24/06/2011

Il caso Palazzo Polvere nella testimonianza di una delle proprietarie      

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Più volte nel corso del mio percorso giornalistico mi sono occupata della vicenda di Palazzo Polvere a Pago Veiano. Dopo tanto scrivere e tante sollecitazioni è giunta la risposta della parente di una delle proprietarie dello storico palazzo, che giorno per giorno va in rovina. E così la signora Maria Rosaria Rosati ci offre, per la prima volta, il resoconto dettagliato degli anni di lotta spesi intorno a questo edificio e dell’incuria dei vari amministratori che si sono succeduti alla guida dell’ameno comune sannita (Lucia Gangale )


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“Si leggono spesso articoli sul decadimento del palazzo Polvere, su quello che esso oggi è e su quello che poteva essere o che potrebbe ancora essere. Quel che s’ignora è la causa, per non dire la colpa, di ciò che sta avvenendo. Si scrive con cognizione diretta e oggettiva del problema, sulla base della parentela con una delle comproprietarie.


Terremoto del 1980, fabbricato inagibile: si può, però, riportare allo stato di sicurezza. Viene regolarmente inoltrata nel 1984 domanda all’Amministrazione Comunale corredata da documentazione del geometra che non si preoccupa della qualità della progettazione, in quanto si ha la sicurezza che il palazzo sarà “espropriato”.


La proprietaria interessata, per iscritto, chiede all’Amministrazione Comunale nel 1985 che, se la casa di sua proprietà le dovesse venire espropriata per uso pubblico, le sia assegnato sul suolo di adeguato valor e centralità per ricostruire.


Comincia l’iter di proposte e obblighi, entrambi non “reali”.


Su invito dell’Amministrazione Comunale ai fini della stesura della graduatoria degli aventi diritto ai benefici della ricostruzione di fabbricati lesi dal terremoto, s’invia la prevista dichiarazione a norma di legge nel 1997.
Nel 1998 il responsabile dell’UT di Pago Veiano attesta che, in base al Piano Regolatore Generale approvato con delibera Consiliare nel 1983 e con decreto del Presidente dell’Amministrazione Provinciale del 1996, il fabbricato è destinato a “Attrezzature culturali”.


Nel 1999, il Comune di Pago Veiano, attraverso la persona del sindaco pro tempore, risponde che avendo appreso “della volontà della proprietaria di procedere alla demolizione di parte del fabbricato comunemente denominato Palazzo Polvere, relativamente alla quota di sua proprietà…” si comunica che “Trattandosi di immobile di pregio storico ambientale, si ritiene di non poter procedere alla demolizione parziale…”.
La Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici di Caserta e Benevento informa che l’Ufficio ha avviato la procedura di vincolo ai sensi della legge 1089/39 per l’edificio in oggetto, di notevole interesse storico artistico.


Nel 2008, l’Amministrazione Comunale di Pago Veiano invia una raccomandata relativa all’avvio del procedimento di vincolo preordinato all’esproprio per “Lavori di ristrutturazione di palazzo Polvere e Parco annesso per attività turistico culturali”.
A tutt’oggi nulla si è potuto fare con tutta la buona volontà, tranne spese per transennamento palazzo, eseguito più volte per sradicamento della “paratia di protezione ad opera di sconosciuti”, le spese per la condanna giudiziaria nel 2002 “per omessa messa in sicurezza del fabbricato”, le spese per contrastare il “vicino” di casa che transenna la strada comunale o strada condominiale laterale di accesso al fabbricato con diffida da parte del Comune in data 16/04/2010 a lasciare il cancello (posto arbitrariamente) sempre aperto, diffida a tutt’oggi non osservata mentre lo stesso apre un atto di citazione per “danni” al suo fabbricato.


Un giornale riporta nel passato l’opinione di un artista locale che, “se fosse l’Amministrazione, si costituirebbe parte civile contro i proprietari per… disinteresse”.
Ci si chiede, dunque, se hanno legato le mani ai proprietari, se hanno impedito di abbattere, se hanno impedito di ricostruire, se la Soprintendenza dei Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Caserta, competente anche per Benevento, ha ricevuto varie raccomandate nonché una richiesta specifica a norma della legge 241/90 relativa alla sussistenza o meno di provvedimento di vincolo D.L. 1089/39 palazzo Polvere sito in Pago Veiano, inviata in data 25 Luglio 2008, senza avere dato risposta alcuna che cosa si può fare?

Si legge sui giornali della sospensione del 2008 relativa ad opere pubbliche, tra cui è compreso il progetto di Pago Veiano “Ristrutturazione palazzo Polvere”, si è stati sul Comune, non si è trovata la persona competente per essere aggiornati sulla situazione, si è richiesta via fax copia del progetto relativo all’area in cui è ubicato palazzo Polvere. NON si è ricevuta risposta alcuna.
Non si è favorevoli alla “Lega Nord” ma, quando ci si trova in simili situazioni, sono passati più di 30 anni dal terremoto e si ha un fascio di copie di raccomandate inviate nel frattempo in relazione al palazzo Polvere, è il Sud a livello pubblico che non sa operare o si tratta semplicemente di un paese e/o di una provincia.
Si è sereni quando si vede il proprio pensieri condiviso da cronisti di “Realtà Sannita” o da persone che hanno conosciuto Pago Veiano e il palazzo Polvere del passato”.

Maria Rosaria Rosati

 

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