23/11/2017

Del Basso De Caro, dimostrero' la mia estraneità a qualsiasi ipotesi di reato

http://www.realtasannita.it/bt_files/newspaperFiles/delbassodecaro_40.jpg

Proprio nel giorno in cui con un messaggio inviato agli organi di informazione il sottosegretario sannita alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro aveva fatto conoscere buone novità riguardo al raddoppio della Telese - Caianello ed alla prosecuzione della Fortorina nel tratto San Marco dei Cavoti - San Bartolomeo in Galdo, due opere sulle quali da anni si sta discutendo senza però aver visto fino ad ora fatti concreti, ecco  che per lui  è giunta  la “mannaia” della Procura della Repubblica, che dopo ben quattro di anni gli ha notificato un provvedimento di chiusura indagini con l’ipotesi di tentata concussione e voto di scambio.

Insieme al sottosegretario nel mirino della Magistratura anche l’attuale moglie Ida Ferraro, oggi dirigente amministrativa dell’Ospedale “Rummo”, e Rita Cardone all’epoca dei fatti dipendente della stessa struttura ospedaliera.

Il provvedimento di chiusura delle indagini è stato richiesto dal procuratore della Repubblica Alberto Policastro, dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo (che sono i vertici della Procura della Repubblica del capoluogo) e dal sostituto procuratore Francesca Saccone.

Il tutto risale a quattro anni fa, cioè alle ultime elezioni politiche, quando Del Basso De Caro, guida del Pd del Sannio era stato eletto parlamentare. In tale occasione, secondo la Magistratura e le indagini dell’epoca, l’attuale sottosegretario tentò di costringere il direttore generale dell’epoca del “Rummo”, Nicola Boccalone, a rimuovere un dirigente amministrativo dell’Azienda Ospedaliera, Alberto Di Stasio, dal momento che nello svolgimento delle sue funzioni aveva inviato richieste di chiarimento sull’operato di Ida Ferraro. La seconda imputazione è legata al voto di scambio, reato che si sarebbe consumato nel momento in cui per ottenere un importante pacchetto di voti da Rita Cardone, Del Basso De Caro aveva promesso  alla Cardone l’allontanamento di Nicola Boccalone dal vertice del “Rummo” visto che era di intralcio alla sua carriera.

Alla base di tutta una serie di intercettazioni della Squadra Mobile alla vigilia delle politiche del 2013 tese a verificare i rapporti tra i politici ed i vertici del Rummo”, sui quali per alcuni mesi hanno anche indagato i vertici della Dda di Napoli. Ora, la Procura della Repubblica ha deciso di stralciare la parte facente riferimento al sottosegretario Del Basso De Caro, con la conclusione delle indagini ed i tre rinvii a giudizio.

Naturalmente la notizia, importante ed imprevista, ha destato scalpore in tutti gli ambienti politici cittadini.

Immediata la risposta del sottosegretario: “Ho ricevuto un’informazione di garanzia relativa ad un episodio verificatosi cinque anni fa. L’accusa contestatomi è riferita esclusivamente ad un’intercettazione telefonica intervenuta tra me e l’allora direttore generale del “Rummo” Boccalone. Era il mattino del 23 febbraio 2013, e da poche ore avevo appreso di essere stato eletto deputato. La trascrizione di quella conversazione veniva ampiamente divulgata e riportata sui quotidiani nazionali. In questo arco temporale non sono stato mai sentito né interrogato, ed oggi, a fine legislatura, la questione si ripropone come un “fiume carsico”. Conservo la  serenità, nella certezza di poter dimostrare la mia assoluta estraneità a qualsiasi ipotesi di reato ipotizzato a mio carico, e rinnovo il mio profondo rispetto per la Magistratura. Ora chiedo di essere finalmente posto nelle condizioni di chiarire la mia posizione”.

Torna alla home page

Visualizza altri articoli "Politica"