18/01/2017

Gli smartphone stanno uccidendo i pc e WhatsApp gli sms

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Il 2016 appena trascorso ha registrato un calo nelle vendite di computer. È il quinto anno consecutivo che ciò accade. Il dato non è in alcun modo ricollegabile alla crisi economica, bensì al fatto che, nello stesso periodo, è salito il numero di dispositivi mobili (smartphone e tablet) per navigare in rete che sono stati acquistati. In parole povere, sempre più persone non si collegano ad internet usando il pc, ma con il cellulare o con il tablet. Sembra che ormai i computer, soprattutto i laptop, siano strumenti perlopiù ad uso professionale e sempre meno oggetti di svago.

A ben pensarci, negli ultimi anni i telefoni cellulari sono stati dotati di un numero sempre maggiore di funzioni. Il 9 gennaio 2007, quando presentò al pubblico il primo iPhone, Steve Jobs immaginava quanto quel gadget dall’aspetto accattivante avrebbe cambiato il nostro stile di vita nel giro di un decennio, in virtù del fatto che tutte le ditte produttrici di cellulari, per non perdere terreno, avrebbero copiato le funzionalità innovative del melafonino? Lui forse sì, ma era uno dei pochi. L’ingresso nelle nostre case e nelle nostre vite di un telefonino che non era più solo un telefonino avrebbe rivoluzionato il modo d’intendere quell’oggetto.

Quando entrò nell’uso comune, a metà anni ‘90, il cellulare era semplicemente uno strumento per telefonare quando si era fuori casa, per essere raggiunti in ogni luogo (almeno fin dove c’era copertura). Già l’introduzione degli sms portò alla nascita di un nuovo modo di comunicare e perfino di un nuovo linguaggio. Ma oggi, paradossalmente, gli smartphone hanno talmente tante forme d’utilizzo che raramente vengono usati per ricevere o effettuare chiamate. E WhatsApp, il servizio gratuito di messaggistica istantanea più usato al mondo, ha fatto in modo che anche gli sms diventassero obsoleti.
Le app hanno trasformato i telefoni in una versione hi-tech del coltellino svizzero, un apparecchio da portare in tasca le cui funzioni sono virtualmente illimitate.

Esiste un’app per qualunque cosa, dal navigatore satellitare alla ricerca di un hotel, cinema o ristorante. Si possono ricevere news in tempo reale o sfogliare i giornali in edizione digitale, noleggiare un’auto o prenotare un biglietto aereo. E se ancora non è stato inventato il telefonino che prepara il caffè, alcune macchinette elettroniche possono essere comandate a distanza tramite un’app per smartphone, in modo da far trovare al loro proprietario il caffè già pronto quando si alza al mattino o quando torna a casa dall’ufficio.

Certo, per alcuni versi il computer rimane insostituibile. Nessuno, ad esempio, guarderebbe un film o una serie tv in streaming sullo schermo di uno smartphone, che sarà anche ad alta risoluzione, ma rimane necessariamente piccolo. E dato che i servizi di internet tv, gratuiti o a pagamento (per tacere dei canali di fruizione illegali), negli ultimi anni sono spuntati come funghi, il pc può ancora attendere prima di essere mandato in soffitta.

Un altro settore dove i telefoni portatili non possono sperare di competere con i computer è rappresentato dai videogiochi: lo smartphone può andar bene per il solitario, per Candy Crush o per giochi dalla grafica semplice, ma per coloro i quali desiderano vivere l’esperienza d’immergersi in un videogame, il pc rimane l’unica alternativa percorribile alle console.

Insomma, in un’epoca in cui i telefoni hanno smesso di essere semplici telefoni ed hanno iniziato a sottrarre spazio ai computer, l’unico modo che questi ultimi hanno di rimanere sulla cresta dell’onda è rubando le funzioni di altri dispositivi elettronici, come la televisione. Quest’ultima dovrà rassegnarsi a diventare sempre di più un oggetto d’arredamento, preferito dalle persone meno giovani e spesso usato più come sottofondo che non seguito con il vivo interesse di un tempo.

Saluti dalla plancia,

CARLO DELASSO

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