09/03/2017

Paesaggio a chi?

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Il 14 marzo prossimo è la prima Giornata nazionale del Paesaggio, istituita lo scorso anno dal Ministero dei Beni Culturali. L'art. 9 della Costituzione dice che la Repubblica 'tutela' il paesaggio. Il Consiglio d'Europa ha in carico l'attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio del 2000, firmata dagli stati membri a Firenze. Questo per dire che chi si interessa di paesaggio non deve essere scambiato per un sognatore sfaccendato, tant'è che la UE dispone di apposita struttura operativa per la selezione e il finanziamento di progetti rivolti alla conservazione, alla valorizzazione e alla ricostituzione degli elementi naturali e umani di questo patrimonio fondamentale della vita sul pianeta terra.

Carmine Nardone si può classificare come un 'sognatore tutt'altro che sfaccendato', poiché alla tematica ha dedicato anni di studio e di insegnamento, ma anche progettualità realizzata con il contributo di tecnici qualificati (accademici, ricercatori, sperimentatori). Il caso vuole che un poderoso volume, curato da Rossella Del Prete e Antonio Leone (prefato dallo stesso Nardone) e realizzato dalla Regione Campania veda la luce alla vigilia della Giornata nazionale. In altra parte del giornale il lettore troverà una sintetica nota di cronaca del convegno organizzato da FUTURIDEA per affrontare questa complessa problematica. L'Italia ha, infatti, firmato la Convenzione e, però, è tra i paesi dai quali partono verso il 'centro' numeri troppo esigui di domande documentate di finanziamenti.

La segretaria esecutiva della Convenzione Europea, Maguelonne Déjeant-Pons, accompagnata dall'esperto del Consiglio d'Europa per le attività di applicazione, il calabrese Felice Spigola, hanno preso parte al convegno e ha fornito informazioni anche di dettaglio. Di amministratori e politici nostrani presenti si può dire che sono già troppe le dita di una mano per contarli. Ci conforta e ci induce a credere che sia stato contagiato dal tema il giovane consigliere regionale, nonché vicepresidente della Commissione Agricoltura del consiglio regionale, Erasmo Mortaruolo.

Il problema è che l'Europa appare distante e lontana perché né il governo centrale, né le amministrazioni locali hanno capito che bisogna attrezzare strutture burocratiche per gestire la complessa fase di interlocuzione, partendo da una indispensabile informazione verso il basso e finendo con una competente assistenza tecnica ai soggetti che intendono proporre progetti. Gli stessi enti locali vivono in un limbo di sterile opacità. Anziché rafforzare procure e autorità ossessionate dall'idea di sconfiggere la corruzione, sarebbe molto più valida una autorità nazionale che promuova, coordini, assista e raccolga tutto ciò che l'Europa si attende e la base del paese non produce per mancanza di informazioni primarie.

Serve qualcuno che dal centro (oltre a governo e ministeri) faccia conoscere e fornisca direttive logistiche su ciò che è programmato a Strasburgo e a Bruxelles e definisca le competenze di Regioni, Province (sì, le province vanno rianimate) e Comuni. Ma Regioni, Province e Comuni devono attrezzarsi con uffici in grado di leggere, istruire e produrre (nel rispetto dei termini) la documentazione giusta. Gli enti locali devono interpellare e sollecitare le associazioni di  categoria, le quali a loro volta possono giungere agli utilizzatori finali. Leggo sul sito del Comune di Benevento, alla voce Organizzazione, che c'è un Settore Territorio Ambiente articolato in due Servizi: Ambiente ed Energia (Prevenzione - Adozione aiuole, bollino verde - Piano dell'energia) e Verde pubblico (Pianificazione del Verde cittadino - Manutenzione e Monitoraggio degli interventi, Decoro Urbano). Testuale, compresi trattini e virgole.

Sotto la voce Attività Produttive può leggersi, testualmente

Agricoltura
Gestione delle attività riguardanti il servizio agricoltura: procedure connesse alle attività di agriturismo, nonché altre attività di verifica e controllo connesse alla trasformazione e al trasporto di prodotti agricoli. Promozione e assistenza alle imprese nelle iniziative di riconversione della coltura del tabacco. Assistenza alle imprese.

Se è questo il livello di debolezza culturale che ha sovrinteso alla 'organizzazione' dei servizi di un comune capoluogo, si capisce che un assessore o un capo ripartizione non senta il bisogno di entrare in contatto con il più vasto mondo nel quale si discute di questioni vere e di programmi che riguardano la vita e il futuro delle nostre comunità. Altro che adozione aiuole e bollino verde. Magari andrà alla Giornata del Paesaggio se qualcuno, il 14 marzo, penserà ad organizzarla.

MARIO PEDICINI

Nella foto di Lucia Gangale una veduta della 'Bella dormiente del Sannio'

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