24/11/2016

Appunti al volo

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Gli industriali, si sa, sono sempre dalla parte del governo. Sì, talvolta brontolano per le tasse, vorrebbero comprensione e agevolazioni, ma non possono fare a meno di riconoscere che bisogna avere dalla propria parte il padrone del vapore. Pure quando il vapore è stato soppiantato dall'elettricità, vedi per esempio il treno. Quando il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro ha illustrato i lavori della ferrovia Napoli-Bari sì c'erano i sindaci, ma i veri interessati erano gli imprenditori. E Confindustria ha fatto bene a farsi avanti per i sub-appalti. Peccato che la stessa squadra compatta sia stata fotografata in occasione del comizio del segretario del PD, il simpatico Matteo Renzi.

Gli industriali non fanno distinzioni sottili. Renzi è o non è capo del governo? Pasta, olio, vino, bitume, calcestruzzo sono argomenti “governativi”.

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I beneventani non hanno apprezzato le eccezionali misure di sicurezza adottate per tenere lontano il presidente del Consiglio da possibili insolenze. Saltati in aria, con i partiti, i servizi d'ordine dagli stessi gestiti, un povero premier si deve difendere con i dispositivi approvati dal ministro Alfano. Zona rossa attorno al teatro Massimo, identificati gli abitanti che uscivano di casa, consigliati gli itinerari per il ritorno a pranzo.

Dicono che il 4 dicembre dobbiamo decidere se cambiare o no la Costituzione. Ma qui pare che sia già tutto cambiato. Manifestare (anche solo il pensiero purchessia),  associarsi e circolare si può quando l'autorità lo consente.

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La legge è per sua natura inflessibile. Uno spregevole essere umano, condannato a scontare una giustissima pena agli arresti domiciliari in quel di Pistoia, ha violato il disposto del giudice. Al controllo degli agenti (perché non è che chi è condannato a stare a casa gli basta la sorveglianza della moglie) l'uomo non s'è trovato.

Gli agenti, perspicaci giusto addestramento, non hanno avuto difficoltà a rintracciarlo. Non era la prima volta che si allontanava per sgranchirsi un po' le gambe. La cosa grave è che non andava a passeggio, ma addirittura si recava in una discoteca dove certo non dava testimonianza a favore della giustizia, dimenandosi anche oltre ogni immaginazione.

Lo hanno preso, naturalmente, e lo hanno riportato a casa. Ma hanno fatto anche rapporto all'autorità giudiziaria. Sarà processato per evasione e gli sarà appioppata una ulteriore pena. Che - come sempre capita in Italia - sicuramente sconterà. La legge quando vuole è veramente inflessibile. L'impenitente ballerino è inutile che rida sotto i baffi. La pena la sconterà tutta. Non fa niente che ha 86 anni. Gli allungheranno la vita.

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Va bene la pulizia dei marciapiedi, ma pretendere di raccogliere anche l'ultimo ago di pini appare francamente eccessivo. Tutte le mattine squadre di operatori ecologici (forse precari raccolti nel mercato del lavoro in crisi) armeggiano con scope di plastica i cui artigli scivolano sugli aghi specie quando sono umidi. Ce la mettono tutta e riescono a fare il mucchietto. Viene un collega con la busta nera dell'immondizia, gli aghi vi finiscono dentro. E' previsto che altra maestranza debba provvedere a ritirare i sacchi. Forse perché in dotazione non hanno il telefonino, succede che i sacchi talvolta devono attendere qualche giorno.

Così un prodotto perfettamente naturale e biodegradabile (gli aghi di pini) diventa “indifferenziato” e si crea altro lavoro per chi dovrà separare la plastica dal vegetale.

M. P.

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