08/09/2016

L'iperconnessione al tempo dei nostri nonni...

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Vi siete mai domandati come sarebbe oggi il mondo se le attuali tecnologie fossero state disponibili con molti anni d’anticipo? In campo letterario, le opere che immaginano un passato alternativo con tecnologie avveniristiche sono definite steampunk (letteralmente “teppista a vapore”): se l’Impero Romano avesse avuto la bomba atomica, se nell’antico Egitto ci fossero state le astronavi, se i pellirosse avessero colonizzato un’Europa tecnologicamente arretrata; le possibilità sono praticamente infinite.

Ma oggi voglio limitare la mia escursione nel campo dello steampunk, o dell’ucronia, per usare un sinonimo di matrice classica, agli ultimi decenni e, soprattutto, agli oggetti d’uso quotidiano. Per farla breve: come avrebbero vissuto i nostri genitori e nonni se in gioventù avessero avuto a disposizione computer, cellulari, internet e social network?

Andando a ritroso, possiamo immaginare gli anni ‘90, nei quali il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica sarebbe stato scandito dai social network e non, com’è avvenuto, dai quotidiani e dalle tv. #manipulite sarebbe stato l’hashtag più ricorrente. E chissà se l’ascesa di Silvio Berlusconi e di Forza Italia sarebbe stata altrettanto clamorosa se al posto della televisione fosse stata internet a giocare un ruolo chiave nell’influenzare gli elettori.

Tornando indietro di un decennio, gli anni ‘80 avrebbero visto il crollo dell’ideologia comunista sancito dai selfie dei giovani di Berlino accanto alle macerie del muro. L’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl avrebbe fatto fiorire una pletora di siti pronti a diffondere teorie sulle reali cause di quanto avvenuto (esperimenti per la costruzione di un’arma segreta sovietica, l’esplosione di un’astronave aliena e così via). Il nome della rosa di Umberto Eco sarebbe stato l’ebook più scaricato di tutti i tempi.

Negli anni ‘70, la strategia della tensione avrebbe visto un uso massiccio di internet: le Brigate Rosse avrebbero diffuso in rete i loro proclami ideologici ed i video degli ostaggi, come fa oggi l’Isis. Tutta l’Italia avrebbe guardato su Youtube il segretario della DC Aldo Moro che esponeva le richieste dei suoi sequestratori. Facebook avrebbe visto infuriare feroci dibattiti e battaglie tra le pagine favorevoli e contrarie al divorzio e all’aborto.

Negli anni ‘60, i moti studenteschi avrebbero trovato in internet lo strumento ideale per proclamare manifestazioni di protesta. Sull’onda emotiva dei filmati di guerra postati dai soldati su Facebook o su Instagram, sarebbero nate migliaia di pagine contro la guerra in Vietnam e su Twitter avrebbe spopolato l’hashtag #makelovenotwar. In Italia, i giovani avrebbero riempito i loro iPod con le hit dei cantanti più popolari, da Rita Pavone a Gianni Morandi, da Adriano Celentano a Domenico Modugno.

È bello fantasticare, ma chissà in che modo le odierne tecnologie avrebbero potuto realmente influire sul mondo se fossero esistite appena qualche decennio prima. Non ci è dato saperlo, poiché nemmeno oggi possiamo dire esattamente quanto internet e tutti i dispositivi che usiamo per connetterci siano in grado di condizionare le nostre vite. Speriamo solo che un domani non ci troveremo a chiederci se avremmo vissuto meglio senza essere perennemente connessi.

Saluti dalla plancia,

CARLO DELASSO

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