19/06/2017

Quei play-off sempre mancati

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Un traguardo nemmeno immaginabile. La squadra giallorossa con i play off non aveva mai avuto un buon rapporto. Piazzamenti buoni anche ottimi per gli spareggi promozione, ma alla fine obiettivo sempre fallito. L'ultima vittoria risale addirittura alla stagione 1998-1999 a Lecce, nella finale play off di Serie C2.

In quella occasione un terzino sinistro dal nome Stefano Mastroianni regalò la promozione in C1 contro il Messina. Poi nessun'altra gioia. Questa volta no. Il “Paolo Rossi” del mondiale 1982, cioè un giocatore che nessuno si aspettava, un rumeno, il cui cartellino è di proprietà dell'Inter, George Puscas, ha fatto il botto. Per tutto l'anno era stato più fuori dal campo e quasi tutti si erano dimenticati di lui, fino a quando, entrato in campo, ha cominciato a regalare emozioni e si è rivelato l'uomo decisivo dell'ultimo mese della stagione.

Come per magia i fantasmi sono spariti e la maledizione play off, testimoniati da 9 tentativi falliti, è stata sfatata E alla grande. In città serpeggiava certo entusiasmo, ma anche la paura di vedersi lasciare scappare via la serie A sul proprio rettangolo verde era concreta.

Mai festeggiare prima. Qualcuno evidentemente ci ha messo un paio di lustri per capire che si festeggia dopo, non prima della vittoria. Poi alle 2.00 dell'8 giugno è scoppiato il tripudio in città. Prima la premiazione con medaglie e fuochi giallorossi e poi l'occupazione festante della città quasi incredula. Viale Mellusi sembrava Rio de Janero a Carnevale. E difatti erano proprio carri di carnevale, pieni zeppi di tifosi a sfilare. Streghe da tutte le parti. Su carta, su bandiere, in costume. Insomma streghe svolazzanti, streghe stanziali, streghe su macchina, streghe su bicicletta, streghe persino sui cani a guinzaglio.

Streghe al rione Libertà, al magnifico Arco di Traiano, alla Rocca, a piazza Risorgimento.

Decine di migliaia di persone hanno atteso i propri eroi che si sono materializzati alle 2.00 di una notte tutta giallorossa con il pullman scoperto.

Cori striscioni, attesa per la trasferta all'Olimpico e sfottò contro i cugini irpini.

Calciatori che si sono trasformati per una notte anche ultras a lanciare fumogeni o cori ad una piazza inebriata e impazzita o anche altri che assomigliano a Sebastian Vettel dopo una cavalcata trionfale in un gran premio a stappare spumanti.

Una favola, forse più bella di quella della serie B, forse perché più stratosferica di quella che pure era stata inseguita da tanti anni.

La serie A è un giusto riconoscimento ad una società per gli innumerevoli sforzi fatti in questi anni, una tifoseria bella, colorata e numerosa e anche un'occasione si spera di un rilancio anche della città.

DIEGO DE LUCIA

giornalista di Gazzetta di Benevento

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