08/09/2016

Mastella punta sulla partecipazione

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Da quando è stato eletto sindaco Mastella si sta attivando in vari modi per far rinascere la città dallo stato di degrado e di abbandono determinato dall’indifferenza  della precedente amministrazione. Una città certamente più pulita, semplici  interventi che potevano essere realizzati anche prima, come la tinteggiatura  della galleria esterna del Teatro Comunale, l’arretramento della recinzione del cantiere di piazza Duomo a garanzia della sicurezza dei pedoni.

La stessa Città Spettacolo che, a parte le sterili critiche occasionali, ha visto  riversarsi in strada migliaia di persone che hanno rivitalizzato la città dando ad essa un immagine dimenticata da anni.

Ma Mastella ha in più occasioni affermato che senza la collaborazione dei cittadini non può esserci miglioramento e sviluppo. E certamente condividiamo che ogni provvedimento dell’amministrazione non può trovare esiti positivi nel tempo senza il contributo del singolo cittadino che deve pure adoperarsi nel modo e nelle capacità che gli sono possibili per il bene personale e degli altri.

E’ un suo dovere civico che solo raramente viene percepito, è una responsabilità che  investe soltanto coloro che per formazione culturale o esperienze personali hanno potuto constatare quanto sia importante e indispensabile la partecipazione dei cittadini.  

Nelle democrazie moderne sappiamo bene che il popolo è il corpo elettorale che però solo nell’età contemporanea comprende le intere popolazioni senza discriminazioni  di sesso, di istruzione, di culto.

Ma sappiamo anche che nei governi contemporanei la democrazia è una metafora ideologica perché il popolo a differenza dell’età di Pericle elegge solo chi lo rappresenta, e quindi non si può parlare di governo ai governati.

Per quanto riguarda, invece, le elezioni amministrative il quadro elettorale cambia e non solo perché  il cittadino elegge direttamente il sindaco, ma perché ha il diritto-dovere di partecipare nei modi che gli sono consentiti alle decisioni  dell’amministrazione non dimenticando peraltro che la sua presenza non termina con l’espressione del voto.

Ma se da un lato necessita la responsabilità del singolo, dall’altro indispensabile è il coinvolgimento da parte dell’amministrazione comunale attraverso il dialogo diretto, incontri, convegni o semplici scambi di pareri in luoghi occasionali come strade, ristoranti, circoli ricreativi.

In molte città italiane i sindaci hanno incoraggiato progetti alla legalità e alla cittadinanza attiva nelle scuole inferiori e superiori perché l’educazione in tale prospettiva inizia dai banchi di scuola

E non apparirà strano che siano gli stessi figli a ricordare ai genitori le giuste norme  di comportamento. Tuttavia si possono verificare dei rischi e soprattutto due: la partecipazione a eventi, la lettura dei quotidiani e altro ha come obiettivo la critica  fine a se stessa. Si aspetta che l’amministrazione metta in atto delle iniziative per criticarle e aspettare il loro fallimento.

Si verifica poi la “cittadinanza passiva” che riguarda coloro che non condividono  l’ideologia politica dell’amministrazione, per cui rimangono estranei alla vita della loro città. Il rispetto della legalità non consiste solo nel rispetto della norma ma nel  sentire interiormente che la norma va applicata, coinvolgendo la coscienza della gente.

Non c’è bisogno che qualcuno ci dica di non gettare a terra le bottiglie vuote o di raccogliere i bisogni dei propri cani, è la nostra educazione che ce lo deve imporre.

Le conquiste  raggiunte attraverso le rivoluzioni storiche, che ci hanno fatto abbandonare l’abito di suddito per assumere quello di cittadino, esigono un giusto uso della libertà e un corretto svolgimento del proprio ruolo.

Non è buon cittadino chi non è un buon padre, un buon figlio, un buon lavoratore …  Ma non è un buon cittadino anche chi non si assume la responsabilità di partecipare  attivamente alla vita della propria realtà ma si chiude nel proprio individualismo dedicandosi ai propri interessi materiali o ludici a tutto danno di una corretta vita associativa.

Insomma chi non si attiva non ha neanche il diritto di criticare.

Ma per ritornare alla richiesta del sindaco ci si può chiedere come collaborare.

Alcune valide iniziative sono già state messe in pratica come la pulizia dell’Hortus Conclusus e del Teatro Romano ad opera di volontari.

Sicuramente un valido aiuto può venire dal mondo dell’associazionismo nella logica che le varie associazioni debbano abbandonare  l’aspetto ludico e conviviale  per dedicarsi, anche attraverso strategie comuni, ad iniziative di utilità sociale mettendo  a disposizione le specifiche professionalità dei singoli soci.

Rispettare allora l’ambiente, i monumenti, propagandare la storia, dare un contributo di idee, offrendo la propria professionalità nella convinzione che la stessa città è come una grande famiglia nella quale operare e sacrificarsi  per raggiungere obiettivi  a breve e lungo termine che aiutino la crescita e lo sviluppo.

“L’educazione dovrebbe inculcare l’idea che l’umanità è una sola famiglia con interessi comuni. Che di conseguenza la collaborazione è più importante  della competizione”. (Bertrand Russel)

MARISA ZOTTI ADDABBO

marisazotti@alice.it 

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