lasciato il computer o lo smartphone inavvertitamente alla mercè della dolce metà perché le corna mediatiche, è acclarato, fanno male quanto quelle tradizionali, anche perché arrivano con l’immediatezza di un  click senza manco il rituale passa parola..

Oggi non ci vorrebbero più i secoli che sono stati necessari per il diffondere il verbo delle varie religioni nell’umanità: i dieci comandamenti, vecchio e nuovo testamento, la Bibbia, il Corano tutto accessibile senza manuensi ma con file disponibili con un semplice click su un tasto. Come dire, Dio è in ogni luogo ma internet già ci è stato oppure Allah è grande e Maometto è il suo provider!

Anche il sesso e l’erotismo non è immune da questa grande ameba se è vero come è vero che i Giapponesi hanno messo a punto una tecnologia con la quale a migliaia di chilometri di distanza riescono ad attivare e movimentare un particolare aggeggio vibrante in possesso della partner, mentre magari l’altro giapponese è ancora sull’isola a sbattersi senza rendersi conto che anche quella battaglia è finita, tanto ci pensa Rocco, come recita quella clip che propaganda canali hot a disposizione delle coppie a..corto di idee.

Non servono pìù, quindi,i  vecchi e obsoleti ferormoni, ormai la compatibilità di coppia è tra prese scart e porte UCB ed essere più o meno superdotati dipende solo se si dispone di megabyte piuttosto che di microchip: sono convinto che se ci fosse ancora Diogene con la propria lanterna non starebbe cercando l’uomo ma bensì una connessione Wi Fi accessibile!”.                  

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