17/02/2012

Tante novità a tutti i costi

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Negli ultimi mesi le rapine agli uffici postali sono aumentate sempre più. Le ultime a Sant’Agata dei Goti ed a Faicchio.

Gelsomina commenta: “Cavalie’, secondo me è il giusto castigo per i ritardi che si registrano, particolarmente a Benevento, nella consegna delle lettere e dei giornali”.

“Gelsomi’,” chiediamo, stupiti “ e che c’entrano i furti con la mancata distribuzione della corrispondenza?”

“Ci entrano, ci entrano! Sempre di Poste si tratta... Io sono convinta che i rapinatori operano in provincia, rispetto a Benevento, per correre rischi minori di essere scoperti. I mariuoli agiscono solo come atto dimostrativo, accontentandosi di modesti bottini. Cioè, colpiscono per dare una lezione alla direzione provinciale delle Poste che dopo una lunghissima interruzione di recapito della corrispondenza, ora manda a singhiozzo qualche postino con la posta più arretrata: le cartoline degli auguri di Natale e le “vecchie” bollette che la gente ora deve pagare la mora...

Cavalie’, secondo voi, le tante denunce presentate al procuratore della Repubblica e l’interrogazione, mandata a mari e monti, dall’onorevole Mario Pepe faranno prendere scuorno alle Poste spingendole a ravvedersi?... E mi mandassero le ultime copie di “Realtà Sannita e di “Oggi” che tengo l’abbonamento (che non me lo pagano loro) perché mi piace allitterarmi non soltanto con la televisione della Rai, di Mediasette e pure della “Sette.

Cavalie’,” continua la nostra lavascale “ potete, poi, spiegarmi che è tutta quella cagnara che stanno facendo il Sindaco e i suoi assessori per cambiare i connotati alla città, anche per via dell’Utesco che ci farà venire tanti forestieri a gustarsi la chiesa di Santa Sofia e dintorni?”

“Gelsomi’, il discorso è lungo. Cercherò di essere chiaro e conciso. Dunque, il Comitato comunale Unesco, ovvero l’organico costituito per la valorizzazione del Centro e particolarmente dell’area della chiesa di Santa Sofia, ha stilato un intenso programma interassessoriale. Incominciamo dall’assessorato all’Urbanistica: ha giurato che darà uniformità a colori e luci nel Centro. Ossia: colori sobri e luci esaltanti edifici ed angoli più meritevoli. Compito delicato assai se non addirittura arduo, per quanto riguarda la mimetizzazione delle crepe di qualche palazzo accorsato che porta disdoro all’immagine della città. Nella fattispecie - ci riferiamo all’angolo di corso Garibaldi con piazza Roma – l’ostacolo al riattamento della pietra dello scandalo è rappresentato dalla cronica indisponibilità finanziaria dei proprietari. Costoro l’hanno avuto in dono da una munifica, compianta erogatrice. E, poiché a caval donato non si guarda in bocca, gli eredi si sono accorti tardi che lo stabile, quanto meno l’intonaco, abbisognava di costose riparazioni. E così lo stabile continua a dare brutto spettacolo...”.

“Cavalie’,” e che ci vuole a risolvere il caso? Il Comune accunciasse lui e poi ci manda il conto ai proprietari... Quante storie! Se i proprietari non se la sentono di fare magari una questua tra i ...fedeli parenti, se lo vendessero quello scarrupizio così ci ricavano quacche ccosa e non si fanno intronare le recchie di maleparole della popolazione che non ci tiene a sentire il pettegolezzo dei forestieri che vengono per Santa Sofia e compagnia cantando. Ma, poi, che c’entra l’Utesco ? Il problema del palazzo fadiscento (Fatiscente, Gelsomi’!) esisteva prima della beneficenza a favore della chiesa dei Santa Sofia...”

“C’entra, Gelsomi’! Il riconoscimento di bene dell’umanità concesso alla nostra splendida chiesa ha spronato a controllare la “movida” tra piazza Santa Sofia e piazza Piano di Corte. Il Sindaco non essendovi riuscito con le buone ha usato le cattive ed ha sancito la chiusura a tempo di cinque locali, rei di avere diffuso musiche ad alto volume, nonché di avere occupato oltre il consentito suolo pubblico coi loro tavoli e di avere ampiamente sforato l’orario di chiusura”.

“Assa fa Ddio! Finalmente mia sorella che abita nella zona ammuinata finalmente può dormire che prima la teneva scetata la gioventù coliardica col canto e col suono maggiorato dei dischi dentro alle automobili in sosta vietata nelle piazze e nei vicoli stretti... Cavalie’, poi ho sentito che la giunta comunale una ne fa e cento ne pensa...”

“Effettivamente, Gelsomi’, c’è un turbinio di iniziative, a partire dalla proposta di estendere l’isola pedonale fino alla villa comunale... Poi, c’è un chiacchiericcio di operazioni di là a da venire, come la sistemazione di piazza Sabariani e la relativa messa in sicurezza dell’antica chiesa...”.

“Seh, seh!” sghignazza Gelsomina “ Che fa? La Soprintendenza ha preso la quaterna al bancolotto per potere portare alla luce gli affreschi interrati?!... Cavalie’, e che cos’altro bolle in pentola?”.

“Beh, ci sarebbe lo spostamento dell’ingresso del teatro romano nello slargo Manfredi di Svevia... E non finiscono qui le idee innovatrici della giunta comunale. La ciliegina sulla torta delle sorprese l’ha messa (la metterebbe) l’ingegnere Fausto Pepe lanciando l’idea, non del tutto peregrina, di spostare la statua di Traiano dai piedi del castello ai bordi del suo arco di trionfo”.

“Seh, seh!” commenta sarcasticamente Gelsomina “Ogni tanto saltano fuori le idee spostatorie: una volta si parlò di sloggiare il toro Apis dal viale San Lorenzo in una zona più accorsata. Ora salta fuori lo spostamento della statua di Traiano. Seh! Devono passare sul cadavere del Presidente della Provincia che mo’ se la fa togliere la statua che ce la piazzò, lì dove sta, Benito Mussolini, distribuendo statue “romane” a mezza Italia”.

E guai a chi ce la tocca ad Aniello Cimitile!

CLEMENTE CASSESE

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