19/10/2012

Poca luce - Piazza Orsini - Terminal - Negozi chiusi

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Gelsomina, visibilmente esagitata, ci spiattella: “Cavalie’, il governo una ne fa e cento ne pensa. Ha eliminata la Finanziaria sostituendola con la legge di stabilità. Però non è cambiato niente, anzi è peggiorata la vita del cittadino comune. C’è stata tutta una serie di tagli alla spesa pubblica, tesi a ripianare il bilancio dello Stato. In altri tempi con poca inventiva ci si limitava ad aumentare il costo dei tabacchi e dei carburanti. Questa volta si è giocato molto più pesante. E’ stata ridotta la spesa del servizio sanitario... costringendo la gente a “schiattare” di salute. Ed altre amenità.

Si sono perfino evitate le spese folli che il dipendente statale poteva ipotecare fruendo degli scatti annuali della progressione in carriera, inesorabilmente congelati fino al 2014. Ci mancava ancora qualcosa. Ed ecco il colpo di genio: riduzione dell’illuminazione pubblica. Cavalie’, siamo tornati all’ “oscurantismo” del periodo della guerra, quando, un poco per non farci vedere dagli apparecchi nemici di passaggio e un poco anche per risparmiare sui consumi, si applicavano ai lampioni stradali lampadine schermate emettenti un colore bluastro.

Ora sarà peggio perché pare che addirittura verrà spenta completamente la luce in molte strade o, quanto meno, sarà sensibilmente limitata a poche ore della notte. E così non si “scipperà” più soltanto al mercato ma in tutta la città... Voi che ne dite, cavaliè?” ci chiede ambiguamente Gelsomina, costringendoci a darle forzosamente un appoggio morale.

“E che debbo dire, Gelsomi’!? Certe brutture è meglio vederle il meno possibile...”

“Però” continua la nostra interlocutrice “ per noi beneventani ci sono anche le buone notizie. Ci vengono dalla società Fi.Vi. che , attraverso il suo tecnico, intende soppiantare i precedenti dinieghi del Comune all’apertura del parcheggio privato in Piazza Orsini.

“Non meniamo il can per l’aia! Basta con i soprusi!” esclama nervosamente il responsabile della ditta “La struttura è già esistente; non c’è bisogno di autorizzazioni urbanistiche... Possiamo aprire subito... Faremo cosa utile alla città e particolarmente agli inviperiti commercianti della zona che sono rimasti senza area di sosta per le loro auto”.

“Cavalie’, io dico che è giusto. Lo dice anche mio marito che abitualmente parcheggiava la sua “600” in quell’area gestita da guardiamacchine di buona volontà. Il mio consorte vi parcheggiava perchè ci veniva lo sconforto ad attraversare il ponte Vanvitelli per portarmi verso la stazione (ma sembra finito il tormento per il mio povero marito perché è stato deciso finalmente il doppione del ponte Vanvitelli all’altezza della Torre Biffa in via Posillipo).

Cavalie’, tornando a noi, voi che dite, ce lo darà il Comune alla ditta Fi.Vi. il permesso di aprire il parcheggio?”.

“Gelsomi’, io non ho la sfera di cristallo per vedere il futuro.. Vorrei chiedermi però il motivo perché fino ad ora il Comune non ha espropriato per pubblica utilità le aree su cui sorgevano i palazzi distrutti dai bombardamenti. Sarebbe bastato visionare il catasto per risalire ai legittimi proprietari...”.

“Cavalie’,” ci redarguisce Gelsomina “sono passati 70 anni dai bombardamenti. Gli eredi sono diventati una moltitudine. Valli a trovare!.. Sarebbe come cercare l’ago nel pagliaio...”.

“E allora, Gelsomi’, tagliamo la testa al toro: restituiamo il parcheggio a chi ne ha bisogno. Tregua sia tra la ditta Fi.Vi. ed i tecnici comunali che potranno analizzare in tutta calma il caso intricato. Che volete che siano uno, due, tre anni di analisi... dopo settant’anni di trascuratezza?!”. Ma il Comune ha ribadito il suo fermo “No!”.

“Cavalie’, e, poi, che ne pensate del terminal in via (si fa per dire!) di realizzazione dinanzi allo stadio “Vigorito” tarpandone purtroppo parzialmente la funzionalità per gli incontri calcistici e manifestazioni collaterali?”.

“Gelsomi’, si tratta di un falso problema dal momento che è stato proposto di ridurre l’area di pertinenza del terminal a ridosso dello stadio, deviandola nelle vicine vie Casselli, Gioberti e Cavour”.

“E allora - via! – si concludano i lavori. Il terminal a ridosso di piazza Risorgimento attende lo sgombero per fare spazio all’atteso parcheggio riservato alle auto . Le aree di sosta in quella zone scarseggiano... a meno che non si realizzi, come proposto tanti anni fa dal sindaco del tempo, avvocato Lucio Facchiano, un parcheggio sotto la piazza...”.

“Cavalie’, un’ultima domanda: che ne pensate della protesta delle commesse per avere la domenica libera? Povere ragazze! Hanno mosso a compassione anche la curia arcivescovile che, a mezzo di don Pompilio Cristino, ha appoggiato in pieno l’aspirazione delle commesse sbandierando l’ecumenico principio “il settimo si riposò”... ovviamente non trascurando di ascoltare la Santa Messa, prima o dopo di una salutare passeggiata con i fidanzati”.

“Purtroppo, Gelsomi’, a rompere le uova nel paniere ci sono i turisti che vengono tenuti in gran pregio dall’assessore comunale al turismo; un po’ meno da molti dei titolari di negozi che non li tengono in grande considerazione per via della scarsa propensione degli ospiti a sostanziosi acquisti nei giorni festivi.

“Capisco l’aspirazione del forestiero” dice filosoficamente un accorsato commerciante “di passeggiare ammirando le allettanti vetrine, ma, considerati gli scarsi proventi e gli aggravi dei costi di gestione per il pagamento del gettone festivo ai commessi, a me non conviene tenere aperto il negozio nei giorni festivi”.

“Ma io...” si lamenta il turista abbisognevole di urgenti acquisti di biancheria intima per i figlioletti che... non sono riusciti a trattenerla.

“Ci sono i supermercati!” ribatte, acido, il commerciante. Un collega meno intransigente concilia: Magari con un contributo comunale...

E meno male che la massa dei turisti è abbastanza felice di Santa Sofia e delle pietanze tipiche beneventane degustate...

CLEMENTE CASSESE 

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