19/11/2011

Lavoro ai giovani perchè il Sud torni a sperare

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Il Comitato scientifico e organizzatore delle settimane sociali dei cattolici italiani, in collaborazione con l’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro dell’Arcidiocesi, la Provincia ed il Comune di Benevento, ha tenuto un Seminario di studio presso Villa dei Papi sabato 5 novembre sul tema “Il lavoro giovanile nel Mezzogiorno d’Italia”.

L’iniziativa si pone come ideale continuazione della 46° settimana sociale dei cattolici italiani svoltasi a Reggio Calabria. All’apertura dei lavori hanno portato il loro saluto Aniello Cimitile Presidente della Provincia, Fausto Pepe Sindaco della Città e l’Arcivescovo Mons. Andrea Mugione.

L’introduzione ha visto gli interventi del Vescovo Mons. Arrigo Miglio Presidente del Comitato nazionale e di Ettore Rossi Direttore dell’Ufficio diocesano. Le relazioni sono state svolte da Pietro Fantozzi dell’Università della Calabria, Carlo Dell’Aringa dell’Università Cattolica di Milano, Mons. Mario Iadanza Direttore Beni Culturali della diocesi e Carlo Borgomeo Presidente Fondazione Sud.

La Tavola rotonda è stata animata da Mons. Angelo Casile Direttore Ufficio Nazionale CEI per i problemi sociali e il lavoro, Adriano Giannola Presidente SVIMEZ, Marco Musella della Università Federico II di Napoli, Giorgio Santini della CISL e da Edoardo Patriarca Segretario del Comitato nazionale per le settimane sociali.

I temi trattati: piste di impegno dalle settimane sociali, precarietà del lavoro e della vita personale e sociale, scoraggiamento e speranza tra i giovani del Sud, dinamiche del mercato del lavoro nel meridione, impegno della Chiesa per la promozione dei giovani, cooperazione ed imprese, proposte per il futuro dei giovani nel Mezzogiorno d’Italia. La Chiesa offre un puntuale magistero sul tema del lavoro: dalla Rerum novarum di Leone XIII del 1891, alla Quadragesimo Anno di Pio XI del 1931, fino alla Mater et Magistra di Giovanni XXIII del 1963, all’ Octogesima adveniens di Paolo VI del 1971, Laborem excercens di Giovanni Paolo II del 1981, Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II del 1987 ed alla Caritas in Veritate di Benedetto XVI del 2009. La costituzione Gaudium et spes, intanto, nel 1965, aveva affrontato per la prima volta in un Concilio ecumenico il tema del lavoro e tentato una sua valorizzazione non solo estrinseca-caritativa ma anche intrinseca, cioè quello che il lavoro rappresenta per il progresso umano, l’umanizzazione del mondo e l’avvento dello stesso Regno di Dio. Oggi l’etica del lavoro è chiamata a sottolineare come fondamentale istanza etica il gravissimo ed urgente impegno comune di creare condizioni generali che rendano concretamente possibile l’esercizio del diritto-dovere del lavoro. I dati nazionali e mondiali della disoccupazione, soprattutto per quanto concerne i giovani alla ricerca di una prima occupazione, non possono permettere a nessuno sonni tranquilli o discorsi astratti privi di concreta attuazione.

Il Sud perde progressivamente futuro.

Da serbatoio demografico del Paese diventa deserto della denatalità, da territorio giovane a regno degli anziani e poi… terra di emigrazione, come sempre a partire dal dopoguerra, con picchi impressionanti di fughe dei laureati e crescente senso di insicurezza. Persiste un divario enorme con il Nord. L’unificazione d’Italia dopo 150 anni non è ancora compiuta. Il quadro è raggelante. Avanza la criminalità. Occorre un nuovo patto Nord-Sud affinchè il Mezzogiorno d’Italia torni a sperare, con l’aiuto di politiche attive ed operose in ambito locale e nazionale, usufruendo anche dei generosi incentivi europei previsti per i progetti mirati a ridurre il dramma occupazionale e valorizzare le vocazioni territoriali.

PASQUALE MARIA MAINOLFI

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