06/10/2016

Sal Da Vinci e Padre Pio

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Nel corso del tardo pomeriggio, che ha preceduto il concerto di Sal Da Vinci a Pietrelcina, abbiamo rivolto alcune domande al notissimo cantante napoletano, durante uma fugace visita ai luoghi di Padre Pio, accompagnato da fr. Enzo e dal sindaco. Ciò è avvenuto nelle pause, nelle quali, tra autografi e foto al telefonino con i fan, soprattutto le fan, non gli venivano, ovviamente, riferiti particolari di vita vissuta dal giovane Frate in Pietrelcina e aneddoti che hanno caratterizzato e inciso sulla personalità e sul carattere del Santo. Di sera, poi, la piazza è risultata affollatissima, stipatissima, non si riusciva a camminare, nelle quasi due ore di concerto, se non lungo un piccolo tracciato a serpentina tra la gente. Erano anni, se non decenni, che in piazza SS. Annunziata non si concentrava tantissima gente. Quindi, abbiamo tutti assistito ad un insieme di spettacoli, più specificativamente, ad uno spettacolo nello spettacolo, ovvero: uno spettacolo quello di Sal Da Vinci; nello spettacolo della piazza suggestiva e affascinante insieme. Questa di Pietrelcina, è stata la tappa più prestigiosa del tour mondiale di Sal Da Vinci, denominato Ieri come adesso. Al termine della quale, siamo rimasti tutti super soddisfatti, appagatissimi. Ieri come adesso, tour mondiale di una voce unica, mondiale, qual è quella di Sal Da Vinci.

Sal, cosa ci può dire di Pietrelcina, insomma quali sensazioni sta provando?

Pietrelcina è una terra particolare, speciale ed è anche una terra benedetta e santa che il Signore ha scelto per far nascere un santo.

E dei pietrelcinesi che dice?

I pietrelcinesi, come vede, sono straordinari, sono molto accoglienti, hanno grandi energie. Queste sensazioni, le ho avute anche qualche settimana fa, quando ho avuto l’onore di cantare nella trasmissione televisiva di Una Voce per Padre Pio. Anche se, allora, per soli pochi attimi li ho potuti incontrare.

Cosa è stato per lei Padre Pio?

E’ stato un uomo straordinario, è stato soprattutto un frate esemplare, occupa, peraltro, un posto centrale nella storia della Chiesa universale.

Ci racconti qualche episodio riferito a Padre Pio.

Un caro amico mio, era completamente ateo. Questa persona aveva fatto un brutto incidente, era in coma, gli fecero ascoltare, ripetutamente, un cd con le mie canzoni, sulla copertina, però, c’era Pino Daniele, e all’interno, come le ho detto, c’erano mie canzoni. Si svegliò dal coma, si affidò a Padre Pio. Guarì ed ora vive una vita con molto amore verso di Lui e, soprattutto, gli dimostra  moltissima riconoscenza.

Cosa ci farà ascoltare questa sera?

Oltre alle canzoni che fanno parte del mio personale repertorio, ci sono canzoni che hanno fatto il giro del mondo, che hanno fatto la storia della musica leggera italiana, con queste motivazioni, ne canterò tre: l’Immensità; Meraviglioso; Su di noi.

Sappiamo che lei continua la tradizione canora della famiglia, canterà anche suo figlio?

Certo! Canterà mio figlio Francesco ed anche mio nipote Tony. A Tony gli ho dovuto promettere otto euro per la sua performance!

Dalla locandina pubblicitaria del concerto, abbiamo letto che canterà anche canzoni del repertorio classico-napoletano.

Ci sono canzoni che ascolti e che canti, e canzoni che ti entrano nel cuore. Ci sono canzoni che sono un inno alla vita come: ‘O sole mie; A romba de scugnizzi.

A Padre Pio gli piaceva la musica, cosa, questa sera, gli dedicherà?

Faremo per lui una cosa nuova; trasformeremo piazza SS. Annunziata in una discoteca. E trasformeremo, solo per pochi minuti, questa terra santa, questa terra dove si viene a pregare, questo posto straordinario in una discoteca con alcune canzoni, ovviamente, tra le più belle di Renato Carosone.

E del suo passato, cosa ci riproporrà?

Conservo ancora l’amore per il teatro, nato in me a 15 anni. Rivivrò, insieme a voi, ‘C’era una volta scugnizzi’.

Ascoltammo, qualche anno fa, un suo concerto. Notammo subito, oltre alla bella scenografia, la mancanza del supporto del mini-coro, questa sera ci sarà?

Preferiamo far lavorare i giovani del balletto: Anna, Giancarlo, Jusy, Jessica …

Ci ha parlato tanto bene di Pietrelcina, e di Napoli cosa può dirci?

Subito, immediatamente: forza Napoli! Napoli è tra le città più belle del mondo. Ed ancora, al di là degli scherzi, vorrei dirle che Napoli si mortifica ogni giorno per una maniata e fetienti!

Poco prima l’abbiamo sentita rispondere al telefonino, tra le altre cose, ha detto Pietralcina?

Sbaglia tuttu ‘u munnnu! Lo so, Pietrelcina si dice con la e, e non con la a!

ANTONIO FLORIO

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