03/05/2012

Appello per Emanuela Orlandi

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Sono passati 29 anni e ancora, periodicamente, si riapre la scena della vicenda di Emanuela Orlandi (la quindicenne scomparsa a Roma nel tardo pomeriggio del 22 giugno 1983), con pretese rivelazioni, disinvolti scoop giornalistici e malcelate voglie di protagonismo. Il fratello Pietro ci ha contattati “nella speranza di scuotere le coscienze e imprimere , attraverso il sostegno dell’opinione pubblica e di tutte le persone oneste, un rinnovato impulso alle indagini” e, sinceramente, all’unisono col direttore, non ce la siamo sentiti di lasciare cadere nel vuoto dell’indifferenza l’accorato appello.

Con grande emozione – esordisce Pietro Orlandi – voglio annunciarvi che grazie alla petizione al Papa, a cui hanno già aderito oltre 80 mila persone, ci sono state importanti novità sul caso di Emanuela. Per la prima volta il Vaticano ha diffuso una nota ufficiale in cui spiega il suo comportamento in questi lunghi 29 anni, mentre il capo della Procura di Roma ha assunto in prima persona le indagini. Sono passi in avanti, ma non basta. La mia sensazione è che le persone a conoscenza di notizie importanti siano per la prima volta sul punto di rompere gli indugi e raccontare quel che sanno”.

Pietro Orlandi per questo ha organizzato una “Giornata di mobilitazione per la verità e la giustizia in Italia”: l’appuntamento è per domenica 27 maggio alle 9.30 a Roma in piazza del Campidoglio, da dove partirà una “marcia per Emanuela” che si concluderà alle 12 in piazza San Pietro, in occasione dell’Angelus. Sono invitati anche gli amministratori locali (sindaci, assessori, presidenti di Provincia o Regione) con i loro gonfaloni. Hanno subito aderito il presidente della Provincia di Firenze, Barducci, che ha già esposto una gigantografia di Emanuela sulla facciata di palazzo Medici Riccardi, e il sindaco di Roma, Alemanno, farà altrettanto in piazza del Campidoglio. Ai già 20 mila romani che hanno aderito alla petizione, l’appello è ai tanti che abitano in ogni dove della penisola, con preghiera di confermare la presenza con una mail a marciaperemanuela@gmail.com in modo da comunicare alla questura un numero indicativo.

Ricordiamo inoltre ai tanti lettori che l’unica modalità per sottoscrivere l’appello, il cui primo firmatario è Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, è inviare una mail (senza passare da altri siti) all’indirizzo: petizione.emanuela@libero.it con scritto “Aderisco alla petizione a papa Benedetto XVI per la verità su Emanuela Orlandi” e specificando nome, indirizzo, numero di telefono e professione (più eventuale commento).

Pietro Orlandi tramite nostro chiede agli amministratori dei 78 Comuni della provincia di Benevento ed all’ente Provincia una espressione di solidarietà in occasione della “Marcia per Emanuela” del 27 maggio, un gesto semplice ma dal grande valore simbolico: esporre sulla facciata del palazzo comunale e della sede della Provincia una grande foto della ragazza scomparsa, con la richiesta di adesione alla petizione indirizzata a papa Benedetto XVI. Sarà sufficiente inviare una mail al suo indirizzo: pietro_1959@libero.it e lui provvederà a rispondere e a concordare i dettagli dell’iniziativa. Più le istituzioni saranno presenti più ci sarà la possibilità di farsi sentire, per liberare la famiglia di Emanuela, e i tanti che le hanno voluto bene, dalla straziante condanna a un’attesa perenne.

Consentitemi un grazie a Federica Sciarelli di ‘Chi l’ha visto?’ per aver in tutti questi anni mantenuta alta l’attenzione; al giornalista Fabrizio Peronaci col quale ho scritto ‘Mia sorella Emanuela’ (prefazione di don Ciotti) dando impulso alla battaglia per la verità; ai tanti giornalisti di ogni angolo d’Italia che mi hanno aiutato ed espresso vicinanza, la parte sana del mondo dell’informazione; agli iscritti al Gruppo Facebook (siamo oltre 11 mila) e, naturalmente, ad ognuno di voi, i firmatari della petizione al Papa, grazie ai quali, io sento, verità e giustizia non sono più un’utopia. Grazie di cuore. Pietro Orlandi”.

GIANCARLO SCARAMUZZO 

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