01/02/2017

De Girolamo: Mastella ci deve rispettare

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I berlusconiani sanniti alla ricerca di una bussola, di un programma, di un leader. Frastornati dall’assalto delle truppe mastelliane, cominciano ad interrogarsi sul loro futuro. Con le ultime elezioni provinciali hanno portato alla Rocca dei Rettori un solo rappresentante, mentre al comune di Benevento sono scesi al di sotto del sei per cento. Per la ripresa non è bastato il ritorno a casa di Nunzia De Girolamo, la parlamentare beneventana, ex ministro dell’agricoltura, trasmigrata per qualche anno nel partito di Angelino Alfano.

La vittoria ottenuta con la coalizione guidata da Clemente Mastella, sindaco anche grazie ai voti forzisti, non ha favorito la crescita di una nuova classe dirigente, né un radicamento sul territorio. Così nel partito di Forza Italia serpeggiano i mugugni per le scarsa visibilità dei loro rappresentanti in giunta e nell’amministrazione comunale. Alcuni parlano apertamente di mancanza di coordinamento del gruppo consiliare, di scelte improvvisate, di appiattimento sulla linea del primo cittadino.

La stessa De Girolamo, del resto, in una recente intervista a “Gazzetta di Benevento”, accusa Mastella di comportarsi “come un uomo solo al comando”, di non rispettare la coalizione e di agire spesso in “perfetta solitudine”. C’è ancora un nodo da sciogliere: il reintegro di Gerardo Giorgione. L’assessore all’urbanistica fu defenestrato in pieno ferragosto per alcune frasi offensive sui migranti e sulla moglie di Matteo Renzi. “Il sindaco promise di riportarlo in giunta - ricorda la parlamentare - spero che mantenga fede alla parola data”.

La vicenda comunale e le fibrillazioni provinciali potrebbero rendere più incandescenti i rapporti tra Mastella e De Girolamo ed impedire un’alleanza per le prossime elezioni politiche. La competizione tra i due esponenti politici nazionali non è stata sempre improntata alla eleganza. Non sono stati pochi i momenti scontrosi, contrassegnati da parole grosse e velenose. “Io sono stata sempre contro di lui e la sua politica - ripete con orgoglio la deputata berlusconiana - ce ne siamo dette di tutti i colori. Ma deve rispettare la coalizione”.

L’ultima scossa è arrivata dalle votazioni per la provincia. Tra i consiglieri comunali forzisti di Benevento si sono registrate alcune defaillance : Antonio Puzio non ha partecipato alle elezioni e poi è andato via dal partito. Un altro avrebbe sostenuto un candidato della lista “Noi Sanniti” che fa capo a Mastella. Questo sbandamento ha suscitato le dure critiche di Antonio Reale, assessore all’urbanistica subentrato a Giorgione, e di Nascenzio Iannace, sindaco di San Leucio del Sannio, che hanno puntato il dito contro Fernando Errico, coordinatore provinciale del partito.

“Forza Italia nel Sannio è occupata da un gruppetto di potere - denunciano i due amministratori - è gestita in modo inaccettabile. Non si può continuare così. E’ tempo di voltare pagina con più democrazia interna”. L’accusa è diretta naturalmente anche alla De Girolamo, sostenitrice di Errico al vertice degli azzurri sanniti. La difficile situazione del partito viene da lontano ed è collegata strettamente con il declino nazionale di Silvio Berlusconi. La classe dirigente territoriale non ha trovato più punti di riferimento. Ed è cominciata una diaspora che continua ancora oggi.

Tra chi ha lasciato di recente Forza Italia c’è Giuseppe Cecere, ex  vice sindaco di Montesarchio ed attuale consigliere comunale, approdato sui lidi mastelliani e da poco eletto nell’Ente Idrico. “Il partito è diventato troppo personalistico - osserva Cecere - non c’è ascolto per iscritti e simpatizzanti. Per anni si è vissuti di luce riflessa rispetto a Berlusconi. Mancano proposte collegate al territorio e vanno avanti solo i nominati”. Con la stessa motivazione e delusione qualche anno fa è andato via Francesco Maria Rubano, ora Ncd, presidente del consiglio comunale di Puglianello e pronto a diventare vicepresidente alla provincia. Qualche settimana fa ha sbattuto la porta anche il dirigente giovanile Giovanni Carpinone di Pago Veiano.

Il rimescolamento delle carte avvenuto con le politiche e le regionali ha disegnato un gruppo dirigente diviso in due anime: da una parte i fedelissimi della De Girolamo e dall’altra i seguaci di Cosimo Izzo, ex senatore di Airola. L’editore Luca Colasanto ha abbandonato la scena politica, preferendo dedicarsi ad attività imprenditoriali. Altri esponenti storici sono finiti tutti nelle braccia di Mastella. Tra questi spicca Luigi De Minico, attuale presidente del consiglio comunale di Benevento, seguito da Sandro Consales.

Il rischio che il partito venga prosciugato dall’iniziativa mastelliana, denominata “Noi Sanniti”, è avvertita fortemente dal giovane dirigente Domenico Mauro, coordinatore vicario provinciale. “Il progetto politico di Mastella - evidenzia il vicesegretario - si presenta in forme accattivanti ed effervescenti. Per bloccare questa campagna acquisti dobbiamo rifondare Forza Italia e le sue ragioni. Per fare questo c’è bisogno di riannodare i fili col territorio, affrontare i problemi. Come, ad esempio, la mancata attivazione del Polo Oncologico pluri-territoriale presso l’Ospedale “Santa Maria dei Liguori” di Sant’Agata, previsto dal piano sanitario regionale”.                                                                                                                                

Il rilancio del partito non può comunque prescindere dal destino del centrodestra. Molto dipenderà da come si svilupperà il rapporto con Mastella. La deputata De Girolamo può contare intanto su tre sindaci, Domenico Matera di Bucciano, Pasquale Iacovella di Casalduni e Carmine Montella di Paolisi, da poco anche consigliere provinciale. Ma sulla sua carriera politica potrà incidere anche l’esito dell’inchiesta sull’Asl di Benevento, nella quale risulta rinviata a giudizio per associazione a delinquere e concussione.

ANTONIO ESPOSITO

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