06/07/2017

Villa Comunale, il modesto consiglio di un potatore folle

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Gli occhi di assessori e dirigenti comunali sono appuntati sulla Villa Comunale. Finalmente si decide di tenere sotto osservazione gli antichi alberi del polmone verde. Giusto abbattere il pino che da anni si scostava sempre più pericolosamente dal gemello. Giusto riflettere sulla salute dei lecci. Poco condivisibile l'idea di “potenziare” i prati.

Una sola domanda. Cari amministratori riuniti, avete mai visto pecore pascere in un bosco? I prati-pascoli devono stare al sole. Qui, nella Villa Comunale gioiello di Benevento, al tempo dell'ultima sistemazione sotto l'egida della Sovrintendenza ai Monumenti, si inventarono il prato all'ombra dei lecci e degli ippocastani. Si ritenne che l'erbetta non crescesse per mancanza d'acqua e giù ad innaffiare. Il risultato è che l'umidità ha portato il muschio sui rami degli alberi: segno inequivocabile di cattiva salute (come, più o meno, il catarro per un vecchio).

Il modesto consiglio di un potatore folle è di abbandonare ogni idea di prato, magari piazzare qualche rododendro, ma soprattutto provvedere ad una potatura rispettosa della natura di ciascun albero, sfoltendoli ed eliminando tutti gli “arricchimenti” più o meno fantasiosi, compresi quelli celebrati in lontane feste degli alberi.

E ricordatevi, anche per altre piazze civiche, che le pecore non pascolano nei boschi, non perché non gli piace l'ombra, ma perché lì di erba non ce n'è.

MARIO PEDICINI

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