11/11/2016

Appunti al volo

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So' ragazzi, non hanno voglia di studiare sui libri e allora mostrano di divertirsi un sacco con i divieti. Si legge che in consiglio comunale i Cinque Stelle si sarebbero fatti corteggiare dai Mastelliani. Insorge la corrente dura e pura e quasi inibisce a Mastella di usare il nome dei partito di Beppe Grillo.

Si dà il caso, però, che ben prima della nascita del Movimento Cinque Stelle, il nome di Mastella era già sulla cresta dell'onda. E che c'è nel nome dell'attuale sindaco? C'è bella e chiara una Stella. Sicché, col permesso dell'uffficiale d'anagrafe, si potrebbe addirittura scrivere così il cognome del primo cittadino: maStella.

Del resto non si sono sempre rappresentate con intento denigratorio le sue come Truppe Mastellate? Insomma del marchio Stella Mastella è sicuramente proprietario legittimo. Chissà che un giorno non gli possa tornare utile per fondare un nuovo movimento politico. Senza bisogno di proporre, nella fretta, un sicuramente inestetico Pentamastellismo.

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Quanta fatica per far entrare nella cornice di pietra l'inferriata protettiva dell'alberata lungo il Viale Aldo Moro. Nessuno, tra progettisti, direttore dei lavori, capocantiere ebbe l'intuito di prendere tra le mani l'inferriata, misurarla e calcolare quanto dovesse essere largo il quadrato formante la cornice lapidea nel quale calare l'inferriata. No: fu prima cementata la cornice e adesso, visto che il ferro non ci va, si sono dovute sagomare le pietre, con polverose manovre, talora ricollocandole con un po' di sputazzella.

Un anno e mezzo di lavori e il Viale si sta quasi completando. Sono comparse anche le panchine di pietra e addirittura le fontanelle per far bere corridori e passeggiatrici.

Quand'era sindaco D'Alessandro fu portata una fontana di ghisa, rimasta per anni depositata nel prato. Un laborioso cittadino tanto fece che riuscì a montare la fontana. Che si tratti di lavoro non ufficiale lo desumiamo dal rubinetto che appare, tra l'altro, fermato con del semplice ferro filato.

Il Comune s'era scordato di “fare l'attacco”. Tale e quale per la fontana eretta davanti alle villette Dell'Oste all'inizio di Via Pacevecchia (forse per ricordare l'antica Fontana dell'Angelo posta sul lato opposto) per la quale c'è il rubinetto ma manca l'attacco alla condotta (o forse il contatore).

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Matteo Renzi si è sentito spiazzato, anzi defraudato da quel tedesco che comanda all'Unione Europea. Il nostro presidente sta mescolando terremoti, alluvioni, pensioni e quattordicesime per far passare la “manovra”.  E teneva pronta la battuta in caso di bocciatura. Sennonché il tedesco gliel'ha sfilata. Non sa che “Me ne frego” che è protetto dal diritto d'autore. Voi sapete chi fu l'italianissimo a usarlo per primo. E Renzi, che ne è il legittimo successore (presidente del Consiglio, non ancora governatore di Albania), giustamente ha ribattuto: “Ma come si permette?” senza dilungarsi con un “Non sa chi sono io”. Per non inasprire i rapporti internazionali.

M. P.

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