20/10/2016

Del Basso De Caro rassicura tutti: i fondi arriveranno entro dicembre

http://www.realtasannita.it/bt_files/newspaperFiles/michelidecaro.jpg

Aver scoraggiato i cittadini a presentare le istanze per gli indennizzi dopo l’alluvione del 14 ottobre 2015, è stato “un gravissimo e colpevole errore”. Questo il senso finale di un convegno tenutosi, ad un anno da quella calamità naturale, presso la Rocca dei Rettori dal Sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, con l’intento di fare il punto su quanto è stato fatto e su quanto resta, purtroppo, ancora da fare. La stessa accusa, è stata espressa con forza da Paola De Micheli, Sottosegretario al Bilancio e da Fabrizio Curcio, Direttore nazionale della Protezione Civile, nonché dal Presidente della Provincia di Benevento, Claudio Ricci.

All’incontro istituzionale, oltre a sindaci ed amministratori locali, hanno partecipato anche Erasmo Mortaruolo, consigliere regionale e Pasquale Grimaldi, Commissario straordinario per l’emergenza alluvione; l’intento del presidente Ricci era quello di dare una risposta alle polemiche delle settimane scorse innescate dall’assessore comunale ai lavori pubblici, Mario Pasquariello, che aveva lamentato una pesante sottovalutazione da parte del Governo Renzi della catastrofe ed, inoltre, che gli indennizzi promessi, consistevano in una sorta di mero anticipo di fondi agli aventi diritto e che poi avrebbero dovuto “restituire” quanto concesso loro dallo Stato.

L’on. Del Basso De Caro si è scatenato nel sarcasmo nella replica: a suo dire, quelle parole assai incaute hanno indotto molti cittadini, che pure avevano subìto danni, a non presentare la domanda d’indennizzo entro il 29 settembre scorso. “Un’occasione perduta per il territorio, ha dichiarato, per colpa di chi ha inculcato immotivatamente la paura nei cittadini. E il presidente Ricci ha aggiunto: “Si tratta di procurato allarme”, amplificando i toni della polemica. Il Sottosegretario De Caro ha spiegato che in realtà gli indennizzi obbediscono ad un meccanismo inaugurato nel 2012, dopo il terremoto dell’Emilia. Le persone danneggiate chiedono il ristoro economico allo Stato; lo Stato paga attraverso la Banca, la quale acquisisce anche il titolo di credito ed ha diritto alla compensazione: ma tale ultimo passaggio è del tutto svincolato dal cittadino beneficiario, il quale dunque non dovrà nulla a nessuno.

La materia è stata sviscerata negli interventi resi da Fabrizio Curcio, prima, e da Paola De Micheli dopo, la quale, vivendo a Piacenza, è stata ella stessa alluvionata. Il meccanismo dei ristori economici - hanno affermato entrambi - soggiace ad un rigoroso accertamento della entità del danno patito dal territorio. La quantificazione, accertata caso per caso, viene validata dalla Regione, la quale chiede al Governo centrale di stanziare le somme necessarie.

Dopo la catastrofe del Sannio del 2015 per la prima volta, hanno aggiunto, l’evento calamitoso alluvionale è stato equiparato dallo Stato a quello calamitoso tellurico (prima si faceva una netta distinzione in quanto alla reazione del Governo per la ricostruzione): accertato il fabbisogno finanziario, lo stesso viene soddisfatto con un fondo appositamente costituito. Per l’anno 2016, in cassa lo Stato ha a disposizione 300milioni di Euro; altri fondi saranno disponibili per gli anni successivi iscritti a Bilancio. Il meccanismo, ha precisato Paola De Micheli, obbedisce ad una logica di trasparenza e di rigido controllo della spesa: “Non vogliamo e non possiamo buttare a caso i soldi dei contribuenti” - ha scandito.

Esiste però una criticità, evidenziata dallo stesso Del Basso De Caro: sono pochi i fondi disponibili per le imprese che hanno patito anche 20 milioni di euro di danni (leggi Agrisemi e Rummo); anche su questo però, sia Curcio che e De Micheli hanno voluto dare rassicurazioni, riconoscendo che quanto fino pensato (cioè un massimo di 450mila Euro ad Azienda) è davvero insufficiente. “Si tratta però di uno stanziamento fatto sulla base della media dei danni patiti dalle piccole imprese in casi analoghi” - ha spiegato la De Micheli, che ha poi aggiunto: “Rispetto al danno patito, sottratti i 450 mila e sottratti eventuali coperture assicurative erogate dalle Agenzie, come Governo siamo disponibili a ricoprire il differenziale”.

Un’ultima dura polemica, infine, Umberto Del Basso De Caro l’ha riservata ai “piagnoni” - così li ha definiti - che hanno accusato il Governo di non aver ancora corrisposto i fondi promessi, cosa che avverrà invece entro il 31 dicembre prossimo. “Al Sannio è toccato di più di quanto concesso a Rieti per la catastrofe del 24 agosto scorso, con 300 morti e interi comuni cancellati”, precisando che occorre “l’accertamento rigoroso di chi ha davvero subito il danno”. E ha così concluso: “Ma cosa volevate, che venisse Matteo Renzi, casa per casa con il blocchetto degli assegni in mano, a dispensare i soldi?”. 

GIUSEPPE CHIUSOLO

Torna alla home page

Visualizza altri articoli "Politica"