14/09/2017

La Madonna Nera di Moiano, una fede struggente

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Il fiore all'occhiello di Moiano, ridente cittadina della Valle Caudina è la nota e veneratissima Madonna Nera della Libera di pregiata e antica fattura, che fa di Moiano il “Giardino di Maria”.

La festa dell' 8 settembre di ogni anno è satura di misticismo e di vera devozione.

Questa devozione affonda le sue radici in tempi assai lontani, almeno nel XIV secolo. Nel 1500 i fedeli di Moiano tributarono grandi onori alla Madre di Dio venerata sotto il titolo di “Santa Maria de Mojano”. Ne fanno fede i documenti conservati nell'archivio vescovile di Sant'Agata de' Goti.

Il 20 marzo 1525 il vescovo Giovanni Ghevara avendo trovato la chiesa di Santa Maria de Mojano in stato di abbandono e di rovina la unì alla parrocchia di San Pietro. Nei pressi del luogo dove sorgeva la chiesa della Madonna furono rinvenute monete bizantine con l'iscrizione di Costantino VII (905-959), imperatore di Costantinopoli. Queste monete possono testimoniare il culto di una icona greca, la Vergine del Segno, con il Figlio sul grembo, portata dall'oriente al tempo delle lotte iconoclaste e poi usurata dal tempo.

L'antica icona nel XV secolo fu trasformata in una statua che in pieno Rinascimento conservò il colore nero dell'antica icona. Il culto non rimase chiuso tra le mura della chiesa né circoscritto nella piccola comunità parrocchiale. La grande devozione dei moianesi ne diffuse il culto in tutta la Valle Caudina ed anche oltre. Una devozione che ha dello straordinario ancora oggi.

Il Papa Innocenzo XII concesse nel 1700 l'indulgenza plenaria ai fedeli e ai pellegrini che nella festa dell' 8 settembre peregrinavano ai piedi della Vergine nella “Chiesa di Santa Maria de' Liberi”. Nei secoli successivi la devozione è andata sempre più crescendo con la realizzazione della cappella eretta nel 1905 e la scuola d'infanzia intitolata alla Madonna della Libera.

Nel 1914 la solenne incoronazione della statua, il 26 giugno 1991 la benedizione di San Giovanni Paolo II nell'aula Paolo VI, dopo un accurato restauro realizzato a Firenze dal prof. Graziadei Tripodi. Papa Wojtyla formulò il fervido augurio di una rinnovata vitalità della comunità di Moiano nella imitazione di Santa Maria della Libera, esempio di fedeltà e modello di dedizione alla volontà di Dio. L'8 settembre 2014 la festa del centenario della prima incoronazione della statua. Quest'anno poi è stato chiesto a me guidare il novenario in preparazione alla festa dell' 8 settembre. Un'esperienza faticosissima, spiritualmente intensa e indelebile.

Dalle 5 del mattino fino a tarda sera il popolo di Moiano, ogni giorno ascolta la Parola di Salvezza, prega, loda, canta la bellezza e la santità della Santa Vergine e la invoca tra lacrime e nenie antiche e struggenti. I gesti penitenziali, la mobilitazione generale di tanti volontari, lo zelo del giovane parroco Don Josif Varga, mio allievo nella Scuola di Teologia, la lunga e intensa visita della Madonna per tutte le strade del paese e il tradizionale “strascino” ove con grande discrezione tanti penitenti strusciano con la lingua sul pavimento dalla porta della chiesa fino al trono dell'amata Madonna Nera per sciogliere un voto o per chiedere grazie.

La scena è struggente e muove alle lacrime. Il fiume umano orante che mi son trovato di fronte al rientro della Madonna nel suo tempio rimarrà per sempre impresso nei miei occhi e nel mio cuore. Ho potuto contemplare la fede vera, intensa e profonda del popolo di Maria. La commozione mi ha spinto a parole di incoraggiamento e di consolazione, fino a chiamare la Nera Madonna “Zingarella Bella” e il paese che la onora “Giardino di Maria”.

Bisogna andare a Moiano in occasione di questa festa per comprendere che la verità dell'evento è infinitamente superiore alle mie parole.

PASQUALE MARIA MAINOLFI

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