08/09/2016

Appunti al volo

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Ha destato sorpresa e, poi, polemiche la decisione di imporre anche ciclisti una velocità massima di 10 km orari nel centro storico pedonalizzato. Con particolare riferimento al Corso Garibaldi sono scesi in campo variegati sostenitori della libertà ciclistica. Figurarsi se mi fa piacere quel cartello. Anni addietro mi sentivo preso in giro dal cartello di 50 km quando ero impegnato nella salita di Ciardielli. Qui no, al Corso Garibaldi di Benevento c'è da intendersi. Qui è area pedonale, sono interdetti mezzi di locomozione a trazione animale ed umana, motori inquinanti e motori puliti, power-unit (come si dice adesso) elettriche, a scoppio e a ciclo Otto.

Non c'entra il velocipede, anche se tra i più pericolosi visti all'opera additerei proprio certi signorini pedalanti (tanto per far vedere) quelle bici con la batteria che ecologiche sicuramente lo sono, ma consentono a lor signorini (tanto per dire) di viaggiare spensierati anche in salita con il cellulare accostato all'orecchio da una mano levata dal manubrio. Additati al pubblico ludibrio codesti pericolosi ambulanti, si deve comunque aggiungere che in città mancano completamente le piste ciclabili: quelle strisce rosse realizzabili, se si vuole, anche in zone pedonali e che i pedoni, in tal caso, dovrebbero accuratamente lasciare libere. Se ne vedono nei centri pedonalizzati di tutte le città del mondo civile.

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Come si fa a non parlare di Città Spettacolo? Da quando nacque, nel 1980, gente di ogni rango sociale ne ha atteso l'arrivo per liberarsi in sfoghi polemici. I più sopraffini, specie tra quei ciclisti elettrificati e cellularizzati di cui sopra, hanno storto il muso per una contaminazione col crudo e cotto. Non tanto per l'evidente tentazione del cibo, da cui provengono tutte le malattie e che andrebbe bandito, anche approfittando di una discesa agli inferi letterari. Piuttosto perché la cosa gli ricordava Quattro notti e più di luna piena. Poi tutti in strada ad affollare ogni spazio più o meno libero per partecipare a concerti, kermesse letterarie, giochi vari, fiabe e filastrocche. Proprio come al tempo di Quattro notti e più...

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Però, visto che un po' di tempo c'è, per il 2017 riprendiamo l'appuntamento con la Città Spettacolo dei primi anni. Il teatro ha bisogno di aiuto e rassegne così in Italia non ce ne sono.

Ci sarà tempo anche per la cura dei materiali promozionali. Quella pianta della città presa a prestito, quest'anno, da qualche volantino va emendata. Il primo vicolo salendo a destra del Corso non è intitolato a R. De Caro, ma a Pietro De Caro, patriota, medico, letterato, professore di scienze al Liceo Giannone (che gli ha dedicato un busto bronzeo) e morto nel 1899. Al nome di R. (Raffaele) De Caro, morto nel 1961, è stato intitolato il Viale davanti al nuovo Tribunale.

M. P.

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