18/01/2017

Continua il duello De Caro-Mastella

http://www.realtasannita.it/bt_files/newspaperFiles/spadelaser.jpg

L’arrivo della neve ha riacceso con grande vivacità il dibattito politico. La città di Benevento comincia l’anno nuovo col dissesto tra perplessità e contestazioni. Le due personalità politiche di maggior spicco, Clemente Mastella e Umberto Del Basso De Caro, continuano la sfida, senza riuscire a trovare ancora un momento di confronto sui problemi del Sannio. La contrapposizione tra il sindaco ed il riconfermato sottosegretario ai trasporti ed alle infrastrutture è andata in scena anche durante la conferenza stampa di fine anno a Palazzo Paolo V.

“Al mio livello io parlo col ministro”. Così ha risposto Mastella alla domanda di un giornalista sulla necessità e sulla possibilità di incontro con De Caro, soprattutto nel campo delle ferrovie e delle strade. “Mi fa piacere che il sindaco voglia parlare direttamente con Graziano Delrio - ha ribattuto il sottosegretario nella sua conferenza stampa - non mi sento affatto offeso. Solo che una volta arrivato al ministero, farà il giro dell’isolato, perché la delega per quel settore ce l’ho io. I tre miliardi di euro ottenuti per il  Sannio non sono  sogni, ma stanno scritti nelle leggi dello Stato”.

Il duello a distanza avviene anche sul dissesto, vero pomo della discordia tra maggioranza ed opposizione. Per il sindaco si è trattato di una scelta obbligata, mentre per il Pd è stato il frutto di una volontà politica. “Non condivido il ricorso al dissesto - precisa De Caro - perché non ne ricorrevano i presupposti. C’è una  divaricazione tra approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi e questa scelta. Perché non si è tentata la rimodulazione del piano di rientro? Le responsabilità le accerterà la Corte dei Conti. Bisogna sapere, però, che l’80 per cento della massa debitoria risale ad oltre trent’anni fa. Lo stesso assessore alle finanze, Serluca, del resto, aveva dichiarato al “Mattino”, ad agosto, che non c’erano le condizioni per il dissesto”.

Nella polemica sui debiti è intervenuto con puntiglio l’ex sindaco Fausto Pepe, che ha contestato a più riprese la linea Mastella, ritenendola immotivata e dannosa per la città, perché metterebbe a rischio i servizi essenziali e gli stipendi dei dipendenti. “Il comune ha ancora capacità di indebitamento - rileva l’ex primo cittadino - possiamo recuperare tante risorse dalla riscossione della tassa dei rifiuti. Si va al default, si parla di austerity e poi si assumono tre persone per lo staff del sindaco ed un dirigente esterno per l’Ambiente. I 110 milioni di debiti sbandierati sono una fandonia”.

Contro il dissesto si è scagliata anche la segretaria provinciale della Cgil, Rosita Galdiero, che ha protestato platealmente durante il consiglio comunale dell’11 gennaio scorso, dedicato all’argomento. “Il sindaco si conferma “uomo dei dissesti” - stigmatizza Galdiero - dopo quello di Ceppaloni del 1993.Siamo preoccupati per i lavoratori della mensa scolastica, quelli dell’Amts, delle affissioni e dell’Asu. Quando sarà realizzato il centro di cottura comunale? Tante vertenze dimenticate per le quali non siamo mai stati convocati”.

Il botta e risposta si sviluppa ancora sui finanziamenti per l’alluvione, sul progetto per le periferie, sul futuro dell’Amts, sulla mensa scolastica, sull’ Housing  Sociale, sul depuratore, sul reddito di cittadinanza. Il sindaco si è spesso lamentato per la lentezza degli interventi a favore degli alluvionati e delle imprese, arrivando ad affermare che “non si è visto un euro”. “I 355 milioni destinati ai problemi  dell’alluvione - rintuzza il sottosegretario - sono riportati dalla Gazzetta Ufficiale, sono stati riconfermati a Benevento il 14 ottobre dal sottosegretario Paola De Micheli e dal direttore della Protezione Civile Fabrizio Curcio. Come si fa a dire che non si è visto niente. I soldi per il ripristino del Ponte San Nicola da dove sono venuti?”.

I fendenti più taglienti sono indirizzati all’assessorato che ha gestito la vicenda delle domande per ottenere il risarcimento dei danni ed usufruire del credito d’imposta. Quando incautamente è stato comunicato che i soldi ricevuti in prestito andavano restituiti, le domande  si sono ridotte da 708 a 143.Per questo molte famiglie alluvionate sarebbero rimaste fuori. “Chi si è comportato con tale ignoranza dovrebbe dimettersi -ha rincarato la dose De Caro - vuol dire non saper leggere le carte, dimostrare di essere “bestie”. Perché nessuno parla dell’Amts? Perché il comune non si è costituito in giudizio contro il fallimento?. Per questo chiedo un confronto pubblico dovunque, in un teatro, in piazza e finanche in un bar”.

Il sottosegretario accusa il sindaco di non sapere da dove arrivano i finanziamenti e a quali porte bussare per risolvere i problemi che denuncia, insomma di fare confusione tra programmi e propaganda. Così partono proteste o ringraziamenti ad indirizzi sbagliati. “Per le case dell’Housing Sociale di Contrada Capodimonte non c’entra la regione - spiega De Caro - i soldi sono del Ministero delle Infrastrutture. Anche da qui arrivano gli ultimi finanziamenti per il Teatro Comunale. Non bisogna ringraziare i Beni Culturali. Per la Ferrovia Valle Caudina c’entra la regione, non il governo centrale. Per la Galleria Avellola, restituita alla cittadinanza, spendendo 1 milione e 800 mila euro, non ho fatto inaugurazioni”.

Le stoccate non tralasciano neanche le ultime manifestazioni natalizie. Nella conferenza stampa di fine anno, il sindaco ha sottolineato di aver trovato una città “smunta e smagrita”, di sentirsi alla guida di “un popolo in cammino” e quindi di aver contribuito a ricostruire l’orgoglio dei beneventani. “Prima la città era stanca e smarrita - ironizza il sottosegretario - ora grazie all’albero e alle luci è felice. Ma le lampadine possono creare posti di lavoro? Le notti bianche ed i concerti sono il contorno. Qui serve il primo piatto. La crisi continua a mordere. L’arredo urbano non è un progetto politico”.

Nel mirino del Pd è finito, tra l’altro, il mancato finanziamento del progetto per le periferie degradate, che prevedeva 18 milioni di euro. Quello presentato dal comune è risultato ultimo con 25 punti. Ma in futuro potrà rientrare, perché tutte le proposte saranno accolte. L’altra battaglia da fare è quella per il depuratore, dal momento che Benevento è l’unica città campana a non averlo. Problematiche che richiedono collaborazione tra le istituzioni ed un confronto tra idee e proposte. Riusciranno Mastella e De Caro ad incontrarsi per risolvere i problemi? Marceranno finalmente uniti per la città’? Potrà veramente realizzarsi quell’augurante e solenne motto scritto nella sala del consiglio comunale, “Concordes in unum”?

ANTONIO ESPOSITO

Torna alla home page

Visualizza altri articoli "Politica"