13/11/2012

Revisori di conti

Non sarebbe un bel mestiere quello dei revisori dei conti in qualsiasi comune della Repubblica Italiana. Si sa che non c'è da scialare e, se pure lo Stato sovente tarda a far arrivare la sua quota di partecipazione, chi è chiamato a controllare è soggetto ad inevitabili mal di testa.

Perché, allora, specchiati professionisti accettano di fare un lavoro che difficilmente assicurerà brio e spensieratezza? Spirito di servizio, certamente.

Al Comune di Benevento, uno dei tre revisori è appannaggio della minoranza. Possono darsi, però, innocenti “giochetti” per cui, che so, la magnanima maggioranza vota pure il rappresentante della minoranza.

Cose del genere possono lecitamente accadere pure se si adotta il sistema di voto limitato. Non è meglio, allora, procedere per sorteggio tra professionisti volontariamente iscrittisi in un albo?

Tanto, i revisori dei conti non devono fare gli amici e né prendere ordini. Devono solo fare gli interessi di chi li ha nominati impedendogli di fare sciocchezze.

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