20/10/2016

Le ragioni del NO al Referendum Costituzionale del 4 dicembre

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Pubblichiamo qui di seguito l’intervento della prof.ssa Marisa Zotti. La prossima volta ospiteremo un intervento per il SI

Siamo ormai abituati a vedere in televisione Renzi che presenta ai telespettatori le sue riforme che vogliono “cambiare l’Italia” limitandosi ad una generica spiegazione per evitare che emergano le conseguenze negative e distruttive come quella della “Buona Scuola” o della riforma elettorale.            

Le sue sono parole vuote che vanno alla ricerca di un consenso emotivo in un contesto sociale dove la politica non esiste più e la gente vuole il cambiamento solo per contrastare l’esistente. E in questo clima di desiderio di innovazione Renzi chiede il SI per la riforma Costituzionale, ma non sempre il cambiamento equivale al meglio, al buono, al bene…

Il cittadino ha diritto ad essere beninformato e a capire che dietro ad una generica  presentazione della novità si nasconde una realtà diversa. Uno degli obiettivi sbandierati è quello di superare il bicameralismo perfetto che rende lungo l’espletamento della funzione. Ma per raggiungere l’obiettivo bisognava avere il coraggio di abolire il Senato, al quale sono riservate ancora eccezioni che consentono una doppia lettura. 

Si crea, insomma, un ibrido non lineare e certamente pericoloso. Il Senato continuerà ad esistere con tutte le sue strutture  e la costosa organizzazione con senatori che, seppure diminuiti, non sono eletti dal popolo ma indicati dalle Regioni o meglio dall’espressione verticistica dei Consigli Regionali, per cui viene meno il principio  della democrazia diretta. Ci troviamo di fronte ad una sorta di mandato indiretto da parte degli elettori che votano per Consiglieri Regionali e Sindaci che, pur restando amministratori dei territori, potranno diventare senatori e ricoprire contemporaneamente più ruoli. Recarsi a Roma uno o due giorni alla settimana non può che incidere negativamente sull’amministrazione degli enti periferici se si considera, infatti, il minor tempo a disposizione. Bisogna chiarire, poi, che la riforma  non riduce i costi della politica. I deputati restano 630, le spese delle province ricadranno su altri enti e il Senato continua con il  suo apparato e con il rimborso spese agli stessi Senatori a gravare sul bilancio pubblico.

I sostenitori del SI inneggiano al cambiamento che, anche se modificabile, è pur sempre un cambiamento. Ma se non si è riusciti dal 1948 fino ad oggi a cambiare la Costituzione è perché le varie trasformazioni che si sono verificate in questi anni e le problematiche presenti nella società non hanno consentito di dedicarsi alla Costituzione. Necessita, per dedicarsi a questo impegnativo compito, stabilità o  uscire da un conflitto bellico come quello che portò forze politiche contrastanti a scrivere nel ’48 la Costituzione.

Renzi trova un terreno fertile per convincere i cittadini a votare SI poiché si vive in una società nella quale la forza della disperazione tende ad aggrapparsi ad ogni tentativo di cambiamento e peraltro in un contesto politico nel quale non esistono più le ideologie e questo non solo a livello nazionale ma anche locale.     

Nel passato coloro che venivano eletti erano all’altezza delle aspettative, oggi si bada all’immagine, al tornaconto mediatico, alla formalità, ma nessuno è in grado di portare avanti dei progetti politici che possano risolvere i grandi problemi sociali ed economici che generano egoismo e personalismo contrari al principio  di solidarietà tipico del nostro Paese. E se ciò è troppo ambizioso almeno la politica si impegni per lenire il disagio sociale di molti e riaccendere un barlume di speranza indispensabile ad ogni essere umano.

Rimaniamo sempre delusi da chi ci amministra forse perché le aspettative erano altre? Forse perché ci siamo illusi? O forse perché al di là di ogni desiderio di recupero dell’onestà e della legalità, la vera immoralità è l’indifferenza da parte della politica?

Che avete contro la nostalgia? E’ l’unico svago per chi è diffidente verso il futuro - da  “La grande  bellezza” di P. Sorrentino. 

MARISA ZOTTI ADDABBO

marisazotti@alice.it

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