23/04/2017

Papa Orsini sempre più vicino alla beatificazione

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Recentemente si è concluso, dopo 5 anni dalla sessione di apertura, il processo diocesano di beatificazione di Papa Benedetto XIII. A presiedere la cerimonia di chiusura dell'inchiesta diocesana nell'aula della Conciliazione del Palazzo apostolico lateranense, il Cardinale Vicario di Roma Agostino Vallini.

Con lui erano presenti anche i membri del Tribunale ecclesiastico diocesano che ha condotto l'inchiesta: Mons. Giuseppe D'Aronzo giudice delegato, Don Giorgio Ciucci promotore di giustizia e Marcello Terramani notaio attuario. A rappresentare la diocesi e la città di Benevento l'Arcivescovo Felice Accrocca ed il Vicesindaco Erminia Mazzoni. La documentazione raccolta passerà ora al vaglio della Congregazione vaticana per le cause dei santi. Un Papa che per il popolo è già santo.

Ce ne dà testimonianza la storia, satura di esempi luminosi sia nel campo della spiritualità che dell'azione pastorale e sociale, davvero ineguagliabile. Orsini è stato un Papa umile che ha dato tutto ai poveri e ai deboli, prodigandosi in opere socio assistenziali pionieristiche. E' stato un Papa moderno, già libero dalle eccessive preoccupazioni politiche, interamente dedito alla guida e alla istruzione del popolo di Dio.

La pastoralità è l'unica chiave per comprendere la sua vita straordinaria e la sua opera poliedrica. Si lasciò sempre guidare da tre grandi passioni: il Vangelo, le anime e lo splendore spirituale della Chiesa.

Nel 1755, a 25 anni dalla morte, fu depositato presso la Sacra Congregazione per i Riti il “processo informativo” per la beatificazione compilato dalla Curia di Tortona. Sempre a Tortona si trova il processo portato poi al termine nel 1931. Fu Pio XI a dichiararlo Servo di Dio proprio nel 1931. Il processo fu poi rimesso nel cassetto in attesa di chiarimenti. Destarono perplessità sia il ruolo del suo segretario Cardinale Niccolò Coscia di Pietradefusi, condannato subito dopo la morte del pontefice a 10 anni di carcere per abuso di potere, sia il comportamento del gruppo di beneventani divenuti suoi collaboratori di fiducia nella Curia vaticana. Giocò un ruolo turbolento anche l'invidia e la gelosia degli altri curiali nei riguardi dei preferiti beneventani. La continua ripresa del processo di beatificazione e canonizzazione dice chiaramente che Vincenzo Maria Orsini è morto in odore di santità e dice pure la secolare continuità della fama di santità di Papa Orsini.

Il 24 febbraio 2012, con Papa Benedetto XVI, a 282 anni dalla morte si è finalmente riaperta la causa di Papa Benedetto XIII, al secolo Pierfancesco Orsini, il 24 febbraio 2017, a 5 anni esatti dalla sessione di apertura.

Benedetto XIII, 245° Papa della Chiesa cattolica (Gravina in Puglia 2 febbraio 1649 - Roma 21 febbraio 1730) nasce col nome di Pierfancesco Orsini da Ferdinando III duca di Gravina, e da Giovanna Frangipani della Tolfa, figlia del duca di Grumo. Primogenito di 6 figli (Pierfancesco, Fulvio, Domenico, Aurelia, Scolastica e Dorotea), orfano di padre ad appena 8 anni, eredita il ducato paterno ma rinuncia in favore del fratello Domenico, a Venezia veste l'abito religioso dei Domenicani il 12 agosto 1668 col nome di Fra Vincenzo Maria nonostante la contrarietà dei familiari, ordinato sacerdote il 24 febbraio 1671 e il 22 febbraio 1672, all'età di 22 anni, Papa Clemente X lo nomina Cardinale, Prefetto della Congregazione del Concilio e membro di molte congregazioni, Arcivescovo di Manfredonia il 28 gennaio 1675, Vescovo di Cesena il 22 gennaio 1680,  Arcivescovo di Benevento il 18 marzo 1686, eletto Papa col nome di  Benedetto XIII il 29 maggio 1724, muore il 21 febbraio 1730 a 81 anni di età, il suo corpo fu dapprima inumato nella Basilica di San Pietro e dopo tre anni traslato in Santa Maria sopra Minerva, dove speriamo di recarci presto a venerarlo come Beato e poi Santo.

Papa Orsini ha conservato anche da Papa la carica di  Arcivescovo di Benevento. Ha servito per 44 anni la Chiesa Sannita, nei 38 anni di residenza ed anche nei 5 anni, 8 mesi e 23 giorni di pontificato. Ha amato intensamente la Terra Sannita e l'ha guidata con impareggiabile zelo, lungimiranza e generosità. E' giustamente considerato il “secondo fondatore della Città di Benevento”. Fu “sacerdos non princeps”, “successore di Pietro e non di Costantino”, un modello esemplare per parroci e vescovi.

PASQUALE MARIA MAINOLFI

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