18/07/2017

Piccoli accorgimenti per una città illuminata

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Quando si vive in centro, o in luoghi molto frequentati, è più facile accorgersi delle difficoltà che ostacolano il normale andamento dell'esistenza civile. Che siano residenti o commercianti, c’è comunque chi spinge non solo per una regolare maniera di gestire la cosa pubblica ma specialmente per ricercare migliorie funzionali, e magari realizzare utili iniziative complementari per innalzare la condizione di vita, con particolare riguardo alla sicurezza urbana.

Camminando sui marciapiedi della periferia (per la precisione su Via Pacevecchia), oltre alla solita concentrazione da tenere per non inciampare in buche, aiuole deformate e mattonelle saltate, l'attenzione s'è calata sui pali della pubblica illuminazione. Avrebbero bisogno di sicuro di una riverniciata, soprattutto alle basi, dove il pericolo di ribaltamento in caso di avanzata ruggine è dietro l'angolo; ma avrebbero soprattutto necessità di una revisione, una sorta di manutenzione straordinaria, là dove si cela più di ogni altra cosa il pericolo di rimanere attaccati al palo.

La foto è illuminante perché dimostra, più di tante parole, quali sono i possibili pericoli che si possono generare.

Gli sforzi dovrebbero garantire sempre il medesimo risultato: migliorare gli aspetti funzionali soprattutto nel rispetto dei requisiti prestazionali, magari implementando le dotazioni e la sicurezza relative ai sottoservizi di natura elettrica (linea elettrica, cavidotti e relativi pozzetti di ispezione).

E ragionando di pubblica illuminazione, magari si potrebbe anche pensare di servirsi di nuove tecnologie, soprattutto per il risparmio energetico (installazione di nuovi elementi illuminanti più performanti, in parte a led per l'illuminazione diffusa, e in parte con lampade più idonee per l’illuminazione di punti specifici), utilizzando anche sistemi di controllo automatici, osservando al contempo le disposizioni della Legge regionale n. 12 del 25 luglio 2002, sempre in vigore, che detta norme per il contenimento dell’inquinamento luminoso e del consumo energetico da illuminazione esterna pubblica e privata a tutela dell’ambiente, e per la corretta valorizzazione dei centri storici.

Per riduzione dell’inquinamento luminoso si intende ogni forma di irradiazione di luce artificiale rivolta direttamente o indirettamente verso la volta celeste, che si disperde al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata e, in particolare, oltre il piano dell’orizzonte. E giusto per tenerci alle norme ricordiamo che l'art. 2051 del c.c. sancisce che l’ente proprietario dell’impianto di illuminazione risponde degli eventuali danni cagionati, per effetto del rapporto di custodia che sussiste con il bene demaniale.

Come dice una massima forse abusata ma mai stantia: prevenire è meglio che curare.

UBALDO ARGENIO

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