07/12/2016

Madre Martinez verso la santità

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Anche i romani conoscevano molto bene l'importanza strategica di Altavilla Irpina, situata sulla strada che da Abellinum (odierna Atripalda) portava a Beneventum (odierna Benevento). Una difesa naturale validissima a guardia delle valli circostanti. Il primo nucleo abitato del paese si deve ai longobardi. Nel XII secolo il centro viene menzionato col nome di Altaconda. Una pergamena dell'archivio di Montevergine del 1200 riporta già il toponimo di Altavilla. La famiglia de Capua tenne il paese fino al 1792.

Oggi Altavilla conta oltre 5000 abitanti, il patrono è San Bernardino da Siena e compatrono San Pellegrino. Il palazzo dei de Capua è del XV secolo. Il Monastero Verginiano, del XVII secolo, oggi funge da municipio. A pochi metri dal palazzo de Capua si trova la bella collegiata dell'Assunta del XVI secolo. La torre normanna è del XII secolo, la chiesa della Santissima Annunziata è del 1423. Questo è il paese natale di Sant'Alberico Crescitelli (1863-1900) missionario e martire in Cina.

In questa ridente e vivace cittadina dal 2011 operano, accanto al dinamico parroco don Livio Iannaccone, le suore Figlie di Santa Maria di Leuca. Le suore gestiscono un asilo parrocchiale con 40 bambini ed animano le diverse attività pastorali come la catechesi e il canto. Per celebrare il 75° di fondazione della Congregazione e l'inizio del processo di canonizzazione della Fondatrice Madre Elisa Martinez, le religiose di Altavilla Irpina hanno organizzato una serie di eventi culturali e spirituali che vedranno protagonisti bambini e famiglie.

La Congregazione è nata nell'estremo lembo d'Italia, all'ombra del Santuario mariano Sancta Maria de finibus terrae, chiamata popolarmente “ Santa Maria de Leuca”, perché la chiesa sorge a picco sul Capo di Leuca, dove il Mare Ionio confluisce con il Mare Adriatico. La chiesa attuale è fondata su un tempio paleocristiano e la tradizione vuole che vi sia approdato San Pietro, navigando dalla Palestina verso l'Europa.

La Congregazione delle Figlie di Santa Maria di Leuca diviene di diritto diocesano con decreto di Mons. Giuseppe Ruotolo, vescovo di Ugento, il 15 agosto 1941 e di diritto pontificio il 29 maggio 1943. Oggi la Congregazione conta 664 suore e 65 case (scuole, cliniche, centri di assistenza) sparsi in Europa, U.S.A., Canada, India, Filippine, 25 case solo in Italia, distribuite dal nord al sud.

Proprio quest'anno, il 15 agosto, nel 75° di fondazione dell'Istituto, a 25 anni dalla morte della fondatrice, è stata ufficialmente aperta la causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Madre Elisa Martinez, nata a Galatina (Lecce) il 15 marzo 1905 e morta nella Casa Generalizia di Roma l'8 febbraio 1991.

I suoi resti mortali riposano nella cappella della Congregazione presso il cimitero di Prima Porta a Roma. Madre Elisa ha dedicato la sua vita agli emarginati, ai carcerarti, alle madri nubili, all'infanzia abbandonata, alla catechesi e all'educazione dei bambini. Uno stuolo di giovani ragazze ha seguito il suo esempio e rende presente il carisma fondazionale in tante parti del mondo.

La fama di santità di Madre Martinez va crescendo sempre di più, la sua tomba è meta di tanti pellegrinaggi, tanti invocano la sua intercessione e confidano di vederla elevata al più presto agli onori degli altari. Alla domanda “che ora è?”, anni or sono, Martin Heidegger, rispondeva: «Viviamo nella mezza notte del mondo».

Oggi, la crudeltà gratuita, efferata e diffusa, rivela il volto drammatico del demoniaco che genera la violenza dell'uomo sull'uomo sulla faccia della terra. Frattanto il Cielo continua a suscitare creature straordinarie, capaci di riauscultare i battiti dell'uomo, manifestando una grande compassione, comprensione e consolazione.

Madre Elisa Martinez è donna straordinaria e meravigliosa, capace di leggere gli eventi drammatici del XX secolo con intelligente discernimento, per creare progetti di liberazione, solidarietà e servizio, in una sintesi vitale del binomio compassione-educazione. Con lei, nella notte del mondo, splendono ancora le stelle.

PASQUALE MARIA MAINOLFI

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