06/10/2016

Dall'Europa uno spiraglio per la nostra agricoltura

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L’avvio del PSR - Piano Sviluppo Rurale - è l’occasione che tanti imprenditori, non solo agricoli, attendevano da tempo per ammodernare le loro aziende e formare la forza lavoro, sperimentare nuove produzioni e intercettare nuovi mercati. Parliamo di uno dei pilastri dei programmi operativi della Comunità Europea, con una dotazione finanziaria, per il periodo 2014-2020, di 1 miliardo e 800 milioni di euro per l’intera Campania. Per capire come le imprese agricole del Sannio si stanno organizzando, abbiamo incontrato il direttore della Coldiretti sannita, Francesco Sossi, che annuncia anche l’approvazione di una misura ad hoc per il ripristino dei terreni agricoli danneggiati dall’alluvione. 

Le imprese del Sannio sono pronte a cogliere l’opportunità offerta dal PSR?

“Sono prontissime, aspettavano questa opportunità da due anni. Voglio ricordare che il PSR ha avuto una gestazione molto lunga, e grazie all'impegno del presidente De Luca e all'attività del consigliere Franco Alfieri, ha visto negli ultimi giorni di luglio la promulgazione dei bandi.

Di cosa si parla in queste misure: quali tematiche hanno avuto maggiore attenzione?

“Adesso s’inizia a parlare di cooperazione, di formazione e soprattutto di consulenza: sono Misure, queste, molto importanti per l’impresa. Non basta dare l’opportunità ad un'impresa di adeguarsi dal punto di vista strutturale o ad un giovane d’iniziare ad operare nel settore agricolo; dobbiamo aiutare le nostre imprese ad essere maggiormente competitive e affiancarle nella sfida del mercato globale. Ecco perché considero 'strategica' la misura della consulenza”.

Ricapitoliamo: formazione, consulenza, riammodernamento, giovani e sviluppo locale. Quante risorse ci sono per fare tutto questo?

“Siamo secondi solo alla regione Sicilia, con 1 miliardo e 800 milioni di euro da spendere nel prossimo triennio sul territorio campano”.

Parliamo di fondi destinati all’agricoltura. Nella ripartizione delle risorse, quindi, le zone interne non dovrebbero più essere… le cenerentole della Campania. Come agire per fare in modo che queste risorse arrivino realmente a chi si occupa di agricoltura?

“Le aree interne sono sicuramente quelle vocate alla produzione agricola. In provincia di Benevento, sono oltre 12.000 le imprese agricole iscritte in Camera di Commercio; significa che c'è un tessuto imprenditoriale molto importante, nonostante le problematiche legate alla frammentazione delle aziende e alla esiguità delle superfici. Il PSR in questo momento soddisfa solo in parte le esigenze delle imprese beneventane, ma abbiamo ricevuto rassicurazioni che a breve potremo riscrivere le misure e dare maggiori opportunità proprio alle imprese dell'entroterra campano”.

Diversi imprenditori stanno sostituendo la produzione di tabacco con altre colture, pur di avere un reddito certo.

“Partiamo da un presupposto: il tabacco ancora rappresenta, sul nostro territorio, una parte significativa dell'economia agricola. Coldiretti ha posto da sempre molta attenzione a questo settore, non a caso veniamo da un importante accordo sottoscritto dal Ministero, Philip Morris e Coldiretti, dove anche il nostro presidente Masiello, vice presidente nazionale, ha svolto un'attività davvero encomiabile. Oggi il problema non è quello di trovare culture alternative, bensì di trovare colture che portano un reddito alternativo”.

Facciamo un esempio.

“Penso che oggi, l'imprenditore attento, debba cominciare ad immaginare non tanto cosa produrre o come produrre, ma dove vendere il proprio prodotto: su quali mercati puntare e in che modo”.

Insomma, avere una chiara strategia di crescita.

“Credo che ogni azienda debba scegliere il suo vestito, farselo cucire addosso su misura, senza però fare voli pindarici. Spesso capita che se da una parte facciamo bellissimi progetti, poi molte volte questi progetti non sono sostenibili economicamente. Come ho sempre consigliato a soci ed imprenditori, c'è sì la necessità di avere un progetto, sì d’immaginare un PSR, ma poi verificare realmente qual è l'approccio che il progetto ha per esempio col mercato o col sistema bancario, al fine di reperire i fondi necessari per poterlo realizzare”.

La Banca Popolare Pugliese si è strutturata al meglio per poter assistere imprese e organizzazioni. Questo gioco di squadra, questa unità di intenti tra diversi soggetti, può essere l'approccio giusto per spendere quante maggiori risorse possibili sul territorio?

“Le banche sono oggi molto più attente, anche perché l’agricoltura è ancora il settore primario: siamo il settore che continua a dare garanzie, a rispettare gli impegni presi. L'attenzione delle banche ci deve essere, perché svolgono un’importante funzione. E proprio in quest'ottica, Coldiretti si è strutturata con un soggetto - CreditAgri, consorzio fidi di II livello - che affianca le imprese nel percorso verso il sistema bancario; uno strumento che oggi sia le banche, ma soprattutto gli imprenditori, apprezzano moltissimo”.

Ci sono altre misure del PSR che potrebbero vedere interessate le nostre imprese?

“Una in particolare, la misura 5.2.1., che permette alle imprese agricole colpite dall'alluvione dello scorso ottobre di poter ripristinare i propri terreni o i danni che hanno subito. L’avevamo auspicata sin dai primi giorni successivi all’evento, l'abbiamo seguita molto da vicino, lavorando in sinergia con la Regione ed oggi ritengo che abbiamo una misura che porta sul territorio 5 milioni di euro e che permetterà a queste imprese di poter ricominciare a svolgere l'attività agricola”.

GIUSEPPE CHIUSOLO

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