06/10/2011

Come salvaguardare la salute sessuale

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Dopo il varo e sull’abbrivo della passata edizione, anche quest’anno la World Association for Sexual Health ha voluto celebrare e promuovere il rispetto universale dei diritti sessuali. L’evento italiano, preceduto da una conferenza stampa tenutasi a Roma presso l’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio, si è svolto presso l’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma, con il patrocinio della FISS (Federazione italiana di sessuologia scientifica) e dell’EFS (European federation of sexology).

L’edizione di quest’anno della “Giornata mondiale della salute sessuale” si è rivolta particolarmente ai giovani perché, come ci spiega la prof.ssa Chiara Simonelli, presidente dell’EFS, “mai nella storia s’è avuta una così ampia generazione compresa in questa fascia d’età, parliamo di oltre un miliardo e mezzo di persone fra i 10 e i 25 anni. S’è voluta sottolineare l’importanza di creare, a partire dai ragazzi, una cultura della salute sessuale, che oggi manca. Il ruolo della salute sessuale è infatti sempre più riconosciuto quale requisito essenziale per il benessere e lo sviluppo della persona”.

Per il prof. Salvatore Caruso, presidente della FISS, “per garantire la salute sessuale, più ancora che in altri ambiti, è fondamentale poter avere accesso a un’informazione corretta. Si deve poterne parlare. Questo è purtroppo un traguardo lontano nel nostro Paese, dov’è spesso ancora un tabù, nelle famiglie, nelle scuole e a livello Istituzionale, a partire dall’educazione sessuale, che non esiste in forma strutturata”.

Come ci ha messo in evidenza il prof. Vincenzo Gentile, direttore del Dipartimento di Urologia dell’università “la Sapienza” di Roma, “tra i disturbi sessuali maschili, i più rilevanti per diffusione, come confermato anche dal sondaggio condotto in occasione di questa 2ª Giornata mondiale della salute sessuale, sono l’eiaculazione precoce e la disfunzione erettile. La prima, colpisce circa 4 milioni di italiani, la seconda circa 3, il 13 per cento degli uomini, fino a raggiungere punte del 50 per cento tra gli ultra 70enni. Già nella fascia under 40 le statistiche ci parlano però di 15 maschi su cento che ne soffrono, con un 15 per cento tra i 40-50 anni. Dalla ricerca scientifica giungono buone notizie per gli uomini che soffrono di disfunzione erettile e ben risponde a questa esigenza il nuovo Vardenafil orodispersibile, il primo e unico farmaco che si scioglie in bocca presentando un assorbimento rapido a livello della mucosa orale. Disponibile nel nostro Paese da aprile, ha già ottenuto un’ottima accoglienza tanto che ci posiziona al primo posto in Europa per consumo, seguiti da Spagna e Germania. I disturbi sessuali nella stragrande maggioranza dei casi si possono curare efficacemente, non ci si deve rassegnare”.

Vediamo cosa è emerso dal sondaggio accennato dal prof. Gentile e che ha visto la partecipazione di 748 persone (516 maschi e 232 femmine). Ben l’83% dei maschi virili italiani aiuta la compagna nelle faccende domestiche e non si risparmia neanche sotto le lenzuola: solo il 3% lascia a lei l’iniziativa. Uno su 3 ha sofferto di disfunzioni sessuali e il 38% ha fatto ricorso ad un “aiutino” farmacologico almeno una volta per non veder sminuita la propria mascolinità, tuttavia solo il 4% delle partner è a conoscenza di ciò. Lo stress incide meno sulla sessualità femminile rispetto a quella maschile: solo il 31% delle donne ne soffre, proprio perché hanno una maggiore capacità di gestirlo e una minor dipendenza dalla prestazione. Lui cerca una partner rassicurante (69%) a una intraprendente (24%). Lei capisce abbastanza bene l’universo maschile (87%) mentre il 52% degli uomini dice di comprenderle poco. I disturbi sessuali più diffusi sono: disfunzione erettile (34%), eiaculazione precoce (29%), calo del desiderio (28%), ansia da prestazione (24%) e incapacità di raggiungere l’orgasmo (22%). Il 24% non chiede una visita per vergogna, anche se il 55% ne ha parlato con la partner e la scelta di assumere una medicina è personale, la discrezione è più importante nella scelta del farmaco: un uomo su due la mette al primo posto, prima ancora della rapidità d’azione (21%), mentre il 24% chiede di non essere messo in imbarazzo.

«Nel nostro sondaggio abbiamo voluto mettere a confronto tre diverse generazioni di maschi: il figlio, il padre e il nonno. Tre diverse età – conclude la prof.ssa Simonelli – una dentro l’altra come matriosche, che si assomigliano e si differenziano: ognuno ha un suo problema nel ciclo di vita». La Giornata s’è conclusa focalizzandosi in particolare sulla prevenzione con la creazione di gruppi di discussione formati soprattutto da giovani chiamati a riflettere e discutere liberamente sugli aspetti della sessualità che più li incuriosiscono e li preoccupano, sotto la supervisione di sessuologi esperti.

GIANCARLO SCARAMUZZO

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