07/12/2016

Anche nel Sannio una valanga di NO

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Se si escludono tre Comuni, cioè Foiano Valfortore, Montefalcone Valfortore e San Lupo, dove i “sì” hanno avuto la meglio, rispettivamente con le percentuali del 51,03%, del 60,14% e del 52,62%, anche il Sannio ha bocciato in modo netto la riforma costituzionale del Governo Renzi.

Nel Referendum dello scorso 4 dicembre la nostra provincia ha votato in modo conforme con l’intera Nazione e la Regione Campania, sia per quanto riguarda la percentuale dei votanti che per il risultato elettorale. Quanto mai chiari i risultati usciti dalle urne: la percentuale dei votanti ha raggiunto il 63,07% nell’intera provincia (si sono recati alle urne 144.815 elettori su un corpo elettorale di 229.569), mentre nel capoluogo è stata del 65,42% (si sono recati alle urne 32.181 elettori su un corpo elettorale di 49.191). 

Nella intera provincia i “no” sono stati 96.140 (67,03%), ed i “sì” 47.295 (32,97%), in città, invece, si sono avuti 22.648 (70,82%) “no” e 9.331 (29,18%) “sì”. Per quanto riguarda le schede bianche e le nulle, sono state nell’intera provincia 406 bianche e 969 nulle, mentre in città 46 sono state le schede bianche e 155 le nulle.

Questi i numeri, abbastanza chiari, che fanno capire che il vero sconfitto è stato il Partito Democratico, che anche in alcuni Comuni simbolo ha dovuto soccombere. Alcuni esempi: a Sant’Agata dei Goti, dove sindaco è Carmine Valentino, anche  segretario provinciale del partito, i “no” sono stati il 69,30%  ed i “sì” il 30,70%; a Torrecuso, terra nativa del consigliere regionale Erasmo Mortaruolo, dove è anche vice sindaco, i “no” sono stati il 69,96% ed i “sì” hanno raggiunto il 30,04%; a San Giorgio del Sannio l’attuale  presidente della Provincia Claudio Ricci ha visto prevalere il “no” con il 67,73% mentre il “sì” ha raggiunto appena il 32,27%; a Montesarchio dove è sindaco Franco Damiano del Pd, che è anche vice presidente della Rocca dei Rettori, il “no” ha raggiunto il 67,82% ed il “sì” il 32,10%.

Senza storia il voto nel capoluogo, come del resto era ampiamente previsto, dal momento che l’intera maggioranza, ad iniziare dal sindaco Mastella, era schierata per il “no”, se si esclude il vice sindaco Erminia Mazzoni.

A ciò dobbiamo aggiungere il grande apporto del Movimento 5 Stelle, così  soltanto le liste legate al Partito Democratico era schierate per il “sì”.

Quali scenari si aprono ora?

Importanti soprattutto quelli per quanto riguarda la Provincia, che, con il “no” al Referendum continuerà a sopravvivere, anche se in difficili condizioni strutturali e finanziarie, ma soprattutto per quanto riguarda le competenze.

Bisogna ricordare che martedì 10 gennaio dovrà essere rinnovato il “parlamentino” della Rocca dei Rettori: il 20 e 21  dicembre dovranno essere presentate le liste e l’attuale maggioranza del Pd, che mantiene in vita il presidente Ricci, rischia seriamente di non essere confermata per il modo in cui si voterà e per il peso che avranno i consiglieri del Comune capoluogo e di San Giorgio del Sannio.

E’ possibile che con il nuovo Consiglio che uscirà dal voto del 10 gennaio  Ricci non avrà più la maggioranza, per cui si apriranno degli scenari per ora inimmaginabili.

GINO PESCITELLI

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