01/02/2017

La Città Caudina non decolla

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Si è risvegliata nei giorni scorsi la curiosità sul destino della Unione dei Comuni “Città Caudina”. Sono in molti a chiedersi a cosa sono serviti gli incontri, la stesura dello Statuto, dell’atto Costitutivo, i progetti e tutti i bei propositi che erano stati presentati quando si è iniziato a parlare di questa associazione fra i comuni?

Della “Città Caudina” si è iniziato a parlare già durante l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Izzo, per ottemperare all’obbligo normativo imposto ai comuni al di sotto dei 3000 abitanti di associarsi per la gestione dei servizi.

La città di Montesarchio, pur essendo di circa 15.000 abitanti, vi aveva comunque aderito e, il sindaco Damiano, in continuità con quanto già avviato dall’amministrazione Izzo, aveva iniziato a lavorare per la gestione di alcuni servizi in forma associata come il Canile, la Protezione civile, un servizio di Polizia urbana intercomunale, il “JOINT PAES” - Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile della Valle Caudina, raccolta dei rifiuti, sviluppo del turismo, miglioramento dei trasporti ed altri, nel convincimento che attraverso l’unione delle forze è possibile realizzare, per i comuni aderenti, un risparmio di risorse ed offrire servizi più efficienti ed efficaci.

Invece non è stato così perché si sono spesi solo fondi per la redazione di progetti e regolamenti, senza vedere la realizzazione di almeno uno solo di questi obiettivi, ed anzi, alcuni comuni che hanno aderito all’Unione, hanno poi deciso di attuare alcuni servizi insieme al di fuori dell’associazione, così come il comune di Montesarchio ha siglato accordi con comuni irpini al di fuori dell’Unione, per la Centrale unica di committenza per gli appalti.

Un fallimento totale che è sotto gli occhi di tutti, se si considera che nonostante sia stato completato tutto l’iter burocratico, il servizio di Polizia urbana intercomunale non è stato mai attuato perché non si trova la sintesi su dove stabilire il comando di tale servizio. Così per i trasporti fra i comuni della Valle che sono sempre più difficili anche a causa di disservizi del trasporto pubblico. E cosa ne è stato del “JOINT PAES”? Non si sa se qualche comune aderente è stato finanziato.

Per il canile intercomunale, inoltre, dopo uno studio affidato ad un tecnico si è venuti alla conclusione che da un punto di vista economico conveniva di più continuare a pagare i vari canili comunali per l’affidamento dei randagi.

Soluzione che ha lasciato le cose immutate con cani randagi che vagano indisturbati su tutto il territorio comunale, creando molto spesso disagio alle persone, nonostante il comune sostenga un costo elevato per l’affidamento al canile. E così è stato per il progetto per il turismo destinato a valorizzare le caratteristiche e le peculiarità di ciascun comune. A Montesarchio, non si è certo notato un incremento del turismo, e nessuna azione è stata messa in campo per incentivare l’arrivo dei turisti.

Ed accanto al fallimento del sodalizio fra i comuni, sicuramente la città di Montesarchio è prossima a registrare anche la conclusione del consorzio nato fra i commercianti, il Centro Commerciale naturale “Moin”, che doveva dare nuovi impulsi alle attività commerciali anche con l’intervento dell’amministrazione comunale.

Come commentare tanti fallimenti messi insieme? Incapacità di gestire, scarsa volontà di migliorare il paese, indifferenza o troppi impegni sovracomunali che distraggono gli amministratori dalla gestione quotidiana del proprio comune?

LUCIA DE NISI

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