16/02/2017

Ecco chi fa affari sui migranti

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Una settantina di strutture sparse in una trentina di comuni per accogliere circa 2800 migranti. Questo il quadro attuale della provincia di Benevento. La corsa ad organizzare centri è stata alimentata dalla possibilità di fare business. Nella fruttuosa attività si sono lanciati così anche imprenditori senza scrupoli. Accanto al protagonismo solidale di tante cooperative, che operano in sedi accoglienti ed attrezzate, sono spuntate come i funghi, improvvisate organizzazioni, per sfruttare i 35 euro al giorno previsti dal governo per ogni migrante.

Dall’oggi al domani tanti edifici disabitati sono stati risistemati con quattro pennellate, masserie cadenti abbandonate da anni ristrutturate velocemente, ristoranti dismessi riciclati, vecchi casolari adattati, senza riscaldamenti. L’emergenza ha fatto chiudere sicuramente un occhio. Così anche strutture inidonee ed inagibili, mai collaudate e condonate, con stanze strette ed ambienti angusti, hanno avuto l’autorizzazione  per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Quando si alza il coperchio si scoprono tante situazioni scandalose.

L’ultimo centro posto sotto sequestro è quello di Madonna della Salute, in Contrada Montecalvo, sulle colline  di Benevento. Qui 74 migranti nigeriani vivevano in condizioni igienico-sanitarie indegne ed incivili. La magistratura di Benevento ha accertato che l’edificio era stato aperto e messo in funzione grazie ad un falso  certificato di agibilità. Pe questo il Gip Roberto Melone ha ordinato ai Nas dei carabinieri di sequestrare la struttura.

L’inchiesta, condotta dal Procuratore della Repubbica, Giovanni Conzo, è cominciata nel 2016 e gli indagati  con l’accusa di falso e truffa sono il santagatese Giuseppe Caligiure, amministratore della Coop Maleventum, i coniugi beneventani  Nunzia Romano ed Angelo Collarile, la prima proprietaria della struttura ed il secondo imprenditore edile, già coinvolto nella vicenda degli appalti truccati al comune di Benevento, insieme al cugino Angelo Mancini, ex dirigente che avrebbe visto in anteprima le offerte delle gare col laparoscopio, poi licenziato dalla giunta Mastella.

Quello di Contrada Montecalvo si chiama Centro Damasco 13 e fa parte di una catena che fa capo a Paolo Di Donato, ex consigliere comunale  berlusconiano di Sant’Agata dei Goti, di professione consulente aziendale. L’intraprendente imprenditore ha creato un piccolo impero nel settore dell’accoglienza. Il Consorzio Maleventum, infatti, gestisce una quindicina di strutture nel Sannio e più di mille migranti, da Benevento a Sant’Agata dei Goti, da Dugenta a Durazzano. Per un giro d’affari da 24 mila euro al giorno.

Il suo nome è rimbalzato anche sulla stampa nazionale ed è finito in alcuni talk show, da “La Gabbia” a “Piazza Pulita”, da “Striscia la notizia” a “L’Arena” di Giletti. La sua performance imprenditoriale gli ha consentito una vita da nababbo, che egli sfoggia con esuberanza  nel suo profilo facebook, con foto eloquenti che lo ritraggono alla guida di un motoscafo oppure accanto ad una rosseggiante Ferrari. Ecco come si racconta all’inviata di Piazza Pulita: “Siamo dei professionisti, non rappresento la Caritas, né il volontariato. Politicamente vengo dal Pdl, poi sono passato al Ncd, perché condivido gli ideali di Nunzia De Girolamo. Alle ultime regionali ho votato Forza Italia, dando la preferenza alla signora Mastella”.

Le condizioni difficili del centro di Madonna della Salute erano venute a galla già nell’ottobre 2015,quando i migranti avevano inviato una lettera ad un’associazione nazionale. “Su Maleventum - ricorda Yasmine Accardo, referente della Campagna Lasciateci Entrare - abbiamo ricevuto numerose segnalazioni. Per la struttura di Contrada Montecalvo sono state denunciate le pessime condizioni e la sua lontananza dalla città”. Qui si lamenta anche l’assenza di mediatori culturali e di attività sociali.

La presenza ramificata del Consorzio Maleventum non ha mai incontrato ostacoli, anche per le molteplici conoscenze politiche del presidente, che in più occasioni va ripetendo il ritornello “con me mangiano tutti”. La vittoria in tanti appalti?  E’ dovuta al prezzo ribassato di 28 euro al giorno. Per difendersi dagli attacchi ricevuti non ha esitato a chiamare in causa anche la Cgil di Benevento, accusando il sindacato di assistere con i suoi avvocati alcuni migranti.

“Abbiamo querelato Di Donato per diffamazione - sottolinea la segretaria provinciale, Rosita Galdiero - siamo stati spesso soli a denunciare le terribili condizioni delle sue strutture. Abbiamo trovato situazioni di affollamento, scarsità di vestiario, persone con le infradito in pieno inverno. Davanti ai cancelli ci hanno minacciati, messo le mani addosso, impedito di entrare. Il sindacato assiste gratuitamente i migranti. Da noi si sono rivolti alcuni lavoratori italiani non pagati regolarmente. Di questi problemi abbiamo informato tutti. Abbiamo chiesto un tavolo istituzionale alla prefettura, mai convocato”.

Il 4 gennaio scorso il formidabile Di Donato finì nuovamente alla ribalta della cronaca, grazie ad una video inchiesta del giornalista sannita Alessandro Paolo Lombardo per “Il Fatto Quotidiano”, che portò alla luce la vicenda di un’ex conigliera trasformata in struttura per accoglienza a Contrada San Chirico. Il giorno prima del servizio, l’imprenditore si affrettò a chiudere il centro e a trasferire gli immigrati altrove. “Perché - si chiede Fausto Pepe, consigliere comunale - l’assessore all’urbanistica non spiega cosa è avvenuto a Madonna della Salute e a San Chirico?”.

Il sequestro del “Damasco 13” ha suscitato molto clamore in città e tanti interrogativi. “Come ha fatto la Prefettura a dare l’autorizzazione? -  si domanda Gabriele Corona ,presidente di Altrabenevento - Come è stato possibile non verificare il mancato pagamento del condono, visto che il personaggio  aveva manifestato la stessa inadempienza per l’ex conigliera? Speriamo che la procura vada avanti su tutte le strutture ed accerti come vengono scelti gli operatori, i fornitori e gli affaristi che “mangiano” sui migranti.      

ANTONIO ESPOSITO

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