24/06/2011

Strani licenziamenti alla Nestlè

Hai finito il tuo lavoro
hai tolto trucioli dalla scocca
è il tuo lavoro di catena
che curva a poco a poco la tua schiena
neanche un minuto per ogni auto
la catena è assai veloce
e il lavoro ti ha condotto
a odiare la 128...
Rino Gaetano, “L’operaio della Fiat”

Così Rino Gaetano cantava il lavoro in fabbrica e la vita degli operai, “gente” troppo spesso offesa nella dignità di lavoratori, oggi precari, ieri sfruttati, oggi malpagati, ma soprattutto “gente” che ieri come oggi di lavoro ci muore. Nell’ultimo periodo li abbiamo visti in varie trasmissioni tv, ascoltato la loro disperazione più o meno strumentalizzata, guardato i loro occhi carichi di rabbia urlare il proprio diritto “ad esistere“ e ad essere rispettati.

Certo rispetto al passato, sono tante le conquiste, ma ancora molto c’è da fare, soprattutto in materia di sicurezza sul posto di lavoro.

C’e da dire che le stesse fabbriche hanno subito un forte cambiamento, da luoghi di alienazione, oggi sono sempre di più posti in cui l’operaio, più consapevole dei propri diritti, ha la possibilità di essere rappresentato e in molti casi ascoltato. In Italia abbiamo molte aziende che all’estero portano alta la bandiera del nostro Paese, e anche la realtà industriale a Benevento è abbastanza florida. Dallo stabilimento Rummo all’Alberti, dall’ Augusta alla Nestlè e molte altre.

Quest’ultima in particolare è la prima azienda alimentare al mondo, presente con 449 unità produttive distribuite in 83 Paesi, con più di 280.000 dipendenti e una vendita quotidiana di oltre 1 miliardo di prodotti. Lo stabilimento nasce a Benevento nel 1974 in una terra dalla lunga e ricca tradizione di sapori tutti italiani. Non a caso è qui che viene prodotta la pizza Buitoni Bella Napoli, uno dei prodotti più rappresentativi dell’impegno Nestlé nella promozione della tradizione gastronomica italiana. La presenza di una multinazionale così nota nel mondo, è motivo di grande orgoglio per la cittadina sannita, oltre che rappresentare un’ottima possibilità data ai giovani, di sperare in un futuro lavorativo nella propria città.

A turbare però il connubio Nestlè - città di Benevento appaiono una serie di condotte poste in essere dalla famosa multinazionale, ultima è la notizia di pochi giorni fa, di un triplice licenziamento messo in atto dalla multinazionale nei confronti di tre operai sanniti: G. M., I. G. e G. B. I tre, oltre che dirigenti del sindacato UGL di Benevento, erano da tanti anni dipendenti dell’azienda e si sono visti arrivare da un giorno all’altro senza alcun preavviso che facesse presagire al peggio, la lettera di licenziamento, i motivi? Stando al comunicato ufficiale del sindacato UGL che li rappresenta:

“aver consumato un panino, in un luogo chiuso e destinato al riposo dopo l’esposizione al freddo in un reparto escluso dalla manipolazione di prodotti alimentari detto di Palettizzazione”.

“L’UGL – prosegue la nota - all’interno della Nestlè di Benevento è il primo sindacato, riscuote il consenso di gran parte dei lavoratori e gode della stima e della considerazione delle altre OO.SS presenti in azienda”. “Per questi motivi riteniamo- sottolineano nel comunicato - il provvedimento di licenziamento privo di qualsivoglia presupposto di tipo sia formale che sostanziale. E’ ragionevole considerare il provvedimento stesso il percorso di un’attività antisindacale messa in atto per liquidare la nostra organizzazione, sempre vigile nel far riconoscere i diritti delle maestranze”.

Data l’atmosfera tesa e per evitare altri fraintendimenti e soprattutto travisamenti dei fatti da parte della società, uno dei lavoratori licenziati aveva chiesto al Segretario Territoriale dell’UGL di Benevento Domenico Penna di essere assistito al momento dell’incontro in azienda per il ritiro della documentazione di servizio e la consegna dei beni aziendali in possesso del lavoratore per l’espletamento delle sue mansioni.

Di conseguenza il Segretario Penna il giorno 25.05.2011, comunicava alla Nestlè e alla Confindustria di Benevento che il giorno seguente avrebbe assistito il lavoratore licenziato all’incontro in azienda.

La mattina del 26.05.2011 - si legge nell’ultimo comunicato scritto del sindacato - alle 9:00, la Direzione della Nestlè Italiana SpA stabilimento di Benevento, impediva al Segretario UGL di accompagnare ed assistere il lavoratore in azienda.

Si ricordi che l’ordinamento giuridico italiano riconosce a tutti il diritto di difesa, anche una persona indagata per omicidio in Italia ha diritto a farsi assistere da un difensore, mentre un lavoratore della Nestlè di Benevento, non può farsi assistere dal proprio sindacato nell’incontro con il datore di lavoro“.

Certo non sta a me stabilire la verità dei fatti, e restiamo a disposizione qualora la Nestlè voglia aggiungere rettifiche o precisazioni , ma va detto che il licenziamento di un operaio è sempre un fatto che tocca la coscienza civica e difronte ad una decisione che a prima vista sembra spropositata, è necessario che l’opinione pubblica pretenda precisazioni e approfondimenti, perché il pensiero della comunità va non soltanto alla singola persona colpita, ma alle famiglie, e quando i lavoratori sono tre, le cose sembrano ancora più complicate, soprattutto dato il periodo storico che viviamo. Non dimentichiamoci inoltre che il lavoro nobilita l‘uomo, ma la perdita lo distrugge.

STEFANIA REPOLA

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