14/09/2017

A proposito dell'intitolazione dello stadio di Benevento

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Egregio Direttore,

leggo sul n. 12 del 15 luglio scorso del suo stimato Quindicinale Realtà Sannita, l'articolo in prima pagina a firma di Pasquale M. Mainolfi, Parroco della chiesa S. Gennaro del Capoluogo, avente titolo: Lo stadio si chiami  “Santa Colomba-Ciro Vigorito”, il quale, nella sua esposizione parte dall'antica Maleventum, per passare alla città papalina. Andando avanti nella gloriosa storia del territorio dei sanniti, ci ricorda che la chiesa di Santa Sofia fu edificata nel 760 dal duca longobardo Arechi II, per poi entrare nell'era dei romani con la battaglia di Benevento del 275 a.C. che a conclusione delle guerre combattute da Pirro, contro i romani assunse la denominazione di Beneventum.

Ma lasciamo stare la gloriosa storia che ci ha fatto esultare con le famose “forche caudine”, alle campane ripetutamente fatte suonare a festa dal prelato della chiesa di San Gennaro, la sera dell'8 giugno del 2017 (data storica per il calcio) in occasione della promozione in A del Benevento Calcio, avente quale presidente il “re dell'eolico”, proponendo addirittura anche la creazione di una cabina di regia istituzionale per valorizzare Benevento e il Sannio.

Il tutto per raggiungere un solo obiettivo, quello di affiancare il nome di “Santa Colomba” a quello di “Ciro Vigorito”, perché il nome posto all'origine allo stadio era quello della Santa, sciorinando per vari stadi italiani, ovviamente dedicati ai “santi” e chiamando a raccolta una intera città pur di avere una condivisione sulla proposta avanzata, considerato che fino alla data del 23 luglio scorso nessuno ha inteso commentare il suo appello, che è stato anche pubblicato sul sito web “Emozioni in rete”, dove Mons. Pasquale Maria Mainolfi ha voluto aggiungere che “Rattrista verificare che l'abbandono dell'antico nome dello stadio, dedicato a Santa Colomba, non abbia mosso una qualche protesta o segnale di difesa della tradizione storico-religiosa, da parte dei cittadini beneventani o dell'autorità politica e religiosa”.

Per la verità, noi diciamo subito che la proposta non è da noi condivisa per svariati motivi.

Il primo fra tutti è la denominazione ufficiale: quando agli inizi degli anni '70 venne presentato dal Comune di Benevento il progetto per la costruzione dello stadio alla Regione Campania, al CONI ed al Credito Sportivo, l'unica denominazione era “costruzione dello stadio di Benevento”. Solo successivamente ed a distanza di molti anni, pur di dare un nome all'impianto sportivo esso assunse la denominazione di “Santa Colomba” dal nome della contrada su cui sorge.

Quindi alla titolazione dello stadio comunale non è stata tolta alcuna denominazione ufficiale.

Ma come mai Mons., Mainolfi, solo dopo circa 7 anni si ricorda che lo stadio ha una diversa denominazione?

Se nell'atto di Giunta comunale n. 330/2010 è stato trascritto più volte Santa Colomba è stato fatto solo per abitudine, perché da allora il nome ufficiale dell'impianto sportivo risulta essere “Città di Benevento - Stadio Comunale di Benevento Ciro Vigorito”, dove ci sarà, davvero, un futuro luminoso.

Per sdrammatizzare l'argomento citiamo la massima popolare che contiene una filosofia spicciola “Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi”.

ANTONIO BURATTO

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LA RISPOSTA DI MONS. PASQUALE MARIA MAINOLFI

Quando si legge un articolo bisogna avere la pazienza di rimanere attenti per comprenderne il contenuto. Ho semplicemente declamato i meriti straordinari della famiglia Vigorito nei riguardi della nostra amata Benevento, e su questo non ci piove.

Ho poi affermato che per promuovere la città - cosa da me intensamente avvertita - occorre associare memoria storica, attualità e futuro perchè senza memoria non c'è futuro. Ecco perchè sarebbe opportuno chiamare lo stadio di Benevento “Santa Colomba - Ciro Vigorito”, come avviene in altre note città. Lo stadio di Milano si chiama “San Siro - Giuseppe Meazza”, quello di Napoli “San Paolo” già stadio del Sole, e così lo stadio Sant'Elia di Cagliari e lo stadio San Nicola di Bari, che onorano ancora i loro celesti patroni.

Mi sono appellato alla squisita sensibilità umana, culturale e religiosa del Presidente Oreste Vigorito e dei nostri amministratori perchè onorino anch'essi la storia ed edifichino il progresso nella verità e nell'amore. Viva Benevento.

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