04/11/2016

I pro e i contro del bilinguismo

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Le ultime ricerche sembrano smentire molte delle false credenze riguardanti il bilinguismo e chiarire le cause di problematiche che fino ad ora sembravano collegate solo alla conoscenza di due lingue.

Innanzitutto bisogna definire il bilingue come un individuo che possiede competenze in entrambe le lingue di comprensione, produzione, lettura e scrittura. Per essere bilingue è necessario avere la capacità di utilizzare la seconda lingua autonomamente senza parafrasare la lingua madre.

Nelle ultime ricerche neuropsicologiche è stato dimostrato che i bambini bilingue avranno più probabilità di acquisire tardivamente il linguaggio ma ciò non causerà problemi per lo sviluppo di questa funzione. Una volta appreso il linguaggio il bambino presenterà un vocabolario più ampio, un miglior utilizzo della memoria a breve termine e mostrerà una maggior creatività.

Le possibili problematiche che potranno essere riscontrate nei primi anni di scuola non sono legate a questo ritardo linguistico. La causa principale è infatti correlata soprattutto ad un discorso culturale. Insomma, il bambino potrebbe avere una cultura che il maestro/a non comprende fino in fondo e da qui problemi in ambito scolastico.

Pensiero e linguaggio si influenzano a vicenda e dunque una problematica legata al bilinguismo a tutte le età riguarda l’intraducibilità di alcuni concetti, poiché non tutto è traducibile da una lingua all’altra essendo alcuni concetti presenti in una lingua ma assenti in un’altra.

Un altro svantaggio dell’individuo bilingue è l’interferenza che può esserci tra le due lingue quando sono simili, per esempio inserendo una parola in una lingua mentre se ne parla un’altra.

I bilingue, però, sono superiori ai monolingue per quanto riguarda i compiti di classificazione di oggetti, formazione di concetti, concentrazione e memoria, conoscenza metalinguistica, discriminazione percettiva, soluzione di problemi, processi di ruolo, sensibilità sociale, attenzione e protezione al deterioramento cognitivo, concetti scientifici e comprensione d’istruzioni complesse.

In età adulta conoscere più lingue aiuta a mantenere le funzioni cerebrali attive e ritardare le demenze anche fino a cinque anni.

ANGELA FAIELLA

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