19/06/2017

Tanto tuono' che piovve

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Dopo tante vicissitudini anche brutte del passato, che hanno visto i mancati tentativi di tante cordate per portare il calcio beneventano nell’olimpo, una decina di anni fa due fratelli. Ciro ed Oreste Vigorito,  rilevando la società da un ennesimo sconcertante fallimento oramai dietro la porta, forti del loro entusiasmo e della grandi capacità  imprenditoriali, manifestarono la volontà di ripartire.

Ero presente quel pomeriggio nel salone del President di via Perasso, e capii subito che  l’impresa non era per niente semplice. Comunque, non so perché, ero anche fiducioso che sarebbe potuta essere la volta buona. Del resto, Ciro Vigorito era un vero intenditore di calcio, ma la morte non perdona e la “patata bollente” è passata  nelle mani del fratello Oreste, che all’epoca non aveva tanta dimestichezza con il difficile mondo del calcio. Poi, però, da grande imprenditore qual è sempre stato, ha preso il coraggio a due mani mettendosi subito al lavoro per raggiungere traguardi  di grande spessore, e cercare di portare il calcio beneventano nelle categorie che contano.

E così in soli due anni  siamo passati  dalla Lega Pro alla Serie A, con un solo anno di “purgatorio” in Serie B.

E subito dopo  la realizzazione  dell’impresa Oreste Vigorito è stato sincero: “Con mio fratello Ciro ci eravamo promessi di portare il Benevento in serie A e l’impegno l’abbiamo mantenuto, grazie anche alla regia di Marco Baroni ed a ragazzi fantastici”.

Ora ne gioiamo tutti, e sono sicuro che il sogno diventato realtà darà maggior vigore alla città ed a tutto il Sannio, ricco di tanta storia e civiltà.

Ma, da decano dei giornalisti sportivi e non della nostra città, in questo momento di grande gioia i miei ricordi vanno anche a due uomini che hanno voluto sempre grande il nostro calcio: Ciro Vigorito e Carmelo Imbriani, che non sono più su questa terra e non hanno potuto gioire insieme con gli oltre 18.000 dello stadio. Una volta, nella Grecia antica, esisteva l’Olimpo, il monte sacro dove  risiedevano gli eroi di tutti i tempi. Ora quell’Olimpo  non esiste più, ma dobbiamo essere in grado di farlo  rivivere nei nostri sogni, inseriti nella realtà della vita.

GUERINO PIETRAROIA

Decano dei giornalisti sanniti  

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