06/10/2016

A Cervinara ritorna la paura

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La microcriminalità rialza la testa e Cervinara ripiomba nella paura. Gli ultimi episodi accaduti nella cittadina caudina hanno creato paura e preoccupazione nell’intera cittadinanza. Un bollettino di guerra senza soluzione di continuità, fatto di furti, atti vandalici, incendi di auto, negozi, oltre che del continuo verificarsi di risse e scazzottate in Via Roma, il luogo principe della movida cervinarese.

A preoccupare è la sfrontatezza degli autori di questi gesti malavitosi, certi dell’impunità, agiscono in tutte le ore del giorno, addirittura con la gente in casa, e lungo le strade più affollate, un segnale eloquente di sfida, a cui si assiste impotenti. Significativo l’ultimo episodio accaduto lungo la centrale Via Renazzo dove è stata presa di mira un’anziana a cui sono stati rubati soldi e preziosi.

Forzato in pieno giorno il portone di ingresso che da sulla strada principale. Sono in molti a parlare di una vera e propria sfida da parte di questi delinquenti, con la preoccupazione che questi  gesti possono finire anche male.

E’ già da tempo che si assiste impotenti a questo escalation di episodi delinquenziali senza che le forze dell’ordine riescano a debellare il fenomeno.

Sembra lontano il tempo della celebrazione del consiglio comunale straordinario convocato proprio su questo tema, invece non è passato neanche un anno, e i risultati rispetto all’allarme lanciato sono risultati insignificanti. Si è persa traccia sull’istituzione di un osservatorio sulla criminalità la cui nascita fu deliberata, si è persa traccia dell’iniziativa a sensibilizzare le scuole, i più giovani, per educarli a diventare le sentinelle della legalità. Addirittura non si riesce a sapere se le relative delibere sono state poi stilate o meno.

La cosa evidente è quella che Cervinara vive un grave momento di degrado culturale, non arrivano dal comune e dalle istituzioni quei segnali forti in grado di scuotere una classe giovanile numerosa e capace, che invece vive i suoi momenti in maniera superficiale e disinteressata. Interessare i giovani, coinvolgerli a costruire un progetto culturale che valorizzi le tante potenzialità e isoli in maniera definitiva chi vede nell’alcool, nella droga e nei gesti di microcriminalità le normali ragioni di vita. Ma tanto devono fare anche le forze dell’ordine. Se sono necessari uomini e mezzi questi vanno messi a disposizione, la gente non può continuare a vivere di paura e preoccupazioni.

ALESSIA RUSSO

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