18/01/2017

Aria nuova a Confindustria

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Filippo Liverini è un imprenditore di seconda generazione. Insieme al fratello Michele guida l’azienda di famiglia - la Mangimi Liverini Spa - seguendo i principi ed i valori tramandati loro dal padre Mario: imprenditore eticamente corretto, immerso nel sociale e proiettato al futuro. Lo scorso dicembre è stato eletto - all’unanimità - presidente di Confindustria Benevento. L’abbiamo incontrato per parlare con lui di crescita e di sviluppo, di imprese e di territorio.

Viviamo un periodo assai difficile: crisi occupazionale senza precedenti, crisi del commercio, i soldi che non arrivano per le aziende colpite dall'alluvione. Come si fronteggia una situazione così complicata?

Cercando d’individuare degli asset strategici di sviluppo e perseguendoli con impegno e tenacia. Bisogna, innanzitutto, puntare ad una politica dei fattori e non dei settori. I settori li sceglie il mercato. Rendere il territorio più favorevole per le imprese affinché le stesse possano investire, invece, è una precisa responsabilità della classe dirigente sannita. Questo è uno dei 'pilastri' dell’azione che Confindustria ha avviato in questi anni: se ripartono gli investimenti - sia pubblici che privati - aumenta l’occupazione e con l’occupazione tutto l’indotto, che crea benessere e ricchezza in un territorio.

La Camera di Commercio ha avviato le procedure per eleggere la nuova governance, che comprenderà Avellino e Benevento. Cosa è necessario fare per tutelare al meglio gli interessi delle imprese del Sannio?

L’Ente camerale può avere un ruolo molto importante nelle dinamiche di sviluppo di un’area interna come la nostra. In questo momento l’obiettivo è dare la massima rappresentanza al sistema industriale, che ha molte caratteristiche comuni sia in Irpinia che nel Sannio, con intere aree industriali che si collocano a scavalco tra le due province. In questo caso fare battaglie di campanile ha poco senso. È invece importante offrire, alla nuova Camera di Commercio, un Consiglio altamente rappresentativo e qualificato affinché la nuova governance possa lavorare sui nuovi asset di sviluppo. In questo modo, i benefici ricadranno a cascata sul sistema produttivo di entrambe le province.

Confindustria in che modo si muoverà nei confronti del Comune, guidato da Mastella e della Provincia, guidata da Ricci ed appoggiato dal sottosegretario De Basso De Caro (i cui rapporti con Mastella non sono certo improntati alla collaborazione)?

Confindustria tutela gli interessi delle imprese e si adopera per promuovere migliori condizioni di sviluppo. Per raggiungere questi obiettivi ha bisogno di collaborare col Comune, la Provincia e il Ministero, attraverso le figure di riferimento quali Sindaco, Sottosegretario alle Infrastrutture e Presidente della Provincia. Ciascuno per la propria parte rappresenta un punto di riferimento con cui perseguire obiettivi, realizzare progetti e disegnare un futuro per questo territorio. Il nostro auspicio è che, pur nel rispetto della corretta dialettica politica, si possano individuare asset strategici di sviluppo, sui quali ci sia l’impegno di tutti affinché si realizzino.

La sua Associazione si è spesa molto, a livello nazionale, per l’introduzione delle nuove norme  “Industria 4.0” e permettere alle aziende d’investire in innovazione e ricerca. Cosa cambia in concreto per gli imprenditori?

L’innovazione rappresenta uno dei fattori di successo su cui devono puntare le imprese. Solo partecipando attivamente al percorso di cambiamento sarà possibile diventare protagonisti della quarta rivoluzione industriale e contribuire a rendere più competitivo il tessuto imprenditoriale italiano. L’industria del futuro dovrà essere un’industria innovativa, sostenibile, interconnessa, un’industria pronta a giocare la sfida della competizione globale. Per realizzare questo modello e rilanciare il tessuto produttivo è necessario affrontare la sfida della quarta rivoluzione industriale. Ogni cambiamento va accompagnato gradualmente ed il primo passaggio è innanzitutto culturale. Le nostre imprese, sono pronte a questa nuova sfida.

Le imprese possono anche innovarsi, ma resta il problema che in alcuni comuni del Sannio la connessione veloce è ancora un miraggio. Come risolvere una volta per tutte il problema?

Il problema esiste ed è molto serio. È difficile pretendere l’innovazione dalle imprese se non sono servite neppure dalla rete. Questo è il motivo per il quale Confindustria si è molto adoperata nelle sedi opportune per garantire alle aree industriali il collegamento con la fibra ottica. La Regione sta facendo un buon lavoro su questo campo e, grazie anche a risorse europee, a stretto giro dovrebbe essere aggiudicato il bando di gara per la realizzazione dei collegamenti necessari alle aree industriali. Stiamo attentamente monitorando il tutto.

Il rapporto imprese-banche: è migliorato o no in quest'ultimo periodo?

Dipende da caso a caso e non posso generalizzare. Tuttavia dovremmo migliorare il dialogo, in quanto un rapporto passa necessariamente dalla capacità di utilizzare lo stesso linguaggio. Le imprese devono imparare a comunicare meglio le proprie attività alle banche e queste ultime devono riuscire a rispondere di più alle esigenze del mondo imprenditoriale. Ritengo che sia fondamentale il ruolo di Confindustria Benevento che funge da camera di compensazione tra le due realtà ed è a disposizione delle imprese per facilitare il dialogo. Il 22 dicembre abbiamo presentato, nel corso dei lavori assembleari di Confindustria Piccola Industria Benevento, l’accordo nazionale siglato tra Intesa San Paolo e Confindustria Piccola Industria col quale si stanzia un plafond di 90 miliardi a favore delle imprese.

E con l'Agenzia delle entrate? Si è finalmente instaurato quel necessario spirito di collaborazione o siamo alle solite incomprensioni?

L’Agenzia delle Entrate svolge il proprio ruolo. Le imprese sono disponibili a collaborare ed è importante instaurare un dialogo costruttivo. Ma all’interno di questo dialogo, rileviamo una grande criticità: quella dell’accavallamento e sovrapposizioni dei controlli tra i vari enti ispettivi. In questo senso intendiamo stringere un accordo con i vari enti affinché si possa immaginare un’alternanza, favorendo una certa rotazione e caso mai escludendo alcuni periodi dell’anno particolarmente delicati per le imprese, come ad esempio il mese di gennaio.

Con l'Ufficio del lavoro ed i sindacati, le cose vanno meglio o siamo alle consuete anacronistiche contrapposizioni?

Confindustria collabora con l’Ufficio del lavoro e coi Sindacati su molte iniziative. A livello nazionale si punta in particolare alla contrattazione aziendale, che mira al riconoscimento di premialità collegate a maggiore produttività. Con i sindacati provinciali territoriali, abbiamo portato avanti importanti battaglie su alcune partite strategiche come la reindustrializzazione dell’area di crisi di Airola, ma anche le misure post alluvione.

In ogni suo intervento pubblico c’è sempre un richiamo ai giovani, in particolare ai neo laureati che lasciano il nostro territorio per trasferirsi altrove. Riusciremo a creare le condizioni affinché le migliori menti dell’Università del Sannio possano realizzare qui i loro progetti di vita?

L’indice del nostro successo sarà misurato dalla capacità di creare occupazione sul territorio e questo perché tra gli indicatori economici ed occupazionali emerge dolorosamente il dato che vede, negli ultimi quattro anni, crescere del 76% la percentuale di giovani tra i 18 ed i 39 anni che lasciano la provincia. Nostro compito è quello di garantire un futuro a questo territorio ed il futuro sta solo nei giovani. Sarà questo il nostro obiettivo principale ed intorno ad esso si sviluppa il programma che intendo portare avanti col mio mandato, sapendo di poter contare su una squadra forte e coesa. Un programma che, in continuità con quanto fino a oggi avviato, si pone come fine quello di contribuire ad accrescere i livelli di occupazione e benessere sociale per chi vive in questa provincia.

Uno dei volani di sviluppo per far crescere il nostro Pil è il turismo. Confindustria investe da tempo su questo settore, con iniziative tese a promuovere le bellezze del Sannio. Come passare dalle parole ai fatti concreti?

Stiamo lavorando già da alcuni anni, in particolare con le aziende della sezione Turismo per inserire Benevento nei grandi circuiti di promozione turistica. Ragionando in una logica provinciale, la vocazione attrattiva turistica può avere diverse declinazioni: museale/culturale; enogastronomica; naturalistica; religiosa; convegnistica. Confindustria Turismo, da oltre due anni si è concentrata nella direzione di vendita e valorizzazione del territorio puntando proprio sulle opportunità del marchio UNESCO, strettamente correlato coi principali attrattori turistici della Campania già fortemente riconosciuti ed apprezzati. Avere una città ospitale per i turisti è una condizione necessaria di attrattività turistica e, al contempo, è un lavoro che non s’improvvisa ma che si costruisce giorno per giorno, con azioni mirate. Stiamo lavorando in questa direzione e sono certo che il tempo e le bellezze territoriali ci daranno ragione e porteranno i risultati che meritiamo.

L'attività culturale in una provincia è fondamentale per la promozione del territorio, però su questo versante notiamo una scarsa sensibilità delle aziende sannite. Lei di che parere è?

Non mi trova molto d’accordo. A partire da manifestazione note quali ad esempio il Premio Strega, a finire alla partecipazione attiva ad iniziative di ogni genere, vedo le aziende sempre presenti ed attive in particolare per le manifestazioni sportive e culturali. Forse posso dire che siamo più concentrati sul fare, che sull’apparire, ma questa è una delle caratteristiche che contraddistinguono gli imprenditori.

All’ultimo Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, tenutosi a Verona, ha ricevuto il “Premio all’impegno d’impresa per il bene comune” dedicato alle realtà imprenditoriali che si sono distinte nel campo della solidarietà e del sostegno agli altri. Il bene comune al primo posto: perché è importante? 

Quest’anno l’iniziativa era dedicata al tema “in mezzo alla gente”, per rimarcare la volontà di stare con il popolo, stare con tutti. “In mezzo alla gente” per le imprese vuol dire rispettare il lavoro dei propri collaboratori, tutelare l’ambiente in cui vivono i nostri figli, sostenere iniziative volte al benessere sociale e alla salute. Questo è il senso della Responsabilità Sociale d’Impresa. Per la Mangimi Liverini, da anni attenta a questi temi, avere un riconoscimento per questo impegno è una soddisfazione senza eguali.

GIUSEPPE CHIUSOLO

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