16/12/2017

In un anno e mezzo quattro cambi in Giunta

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Al voto il 5 giugno 2016, quindi il ballottaggio del 19 giugno con “l’incoronazione” a sindaco della città di Clemente Mastella, infine, dopo pochi giorni, il “battesimo” a Palazzo Paolo V della giunta formata da Erminia Mazzoni (vice sindaco), Mario Pasquariello, Vincenzo Russi, Luigi Ambrosone, Amina Ingaldi, Oberdan Picucci, Gerardo Giorgione, Patrizia Maio, Maria Carmela Serluca. Un mixer di esponenti di centrodestra mastelliani, dell’UDC di De Mita e di Forza Italia, che, uniti, avevano vinto le elezioni, con due soli esterni (Erminia Mazzoni politica di lungo corso, e Maria Carmela Serluca, una esterna proveniente dall’Ateneo del Sannio).

In quasi un anno e mezzo, però, ben quattro cambi nell’esecutivo di Palazzo Mosti, con qualcuno che veramente ha lasciato il segno (come quello di Erminia Mazzoni).

Dopo pochi giorni, in pieno ferragosto, l’allontanamento di Gerardo Giorgione, per la comparsa improvvisa sul suo profilo facebook di frasi a dir poco ineleganti, opera del figliolo e di alcuni amici, con il subentro in giunta di Antonio Reale; quindi, a marzo di quest’anno, l’allontanamento, improvviso, di Amina Ingaldi (una delle più votate della coalizione di centrodestra, con ben 479 preferenze, superata soltanto da Oberdan Picucci e Luigi Ambrosone), rea di aver inviato una lettera dai toni forti a Mastella per le troppe cose che non andavano nei Settori a lei affidati, con l’ingresso, inaspettato, in giunta di Felcita Delcogliano sorella di Raffaele, l’assessore regionale  barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse; infine, nello scorso mese di giugno, l’addio,  clamoroso, di Erminia Mazzoni per motivi prettamente politici e, dopo qualche settimana di riflessione, l’ingresso nell’esecutivo di un’altra esterna, quella Rossella Del Prete che, da donna di scuola, avrebbe dovuto risolvere i tanti problemi legati all’istruzione, agli asili nido, al diritto allo studio, alla dispersione scolastica, ai rapporti con l’Università, ma soprattutto cercare di mettere un po’ d’ordine nel servizio di mensa scolastica, che in città oramai da tre o quattro anni sta creando soltanto problemi e stenta a decollare. Ma i cambi fino ad ora non si sono visti!

La storia continua: ecco le dimissioni del vice sindaco Vincenzo Russi, questa volta per motivi personali, come è stato assicurato dal sindaco e dall’interessato nel corso di una conferenza stampa. Infatti,  dopo che all’Inps sono stati trasferiti i controlli sulle assenze per malattia dei pubblici dipendenti, Russi è diventato incompatibile con l’incarico di assessore (è uno dei medici dell’Inps), ed ha preferito continuare il lavoro rinunciando all’incarico assessoriale. Al suo  posto nell’esecutivo Luigi De Nigris, che ha  una esperienza di ben undici anni e mezzo sugli scanni Palazzo Mosti, prima in minoranza e poi in maggioranza. Per lui le stesse deleghe di Russi (Politiche ambientali, Ciclo dei rifiuti, Raccolta differenziata, Decoro urbano, Politiche energetiche, Politiche dell’innovazione, Ricerca e sanità, Servizi cimiteriali), a cui Mastella ha aggiunto la delega, importante, dei rapporti  con il Consiglio comunale puntando sulla sua esperienza e sul fatto che nei mesi scorsi si è molto battuto, anche con toni critici, per un maggior raccordo tra maggioranza ed esecutivo.

L’incarico di vice sindaco (che è a rotazione) è stato affidato a Luigi Ambrosone, mentre tra i banchi consiliari dovrebbe entrare Adriano Reale.

E con la nomina di De Nigris ad assessore  un cambiamento  importante anche in Consiglio provinciale: entra Mario Pepe, sindaco di San Giorgio del Sannio.  Certamente ci resterà male l’attuale presidente Claudio Ricci!

GINO PESCITELLI

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