21/12/2016

Il Pd si interroga

http://www.realtasannita.it/bt_files/newspaperFiles/lalunanera.jpg

Anno di svolta politica. Clemente Mastella ritorna in sella. Il quadro del 2016 che se ne va presenta cambiamenti che hanno il sapore d’antico. Si chiude il decennale ciclo del centrosinistra, ansimante e stanco. Si aprono nuove sperimentazioni e laboratori, che vanno alla ricerca del fantomatico centro moderato. L’unica cosa certa è la sconfitta del Partito Democratico e del sottosegretario Umberto Del Basso De Caro. La città di Benevento è l’unica in Campania ad essere governata dal centrodestra, considerando l’abbraccio del sindaco Mastella con alcuni ex di Alleanza Nazionale e naturalmente con Forza Italia.

Smaltita la botta dell’inatteso cambio al vertice di Palazzo Mosti di giugno scorso, la riflessione in casa Pd diventa più amara ed urgente dopo i risultati del referendum sulla riforma costituzionale, che hanno spinto il no a superare il 70 per cento, lasciando al sì quasi il trenta, con una netta differenza rispetto ai dati nazionali. L’affermazione degli antiriformisti ha superato la soglia della città capoluogo solo a Ceppaloni, San Nicola Manfredi, Arpaia, Forchia, Sant’Arcangelo Trimonte, Fragneto l’Abate e Paolisi.

Il successo del no è stato massiccio, molto vicino a quello di Benevento, anche in importanti comuni guidati dai sindaci Pd, come Airola, Sant’Agata dei Goti e Montesarchio, nonché a Torrecuso e a San Giorgio del Sannio, paesi rispettivamente del consigliere regionale Erasmo Mortaruolo e di Claudio Ricci, presidente della provincia. Il consenso alla proposta dell’ex governo Renzi è arrivato solo da Montefalcone Val Fortore, San Lupo, Pietraroja e Foiano. Una magra consolazione per il Sannio, terra di uno dei pochi sottosegretari del sud, promotore di svariati progetti infrastrutturali, dalle strade alle ferrovie.

Lo smacco delle comunali e del referendum chiama i democratici ad una riflessione a 360 gradi, che spinga ad una ricostruzione dei legami col territorio, che guardi ai bisogni quotidiani della gente, che porti ad un rinnovamento del modo di fare politica e quindi della classe dirigente. Lo stesso Matteo Renzi, nella recente assemblea nazionale, è stato chiaro e spietato, ammettendo di avere “straperso” la battaglia referendaria, per la scarsa attenzione ai giovani, al sud e alle periferie, ed invitando i circoli a discutere e ad approfondire “ciò che serve all’Italia”, ascoltando la mitica base, che oggi appare smarrita.

La frattura tra l’ex sindaco Fausto Pepe ed il sottosegretario, che ha accompagnato la corsa per le amministrative, sembrava rientrata in occasione del referendum, ma continua nella composizione e nel comportamento dei gruppi comunali all’opposizione della giunta Mastella. La compagine del Pd è formata da Raffaele Del Vecchio, Francesco De Pierro, Maria Letizia Varricchio e Floriana Fioretti. Nello stesso campo, coordinati da Del Vecchio, orbitano i civici Angelo Feleppa e Italo di Dio, Marcellino Aversano di Alleanza Riformista, mentre il consigliere Pepe rappresenta i Lealisti. La fuoriuscita di Luigi Scarinzi, approdato al gruppo misto, ammaliato forse dalla sirena mastelliana, porta via ai democratici un altro corposo tassello.

La vittoria di Mastella a Benevento e di Mario Pepe a San Giorgio del Sannio squaderna indiscutibilmente le responsabilità di un partito che, pur gestendo tanto potere nel Sannio, in Campania e a Roma, non è più in sintonia con la testa ed il cuore della sua gente. Quando alle manifestazioni si vedono sempre le solite facce, quando si parla solo alla ristretta cerchia di amici e agli addetti ai lavori, quando ci si circonda solo di  “clientes”, la politica muore, diventando sterile esercizio del potere, senza orizzonti e passioni.

L’arrivo di Giovanni De Lorenzo alla segreteria cittadina può aprire nuove potenzialità, ma la ripartenza può venire dai problemi, dai quartieri, da una  nuova visione della città, dal coinvolgimento degli iscritti, dall’ascolto. A cominciare da associazioni come “Rete Campus”, animata da intellettuali ed operatori culturali, che più volte ha lanciato proposte per la valorizzazione delle risorse territoriali. Il ricambio della classe dirigente passa anche per i vertici provinciali. La sconfitta in città non ricade solo sulle spalle del partito locale, dell’amministrazione uscente e del candidato sindaco Raffaele Del Vecchio, ma anche su quelle del segretario Carmine Valentino. “Dobbiamo migliorare il rapporto coi cittadini - ammette il segretario De Lorenzo - come primo passo in questa direzione abbiamo aperto un punto d’ascolto sulle problematiche della città. Pensiamo ad interventi itineranti e ad una presenza più puntuale sui social net work”.

La sfida del Pd a Mastella deve ripartire sulle questioni più urgenti di Benevento, dai progetti di sviluppo occupazionale  al risanamento ambientale, dal rilancio turistico al potenziamento dei servizi, dall’università all’innovazione. Non serve marciare in ordine sparso. I dissidi interni preludono a nuove sconfitte. La squadra che ambisce a dirigere il partito dovrebbe brillare di luce propria, conquistare una propria autonomia di pensiero e di proposta.

Organizzazione fa rima con motivazione, che non scatta senza entusiasmo. “Dobbiamo recuperare il senso del collettivo - conclude De Lorenzo - facendo lavorare i dipartimenti, come fucina di idee, avere un dialogo più stretto coi consiglieri comunali. Anche per incalzare meglio l’amministrazione comunale, molto brava ad organizzare feste, ma poco presente sui veri problemi della città”.

ANTONIO ESPOSITO                                                                                                                              

Torna alla home page

Visualizza altri articoli "Politica"