17/05/2017

Mastella a tutto campo nella redazione di Realtà Sannita

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“Io vado avanti in maniera frontale per elevare la città e non mi spaventa la lotta feroce”, questo le parole pronunciate nella redazione di Realtà Sannita da Clemente Mastella: voce ferma, sguardo determinato e sorriso di chi la sa lunga.

E c’è da credergli visto il netto anticipo sull’orario prefissato con cui è giunto nella nostra sede per poi correre ad affrontare i numerosi impegni che lo attendono quotidianamente.

Il primo cittadino di Benevento si appresta a soffiare sulla prima candelina del suo mandato: “Ringrazio ancora una volta tutti coloro che hanno creduto in me e mi hanno voluto come loro sindaco dopo le ben note vicende giudiziarie che hanno investito la mia persona e la mia famiglia, quindi la vittoria è stata ancora più appagante e forte dal punto di vista sentimentale. Un conto, infatti, è vincere mentre sei in auge, un altro, invece, quando ti buttano giù per una serie di cose, che poi comunque ho chiarito e risolto”.

Mastella sgombra subito il campo dalle illazioni di chi pensa che la sua attuale carica gli serva come trampolino per tornare a Roma: “Io non faccio il sindaco perché non ho altro da fare, io avrei altro da fare ma faccio il sindaco, in quanto ho preso un impegno con la mia gente. Potrei tranquillamente tornare a fare il deputato o il senatore viste le richieste di più componenti politiche, ma, come ho detto già altre volte, ho l’ambizione di concludere la mia carriera politica facendo il sindaco di Benevento e dunque resto qua. Ho trovato una città isolata, indolenzita, ammalata, in precarietà dal punto di vista di natura sociale e priva di particolari modalità che possano renderla appetibile ed attrattiva nonostante la sua indiscussa bellezza, pertanto sto tentando di calamitare l’attenzione su questo capoluogo. Quando Galli della Loggia è venuto a Benevento mi ha chiesto ‘Come ti chiamo: ministro, senatore o sindaco?’, poi si è fermato un attimo e ha detto ‘Sindaco’. Sì perché oggi fare il sindaco è il dato più intrigante del rapporto diretto tra chi fa politica e l’opinione pubblica ed io mi confronto spessissimo con i miei concittadini”.

Da qui la sua voglia di riconquistare ancora una volta Palazzo Mosti nella prossima tornata elettorale, nonostante avesse dichiarato di voler fare il sindaco della “capitale del Sannio” solo per cinque anni.

“Come diceva il mio professore ‘pensavo che piovesse, ma non che diluviasse’, quando mi sono insediato sapevo che avrei trovato un buco di svariati milioni, ma non immaginavo che saremmo arrivati alla cifra stratosferica di 110 milioni di euro e non sono ancora finiti. Io spero che in tre anni si possano contabilizzare le perdite secche e dopodiché andare avanti, insomma, prima di tornare alla normalità bisogna aggiustare i conti solo così io e la mia Amministrazione potremo muoverci in maniera più agevole”.

Ma Mastella non nasconde anche un altro aspetto della sua voglia di ricandidarsi: “In Consiglio comunale vedo alcuni ambiziosi giovinastri i quali mi hanno lasciato nel momento più drammatico della mia vita politica ritenendo che all’interno del Pd avessero fasti, diventassero sindaci e parlamentari, tutte ambizioni ridicole e anche abbastanza modeste rispetto alle loro reali capacità. ‘Mastella il vecchio, Mastella l’archeologia’, ebbene, Mastella ha stroncato e stronca sul nascere le velleità di certi personaggi. Ma racconterò di più: l’attuale sottosegretario (Umberto Del Basso De Caro, ndr) comunicò a Gargani ‘Dì a Mastella che non si presentasse, perché al massimo piglia il 5-6% a Benevento, quindi fa una figuraccia e finisce male la sua carriera’. Ci credo che ora sono incazzati neri, perché pensavano di farcela con tutta la ragnatela di clientele che avevano messo in piedi, consideravano la città patrimonio loro e dunque che io non avrei vinto”.

A chi gli fa notare dove fosse mentre in città si susseguivano le varie amministrazioni comunali, la fascia tricolore risponde: “Finita l’epoca del sindaco Pietrantonio, io per più di venti anni non ho toccato palla al Comune di Benevento. Dieci anni c’è stato un signore di destra, cinque anni un altro sempre di destra, tranne un anno in cui vinse quello che mi ha preceduto mentre ero ministro della Giustizia e fu un epidemia di gioia in città, passato quell’anno io con le mie vicende sono stato abbandonato completamente, ergo non ho avuto a che fare con loro”.

Riguardo poi la riflessione pubblica annunciata recentemente dal Pd e programmata a luglio per discutere dell’operato del primo cittadino, Mastella con nonchalance dichiara: “Al Pd ho già risposto, loro hanno fatto un disastro ed io sto riparando i cocci rotti”, quindi aggiunge: “Questi signori che vogliono fare una conferenza contro di me sono gli stessi che all’ultimo referendum hanno votato per il Sì, che significava abolire le Province, mentre io dissi subito - anche a Renzi di cui sono amico - che invece avrei sostenuto il No e dunque a questi paladini del popolo beneventano chiedo: in quale provincia ora avrebbero blaterato contro di me?”.

Infine la chiosa: “Nel bene o nel male io sono la storia del Paese, sto nell’enciclopedia della Treccani, le truppe mastellate e così via, questi manco sono la cronaca, quindi di chi parliamo…”.

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it

Foto Roberta Giusti

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