01/11/2012

A proposito di bimbi contesi

http://www.realtasannita.it/bt_files/newspaperFiles/bimbicontesi.jpg

Due donne si presentarono da Salomone: ciascuna aveva partorito un figlio a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro ed entrambe dormivano nella stessa casa. Una notte accadde che uno dei due bambini morì e sua madre, secondo l'accusa, aveva scambiato il figlio morto con quello vivo dell'altra donna mentre questa dormiva. Salomone, dopo aver ascoltato le due donne sostenere più volte le loro tesi, fece portare una spada e ordinò che il bambino vivente fosse tagliato a metà per darne una parte a ciascuna di esse. 

Allora la vera madre lo supplicò di consegnare il bimbo all'altra donna, pur di salvarlo. Salomone capì così che quella era la vera madre e le restituì il bambino. La madre vera rinuncia al figlio pur di non vederlo uccidere. In questi giorni, invece, si sta parlando di un bambino conteso dai genitori che si fanno la guerra ad un alto prezzo. E a pagarlo è il figlio, trattato come un pacco e non come un essere umano. I genitori dovrebbero volere il bene dei figli, sempre e comunque, anche a costo della vita. In questo caso, invece, il bene o meglio il volere di un bambino di oltre dieci anni viene calpestato ogni giorno.

Il bambino può vedere il padre, avvocato, solo in presenza della mamma, da lontano. Ecco che allora il padre insieme alle forze dell'ordine (quale?) strappa dalla scuola il bambino e lo trascina via, mettendolo in una casa famiglia. In nome di un ambiente familiare in cui vive Leonardo che, a dire del padre, gli crea uno stato di disagio mentale.

E a chi gli chiede cosa manca al bambino, appena depositato nella casa famiglia, risponde con una freddezza agghiacciante e allucinante: il pigiama e lo spazzolino da denti. Per me lo psicopatico è lui. Comunque vadano le cose. Ma ciò che avvilisce in questa storia, e ce ne sono tante simili, è che non si sa chi è nella ragione o nel torto. Questo verrà stabilito dopo ma sempre con giudizi degli uomini.

Ciò che è sicuro, per il momento, è che azioni compiute in nome del bene e dell'amore per il figlio lasceranno un segno indelebile nella mente di un bambino che non ha nessuna colpa se due persone l'hanno messo al mondo e che è capitato in una famiglia che non lo meritava. Povero piccolino! Che pena! Una vittima dell'egoismo, della cattiveria e della follia umana.

ELISA FIENGO

lisafiengo@gmail.com 

Torna alla home page

Visualizza altri articoli "La voce di Elisa"