23/11/2017

La Meloni a Benevento

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Presidenzialismo e federalismo, tutela del prodotto italiano e sovranismo nazionale nel contesto globale ed europeo. Non si risparmia Giorgia Meloni nel mettere in campo i punti programmatici di “Fratelli d’Italia”, di cui è la leader indiscussa. E lo fa introdotta e coordinata da Pasquale Viespoli, davanti ad una sala, quella del Museo del Sannio, gremita fino all’inverosimile, nel pomeriggio del 16 novembre 2017. Smagliante e dall’aspetto più giovane di quello che appare in televisione, l’onorevole Meloni è quasi puntuale all’appuntamento, voluto proprio da Viespoli, in quanto deve rientrare a Roma prima che sua figlia vada a dormire.

«Noi non abbiamo poteri forti alle spalle. Non giornali di partito - afferma -, per cui stiamo facendo questo grande lavoro di raccontare la nostra visione politica». Che c’è, a differenza dei grillini, come dicono lei e Viespoli.

Quest’ultimo facendo notare il cattivo rapporto che Di Maio ha con i congiuntivi e l’abbigliamento stile «vestito della prima comunione, che i grillini non si sono più tolti». Mentre gli strali della Meloni sono diretti alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, la quale «sta facendo esperienza sulla pelle dei romani” e contro Beppe Grillo, del quale afferma: “Il nostro partito ha una lunga storia. Noi eravamo ad ascoltare Paolo Borsellino quando Beppe Grillo stava ancora dicendo “Te lo do io il Brasile”».

La critica è rivolta anche alle posizioni indefinite dei grillini su tematiche di importanza vitale per la politica del momento: «Voi avete mai capito cosa pensano dell’immigrazione? E cosa dell’euro? E dell’europeismo?».

La Meloni rivendica la chiarezza di visione del suo partito su tali temi, nonché “la statura morale” di cui può fregiarsi. Dopo avere elencato i nomi di alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle coinvolti in scandali vari, la leader di Fratelli d’Italia afferma: «La nostra forza sta nella nostra inattaccabilità sotto il profilo morale. Siamo l’unico partito a non avere dato scandali di nessuna natura e a non avere inquisiti nelle proprie fila».

Sulla vittoria di Musumeci in Sicilia la Meloni afferma: «Ha vinto l’uomo giusto, quello che serve alla Sicilia. È una persona onesta, ed in politica l’onestà non è un requisito ma il prerequisito, e poi è competente, che è proprio la dote che serve in politica» (a questo punto nuova stoccata sui grillini).

«L’attuale governo di infami - incalza Meloni -, da quando è andato al potere non ne ha fatta una giusta. Io incontro oggi tanta gente di sinistra che vota per il mio partito, perché la Sinistra, tradizionalmente vicino ai più deboli, ai lavoratori, al popolo, ha tradito tutte le loro aspettative. Ma vi sembra normale che in due ore hanno salvato Banca Etruria e dopo un anno ancora non danno le case per i terremotati dell’Aquila?».

Sul tema scottante dell’immigrazione le sue posizioni sono chiare, come si vede anche dai dibattiti televisivi nei quali la Meloni viene invitata: «Questo governo ha pensato di poter risolvere tutti i problemi con l’immigrazione. Gli italiani non fanno figli? E chi se ne frega, facciamo venire i migranti. Gli italiani non vogliono fare alcuni lavori? Ci mettiamo i migranti. Gli alberghi non hanno ospiti? E chi se ne frega ci mettiamo i migranti. La verità - ha aggiunto - è che dietro c’è un piano ben preciso di sostituzione etnica e l’omologazione dei popoli, per renderci consumatori unici (che la Meloni abbia letto Fusaro, il filosofo contro “il mondialismo dei signori della finanza, la finanza apolide e lo sradicamento dei popoli”?). Vi siete mai chiesti perché l’Europa impone agli Stati membri di produrre e commerciare certi prodotti? Ad esempio perché i formaggi prodotti con il latte in polvere e non con il latte vaccino? Perché la Germania è la maggiore produttrice di latte in polvere e quindi è chiaro che i formaggi che produce non possono competere in qualità con i nostri! È chiaro che la qualità si abbassa a favore dei mercati che vogliano essere più competitivi. Eppure l’europeissima Germania ha delle leggi che sono sovrane rispetto alle leggi europee, nel senso che se una norma europea non fa l’interesse della nazione tedesca, la norma tedesca prevale su quella europea. Ecco perché noi siamo a favore di una modifica nella gerarchia delle leggi. Ecco perché in questo caso anche io voglio essere un po’ più tedesca. Eppure nella nostra Costituzione non c’è nessuna norma che preveda una prevalenza delle leggi italiane nel caso in cui esse non siamo compatibili con i dictat dell’Europa».

E per quanto riguarda il problema lavoro e giovani, in particolare al Sud? La Meloni mette in campo una serie di idee ma avverte: «Un problema così complesso deve essere affrontato nella sua complessità. Se al Sud si produce dieci, quattro unità vanno al Nord. Da Nord, su dieci, solo una unità va al Sud. Il Sud Italia risente di profondi problemi strutturali che rendono difficoltosi e interminabili i collegamenti.

Quando sono andata in Sicilia per la campagna elettorale, ed ho portato con me mia figlia, gli scali aeroportuali e marittimi erano distanti tre ore da Catania e Palermo. La Sicilia potrebbe essere la regione più ricca, con dei tesori inestimabili, ma se non metti le persone nelle condizioni di poterci andare, quella ricchezza rimane lettera morta».

E continua: «Bisogna investire risorse su tutto ciò che i cinesi non ci possono copiare: turismo, da inserire nell’agenda politica come bene primario, al pari del cibo, poi prodotti e infrastrutture. Agevolare le aziende che assumono con sgravi fiscali e Iva al 5%. Perché poi si dice che la gente non fa figli. Non fa figli perché rimane precaria fino a cinquant’anni. Anche io, che sono una privilegiata, mi scontro con tutte le difficoltà che la maternità comporta. Perciò bisogna dare priorità ai servizi per le donne e per la maternità».

Non mancano riflessioni più generali: «Ci sono due modi per fare politica: o fare politica per fare i voti, o fare i voti per fare politica. Con il secondo sistema non si crea nulla e non si va da nessuna parte».

Allora, qual è il messaggio che la Meloni e Viespoli lanciano all’affollata platea nel corso dell’incontro? Di scegliere il loro partito, quale soluzione di mezzo tra il “moderatismo” sbandierato ai quattro venti e l’ “antipolitica” fine a se stessa. Con una visione strategica ben chiara che riguarda tutti i settori della vita pubblica, come ricorda Viespoli a fine dibattito: università, sanità, trasporti.

Non sappiamo se sia un bene o un male il fatto che l’on. Viespoli non abbia citato tra le priorità anche il comparto scuola, che è quello più devastato e fatto a pezzi da scellerate politiche messe in campo dai partiti sia di destra che di sinistra della Seconda Repubblica.

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Dopo sette giorni dalla visita di Giorgia Meloni si è svolto all’Hotel President il Congresso del partito per eleggere i rappresentanti del Sannio all’Assemblea Nazionale che si terrà a Trieste nel prossimo mese di dicembre. Questi gli eletti: Pasquale Baldino, Alberto Buglione, Giovino Carpenella, Salvatore Colatruglio, Sandro D’Alessandro, Alfredo Masone, Gino Mazza, Francesco Mazzini, Antonio Onofrio, Federico Paolucci, Annamaria De Vanna, Ida Stefanelli, Claudine Sassi, Maria Danila Vitale e Mauro Parente e, naturalmente, Pasquale Viespoli.

LUCIA GANGALE

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