16/02/2017

Sannio e Irpinia verso una sola Camera

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“È auspicabile trovare un imprenditore di rilievo che sia disponibile a capitanare un dialogo o una candidatura”. È l’invito che il presidente della Camera di Commercio di Benevento, Antonio Campese, rivolge ai rappresentanti delle Associazioni di categorie della provincia di Benevento in vista della imminente fusione con la Camera di Avellino.

Presidente Campese, è iniziata la procedura per l’unione tra le due Camere di Commercio. Sembra che siete riusciti a presentarvi uniti ai nastri di partenza…

Le sigle più rappresentative sono unite. Tranne Confcommercio, tutte le Associazioni sono riuscite a presentare un unico atto di accreditamento di Benevento e Avellino (parliamo in particolare di Coldiretti e Cia, Confartigianato, CLAAI e CNA e soprattutto Confindustria, che senza disparità di vedute sono riuscite a raggiungere un raccordo interprovinciale, ndr). Questa unità di intenti è un bel segnale di responsabilità istituzionale e credo sia foriero di buoni auspici.

Quando si concretizzerà il tutto?

L'ufficio ha ora 40 giorni per verificare le dichiarazioni delle Associazioni, ulteriori 10 giorni per chiedere chiarimenti ed integrazioni e 10 giorni abbiamo noi per rispondere; dopodiché l'ufficio determina i seggi per permettere alla Regione di decretare. I tempi, a quel punto, sono quelli che la Regione vorrà adottare.

In sei mesi massimo si riuscirà a completare l’intero iter?

Sei mesi è un termine credibile.

E la Camera di Benevento utilizzerà quest’ultimo periodo di vita per fare cosa?

Noi stentiamo un po' a mettere in normalità l’Ente. L'organo politico si è attivato facendo anche più di quanto gli compete su un organo burocratico che - come devo dire - più che rappresentare i suoi interessi dovrebbe rappresentare gli interessi istituzionali. Invece stiamo approfittando della bontà del supporto del dottor Ciro Di Leva (vice segretario della Camera di Salerno, ndr) ma è poca cosa in confronto al supporto che servirebbe per un recupero 'pieno' dell'Ente camerale sul territorio.

Le vicende giudiziarie hanno infatti scosso non poco l’ambiente. Cosa si sente di dire a tale riguardo?

Le vicende sono tutte all'Autorità giudiziaria. Io su questo ho mantenuto uno stretto riserbo, pur avendone ampia conoscenza (almeno della prima indagine). È opportuno essere riservati, anche se quello che emerge è un quadro grave.

La Camera di Benevento reggerà il confronto con la consorella di Avellino?

Più che la Camera, è il territorio che ha una notevole compattezza associativa. Ho potuto accertare che la interazione tra le Associazioni storiche a Benevento è molto forte, forse anche più collaudata di quella degli avellinesi; ciò comporta una capacità di sintesi e d’interlocuzione, tra i responsabili delle Associazioni, più immediata e più quotidiana: siamo quadri collaudati, siamo amici e questo giova alla sintesi del territorio.

C'è in campo qualche prospettiva o ambizione rispetto alla figura del nuovo presidente?

È stupido parlare di chi fa il presidente. E sarebbe opportuno che non fossi né io né La Stella: nessuno dei due “uscenti” dovrebbe candidarsi, proprio per dare il senso di non prevaricare l'altro territorio. Abbiamo una rappresentanza marcata del territorio e, se diventassi io presidente anche di Avellino, sarei il presidente di Benevento che ha conquistato Avellino. E viceversa.

Allora su cosa è importante soffermarsi?

Noi auspichiamo che il confronto si svolga sul nuovo statuto della Camera Irpinia Sannio e sulle peculiarità di questo territorio, con zone interne desertificate, ma anche un territorio ricco di vino, di complessi commerciali e industriali a macchie di leopardo: penso ad Ariano Irpino, a Grottaminarda, ai due bacini industriali, alla logistica, sono tutte ‘peculiarità’ che lo Statuto dovrebbe contenere al suo interno. E penso poi ad una profonda esperienza amministrativa di chi ha militato in questi Enti proprio per far sì che, la politica, non sia ostaggio della burocrazia: che nelle Camere abita in modo preponderante.

Quindi il candidato è da queste riflessioni che deve emergere?

Io credo che il confronto vada fatto su questo. Poi se c'è un uomo di spessore che fa un’autorevole sintesi, avrà il gradimento aldilà della sigla o il territorio che lo esprime.

La Camera di Benevento cosa porta in dote?

In questo momento non porta nulla in dote, perché la riforma Madia ha cambiato abito alle Camere di Commercio e questo nuovo abito va ancora “cucito”. Oggi non esiste. I due sistemi stentano entrambi a ricollocarsi nelle maglie della riforma e, su questo, ci vuole una elasticità mentale che purtroppo non abita nelle due Camere.

GIUSEPPE CHIUSOLO

Ecco la composizione del nuovo Consiglio camerale Irpinia-Sannio: agricoltura e commercio, 6 seggi; 5 seggi per l’industria; 4 seggi per i servizi alle imprese; 3 seggi per l’artigianato; 2 seggi per il turismo; 1 seggio invece per la cooperazione, per organizzazioni sindacali dei lavoratori, per associazioni dei consumatori, per ordini e professioni, per credito ed assicurazioni e 1 seggio riservato ad altri settori.

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