15/06/2017

Stravinsky & Gesualdo, un nuovo lavoro di Giuseppina Finno

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Si intitola Stravinsky & Gesualdo ed è edito da La Stamperia del Principe, il bel saggio di Giuseppina Finno, già docente di Lingue e letterature straniere, sulla presenza del grande musicista russo nei luoghi del madrigalista Carlo Gesualdo. Come afferma la nipote del musicista, Marie Stravinsky: Il viaggio che Igor Stravinsky compì nel 1956 a Gesualdo, per visitare il Castello del Principe madrigalista, ha avuto un ruolo importante nella memoria della comunità gesualdina e, forse, ha dato impulso affinché oggi questa memoria resti viva e vegeta.

Giuseppina Finno, per anni attiva nell’associazionismo locale, attiva ed interessata cultrice di storia del proprio paese, ha, con questa bella pubblicazione che scorre in maniera piacevolissima, non soltanto, come lei afferma, dato risposte alle sue personali curiosità, ma ha anche colmato un vuoto presente nella pubblicistica locale, dal momento che per la prima volta una pubblicazione specifica si interessa dell’incontro di Stravinsky con questo meraviglioso centro dell’Irpinia, situato tra le Valli Fredane e dell’Ufita, in magnifica posizione panoramica.

Il saggio, corredato di foto d’epoca e dei riferimenti bibliografici, si compone di sette brevi capitoli e si offre al lettore in una veste grafica di grande pregio ed accuratezza. L’autrice, che nel corso degli anni e di tante conferenze e serate musicali, anche di grande prestigio, ha raccolto appunti e notizie, com’è logico che sia comincia la sua narrazione partendo dalla figura di Carlo Gesualdo, il principe di Venosa, il quale, a distanza di quattrocento anni dalla morte, continua ad esercitare enorme fascino per via della sua figura di uomo tormentato e per la straordinaria modernità della sua musica.

Vissuto tra ‘600 e ‘700, Gesualdo incarna le contraddizioni di un’epoca in piena trasformazione, in bilico tra spinte riformistiche del pensiero laico rinascimentale e tendenze controriformistiche della Chiesa Cattolica. Durante la sua permanenza nel castello di Gesualdo, il principe ne fece una corte dove si componeva ed eseguiva musica di altissimo livello, che nulla aveva da invidiare a quella eseguita alle corti di città come Roma, Venezia, Ferrara. Un centro di respiro davvero internazionale, dal momento che Carlo Gesualdo, nobile di grandi mezzi, tra i componenti della sua corte alloggiava i cantanti ed i musicisti della sua orchestra. Tra le protagoniste del Concerto delle dame vi erano donne di elevata cultura, come Margherita Gonzaga e Tarquinia Molza. Alla corte di Gesualdo presenziavano anche poeti come Tasso e Guaruni.

Purtroppo, per lungo tempo, la biografia del principe di Venosa si è concentrata quasi esclusivamente sul duplice omicidio da lui compiuto nella sua dimora di Napoli nella notte del 16 ottobre 1590, in quanto sua moglie Maria d’Avalos fu colta in flagrante adulterio con il nobile Fabrizio Carafa. Carlo Gesualdo fuggì quindi da Napoli e si rifugiò nel castello-fortezza di Gesualdo. Il processo venne archiviato il giorno dopo la sua apertura.

Nel convento dei Cappuccini della città irpina è conservata la tela dal titolo “Il perdono di Carlo Gesualdo”, dove il madrigalista appare in ginocchio, con le mani congiunte in atto di preghiera e, accompagnato dallo zio cardinale Carlo Borromeo (fratello della madre, poi santo), per impetrare perdono a Cristo e alla Vergine del duplice assassinio. La vita di Carlo è sconvolta da altri lutti: la morte del figlio Emanuele, avuto da Maria, e quella dell’altro figlio Alfonsino, avuto da Eleonora d’Este, che aveva sposato in seconde nozze (il matrimonio fu tutt’altro che felice). Per non parlare delle malattie e dei patimenti fisici di cui fu vittima il nostro.

E’ il 1956 quando Igor Stravinsky, accompagnato dal suo collaboratore ed amico Robert Craf, fa tappa a Gesualdo, affascinato dal genio musicale del principe di Venosa. L’impatto con il paese è per Stravinsky deludente. Egli infatti scrive: Se non fosse stato per lo stemma sopra l’ingresso, il castello era anonimo. (…) Ed era difficile immaginare lo stato elevato di cultura musicale che una volta fiorì su questa collina abbandonata, i cantanti, i musicisti, i coristi della chiesa, e, non ultimo, il grande compositore, anche se emotivamente squilibrato, i cui ultimi libri dei madrigali erano stati stampati qui. Altro motivo di rammarico per Stravinsky è che nessuno dei gesualdini conosca la figura del principe di Venosa, e tanto meno il valore della Pala del perdono, che fu lo stesso Carlo Gesualdo a commissionare a Giovanni Balducci nel 1609.

Nel 1959 Stravinsky fa di nuovo tappa a Gesualdo e, di ritorno a Napoli, scova la tomba del compositore nella pavimentazione del Gesù Nuovo.

I viaggi degli anni Cinquanta permettono a due geni musicali di incontrarsi.  Ed è proprio grazie a Stravinsky che si comincia a comprendere l’unicità di Carlo Gesualdo, definito da lui musicista senza padri e senza figli, un pianeta senza satelliti nella storia della musica. Attraverso l’opera di Stravinsky la musica del madrigalista rinascimentale comincia ad essere eseguita in tutto il mondo, anche grazie all’opera di completamento di alcuni madrigali scritti dal principe ad opera del musicista russo.

Molti sono i personaggi che nel corso del tempo si sono succeduti a Gesualdo per rendere omaggio al principe madrigalista. Giuseppina Finno li elenca a partire dalla pagina 43 del suo interessantissimo lavoro, ma non li riportiamo qui per non rovinarvi il piacere della lettura.

Resta il fatto che il passaggio di tanti illustri personaggi e l’eredità lasciata da Carlo Gesualdo hanno oggi impresso un segno nella vita culturale della città, la cui Amministrazione ha deciso di scommettere sulla formazione musicale, facendo del Castello un centro europeo di alta formazione musicale. In città, tra l’altro, è già presente un Liceo ad indirizzo musicale. Ricordiamo che, nell’ottica di tali interventi di qualificazione della città, il prossimo 24 giugno 2017 presso il Castello vi sarà Inaugurazione Mostra “Carlo Gesualdo. Gli strumenti musicali”, a cura di Luigi Sisto, docente di Storia degli strumenti musicali presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

LUCIA GANGALE

www.luciagangale.blogspot.com

Stravinsky & Gesualdo ISBN 978889068305

Edizioni La Stamperia del Principe - Gesualdo (AV)

Pagg. 64

Euro 12,00

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