09/03/2017

L'importanza di avere radici

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Nella vita di ognuno di noi è importante avere radici, si proprio così, come per una pianta che cresce rigogliosa grazie ai suoi canali di nutrimento,  ben saldi nel terreno.

Anche se arriva la bufera può spezzarne qualche ramo, ma non tirarla fuori dalla terra.

E il nostro tempo ha una sua fine, un suo limite … che io chiamo: convenzionale.

Perché quando queste radici ti hanno dato tanto nutrimento, tu ne avrai per sempre e non ti assalirà la paura di perderti, sciolto dai legami.

Ho la fortuna di avere ancora in vita nonna Clara, mentre mi hanno lasciato i nonni Carlo, Giuseppe e Marisa.

La scomparsa recente di nonno Carlo, per nulla togliere ai nonni paterni, miei adorati, ha segnato la fine di un’epoca.

Con nonno Carlo ho trascorso la mia infanzia. Nella sua casa ho mosso i primi passi.

All’uscita da scuola andavo da lui. Tutti i giorni. Quando si è ammalato avevo 10 anni.

In tenerissima età mi ha trasmesso l’amore per lo studio, mi ha avvicinato alla Storia, è stato esempio di rettitudine, equilibrio e generosità.

A quattro anni leggevamo insieme sul divano di casa le riviste ARCHEO.

Restavo sbalordito da quelle antiche civiltà.

E poi quando mi raccontava della sua vita, le sue avventure di bambino ai tempi della guerra, io restavo senza fiato.

Quanto era bravo nonno a raccontare. Lo consideravo il mio Gladiatore. Uomo possente, dal cuore tenero.

La sua fantasia era straordinaria. Vicino a lui mi sentivo sicuro. Aveva modi eleganti e raffinati.

Ed era bellissimo quando mi sorrideva.

Anche da più grande usava chiamarmi Pottolo che stava per Giuseppotto.

“Pottolo mio”, mi diceva!

Mi incantavo a guardarlo mentre si preparava per partecipare alle cerimonie religiose come Cavaliere del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Lo guardavo indossare quei paramenti e la mia mente volava lontano … al Sepolcro !

Mi sembrava ancora più alto, più robusto, fiero e correvo con i miei genitori in centro città a vederlo passare in processione.

Ti voglio pensare, nonno Carlo, avvolto in quel bianco mantello crociato. Ai piedi del Padre Santissimo.

Ti vedo, mi sorridi come sempre, ma il tuo sorriso ora è più luminoso che mai!

Ti voglio bene più di prima, nonno Carlo e … per sempre !

GIUSEPPE NICCOLO' IMPERLINO 

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